Disastro in Alaska, 3.000 galloni di olio combustibile pesante nell’habitat critico di lontre e leoni marini

Il maltempo ostacola le operazioni di bonifica. Una vecchia struttura non ha resistito ai forti venti

[1 marzo 2018]

Nei pressi di Kodiak, in Alaska. fortissimi venti  hanno provocato uno sversamento di idrocarburi che sta interessando un “habitat critico” per le lontre marine e i leoni marini. Sono finiti in mare almeno 3.000 litri di olio combustibile che erano contenuti in un serbatoio posto su un molo che è crollato quando il 26 febbraio è stato investito da venti ad oltre 80 miglia all’ora. Proprio in testa al molo c’era un edificio contenente un serbatoio di plastica utilizzato per stoccare carburante e che, dopo essere caduto in acqua si è rotto.

Secondo il rapporto sull’incidente pubblicato dal Department of environmental conservation (Dec) dell’Alaska, «si sospetta che sia stato rilasciato l’intero contenuto del serbatoio». Le immagini scattate dalla Guardia costiera Usa dimostrano che mostrano, dopo la fuoriuscita di olio combustibile si è formata una chiazza di petrolio sotto costa.

ThinkProgress spiega che «Lo sversamento si è verificato in una proprietà privata a Port William all’estremità meridionale dell’isola di Shuyak, a 49 miglia da Kodiak nel sud dell’Alaska. L’area ospita lontre del mare del Nord e leoni marini di Steller. Altre specie che possono essere colpite includono aquile, uccelli acquatici e uccelli marini insieme all’halibut del Pacifico, al merluzzo del Pacifico, al pollock dell’Alaska e alle aringhe del Pacifico».

In una dichiarazione all’Anchorage Daily News,  Mike Evans, uno specialista in programmi ambientali del Dec, ha confermato che «Gli impatti sulla fauna selvatica sono sicuramente una grande preoccupazione». Infatti, secondo il Dec «Il tipo di carburante che si trovava nel serbatoio – l’olio combustibile n. 6 – era rimasto sul posto per molto tempo. Questo tipo di carburante non è più venduto molto».

La struttura che ospitava il serbatoio era stata  utilizzata come deposito per le navi a vapore, base per idrovolanti e conservificio: è probabile che il carburante fosse utilizzato per almeno una di queste attività.

La National oceanic and atmospheric administration (Noaa) lo descrive come «un tipo di olio denso e viscoso» e sottolinea che «Quando si rovescia sull’acqua, il combustibile  n. 6 di solito si diffonde in chiazze di colore scuro, che possono contenere grandi quantità di olio». Anche se non è tossico quanto gli oli combustibili più leggeri, l’olio pesante può colpire duramente la  vita marina e  «I tassi diretti di mortalità possono essere alti per gli uccelli marini, gli uccelli acquatici e i mammiferi marini con la pelliccia», dice la Noaa.

I primi interventi in un’area così delicata sono coordinati dalla Guardia costiera e dal Dec.  Alaska Chadux guiderà le operazioni di bonifica  e prevede di utilizzare water boom e panne per contenere lo sversamento sulla superficie dell’acqua. Verrà recuperato anche il serbatoio finito in mare.

Ma, secondo l’Anchorage Daily News, le operazioni di pulizia sono state ritardate fin da martedì a causa del continuo forte vento che ha impedito alla squadra di  bonifica raggiungere l’area interessata. Fino a ieri il team era fermo a Kodiak, in attesa che le condizioni meteorologiche consentissero a mezzi ed uomini di lavorare in sicurezza.