Emergenza inquinamento a Delhi, ma aumentano le auto private

In ritardo i piani di azione del governo, fallimento dei trasporti pubblici, più rischi per la salute

[2 gennaio 2017]

Il Centre for science and environment dell’India ha avvertito che nella megalopoli di Delhi  l’inquinamento ha nuovamente raggiunto il livello di emergenza  e che se non verrà messo in atto il  piano d’azione graduale, che è in forte ritardo, come ha indicato la Corte suprema dell’India, questo peggiorerà l’emergenza sanitaria nella capitale indiana.

Il Centre for science and environment spiega che «Compensando la breve tregua dopo l’episodio di smog post-Diwali il che è stato possibile solo grazie al miglioramento delle condizioni atmosferiche e all’azione più disciplinata su diverse fonti, la curva dell’inquinamento sta svoltando di nuovo verso l’alto. Il ministero dell’ambiente, delle foreste e dei cambiamenti climatici deve notificare immediatamente  il piano d’azione classificato nella sezione 3 della legge sulla protezione dell’ambiente.

Le emissioni provenienti dai veicoli, dalle centrali elettriche, dalle polveri provenienti da cantieri edili e dal fumo dagli incendi agricoli sono state le principali fonti di inquinamento a Delhi. Il governo di Delhi ha tentato alcune misure, come un giro di vite sui veicoli a diesel e la circolazione delle auto a targhe alterne., ma a novembre aveva già dovuto chiudere tutte le scuole per tre giorni a causa dello smog soffocante.

Una decisione presa dopo che i livelli  di PM2,5 avevano superato di oltre 90 volte il livello considerato sicuro dalla Organizzazione mondiale della sanità e di 15 volte gli standard approvati dal governo indiano.

L’inverno sta colpendo  duramente il nord dell’India e a dicembre le giornate con inquinamento atmosferico “grave” o di “emergenza” sono aumentate durante la seconda metà del mese e il 29 dicembre sono di nuovo tornati a livelli di emergenza.

«Questa situazione richiede una risposta immediata – dicono al Centre for science and environment  – E’ anche preoccupante che, mentre Delhi sta combattendo una difficile battaglia contro l’inquinamento, la motorizzazione incontrollata minaccia di annullare i progressi dell’azione in corso. Il nuovo Statistical Handbook appena pubblicato del governo di Delhi rivela il boom della motorizzazione in città. Se continua così, senza misure di contenimento, l’inquinamento e l’esposizione tossica non potranno essere frenati».

Mentre l’inverno fa aumentare l’inquinamento: dal 23 dicembre è stato un susseguirsi di giornate di emergenza smog che nemmeno il vento che il 29 dicembre ha investito Delhi è riuscito a dissipare, anzi il PM2,5 è aumentato, superando di 5,3 i limiti previsti in India. Con le temperature in calo, a dicembre a Delhi ci sono stati 14% di giorni in “emergenza”, il 21% dei giorni per cento nella categoria “grave” e il 65% nella categoria “very poor”. Dal 24 dicembre in poi, la media giornaliera di PM2.5 è stata ancora più alta: 7,3 volte superiore rispetto allo standard. Secondo numeri esplosive:

Secondo lo Statistical Handbook, a Delhi ci sono  9,7 milioni di veicoli immatricolati, 3,4 volte più che a Mumbai, e la cosa sembra destinata a peggiorare: nel 2015-16 sono state immatricolate 200.000 nuove auto, l’anno prima erano state 160.000. Le auto immatricolate a Mumbai durante lo stesso periodo sono state 61.308.  A Delhi, durante 2015-16, le auto sono aumentate del 20% rispetto al 6,4% durante il 2014-15.

Il Centre for science and environment fa notare che «Il tasso annuo di incremento per le auto è superiore a quello delle due ruote. Mentre le auto sono aumentate del 20%, le due ruote sono aumentati del 10%. Le due ruote sono comunque più numerose:  quest’anno si sono aggiunti circa 420.000 veicoli a due ruote. Questi trend dei veicoli privati è inquietante, dato che, secondo uno studio dell’Indian Institute of Technology Kanpur sulle auto, i veicoli a due ruote sono responsabili del  44% del carico di inquinamento da particolato dei veicoli a Delhi».

Ma c’è anche un altro grosso problema: il boom di auto e moto nella capitale indiana e nella megalopoli che la circonda sta facendo aumentare la richiesta di parcheggi e, per soddisfarla, nel 2015-16  è stata asfaltata e cementificata una superficie pari a 630 campi da calcio. «Senza misure di contenimento Delhi diventerà invivibile», dicono al Centre for science and environment – La proposta recentemente annunciata di  implementare il parcheggio a pagamento dovrebbe essere attuata con una gestione del parking district che deve includere, tra l’altro, la delimitazione legale dell’area di parcheggio, forti sanzioni per il parcheggio illegale, prezzi per il parcheggio efficaci e variabili e  permessi di parcheggio residenziali».

Il problema è che i trasporti pubblici a Delhi sono stati un clamoroso fallimento. Quasi 20 anni fa, corte suprema indiana aveva ordinato al governo della capitale indiana di dotarsi di almeno 10.000 autobus pubblici. «Questo ordine è ancora da attuare  – denuncia Anumitta Roychoudhary, del Centre for science and environment  – e di conseguenza Delhi ora ha poco più di 5. 000 autobus e la flotta è in costante declino».

Infatti, gli autobus pubblici sono solo 5.300 e il calo di passeggeri giornalieri è stato di quasi 800.000 negli ultimi due anni, scendendo a  927.000 passeggeri giornalieri.

La Roychoudhary conclude: «E’ preoccupante che, mentre Delhi sta combattendo la difficile sfida dell’inquinamento, la motorizzazione incontrollato minaccia di annullare le conquiste della azione in corso» e chiede di «Agire ora. L’Emergenza sanitaria richiede un’azione di emergenza: informare e mettere in atto  immediatamente un piano d’azione graduale  in base ai livelli di inquinamento. Stilare riforme più sistemiche che comprendano spostamenti con trasporti pubblici, a  piedi e in bicicletta, infrastrutture pubbliche e misure per limitare il parcheggio e per frenare la motorizzazione. Questo è urgentemente necessaria per ridurre l’esposizione diretta ai fumi tossici e per non compromettere i progressi  derivanti all’azione contro altre fonti di inquinamento».