L’Eeb stima che una simile scelta comporterebbe 15.000 morti premature aggiuntive in Italia

Emergenza smog? E il governo punta al ribasso nella normativa europea sull’inquinamento

Cittadini per l’Aria, per la direttiva Nec al 2030 ambizioni ridotte: -8% per l’ammoniaca e 10% per il PM 2.5

[26 febbraio 2016]

inquinamento aria

La Nec (National emission ceilings) è una normativa istituita a livello europeo, che interviene sulla quantità di inquinamento atmosferico – particelle sottili come molti altri elementi, dal biossido di zolfo al mercurio – che i paesi dell’Ue possono emettere in un dato anno: la Nec, a seconda dei parametri adottati, può dunque consentire o meno di fare da traino alle politiche per la qualità dell’aria nei prossimi 15 anni in Europa, e un primo passo fondamentale è la negoziazione fra il Consiglio, il Parlamento e la Commissione europea, che parte in questi giorni.

In questa partita, che ruolo gioca il nostro Paese? Secondo Cittadini per l’Aria, una partita a ribasso: «Il basso livello di ambizione del governo italiano in ordine alla riduzione delle emissioni a livello nazionale, rispetto allo scenario proposto dalla Commissione europea nel progetto di direttiva Nec, sarà responsabile, se non modificato, di 15.000 le morti premature aggiuntive in Italia da oggi al 2030». I dati derivano da una stima dell’European environment bureau (Eeb), calcolati con la seguente metodologia: è stato dapprima comparato il tasso di mortalità da inquinamento dell’aria nel 2012, fornito dall’Agenzia europea dell’ambiente, con il tasso di mortalità obiettivo per il 2030, stabilito dalla Commissione europea nella sua proposta; poi è stato calcolato il numero di morti aggiuntive dovute ai limiti meno stringenti proposti da Paesi come l’Italia, la Romania o la Polonia; è stato dunque ipotizzato che la riduzione del tasso di mortalità dal 2012 al 2030, che rimane l’obiettivo della normativa, sia lineare, cioè costante nel tempo. Inoltre i vari tipi di inquinanti sono stati cumulati ed espressi come PM-equivalenti: ad esempio 1 tonnellata di PM ha, in media lo stesso effetto di 5,15 tonnellate di ammoniaca o 14,9 tonnellate di NOx».

Una metodologia complessa e non scevra da approssimazioni, che induce comunque a valutazioni di rilievo. L’inquinamento atmosferico proviene da molteplici fonti, e alcune di esse si mostrano concausa di morte in più di un’occasione: si pensi al traffico automobilistico ad esempio, che emette ogni giorni in atmosfera grandi quantità di inquinanti e gas climalteranti, e al contempo falcidia (nella sola Italia) 10-15 vittime al giorno a causa di incidenti stradali. Come non è pensabile, ad oggi, uno stop in blocco del traffico, nemmeno lo è chiudere ogni causa di inquinamento atmosferico – industrie, riscaldamenti domestici, etc – in Europa. Quel che invece è doveroso e possibile rimane lavorare perché gli incidenti stradali, come anche i tassi di inquinamento, si riducano progressivamente: il problema è che il governo italiano – nonostante un territorio sempre più frequentemente vittima dello smog – sembra marciare ancora una volta in direzione contraria all’auspicabile.

«Il governo italiano dovrebbe essere leader per impegno sull’aria ed ha, al contrario – precisano i Cittadini per l’Aria – ridotto in modo inaccettabile il livello di ambizione delle politiche italiane per i prossimi 15 anni, riducendo di 8 punti percentuali la riduzione al 2030 dei livelli di ammoniaca e di oltre 10 punti la riduzione prevista al 2030 per il PM 2.5. La proposta italiana attuale andrebbe quindi ad aggiungere 15.000 morti premature in più da qui al 2030 alle 650.000 che già sono previste in base alla proposta della Commissione Europea. Servono, insomma, politiche più incisive e coraggiose anche da parte dell’Europa.

Quelle 15.000 morti aggiuntive sono in grande misura conseguenti alle pressioni di settori, come quello agricolo e automotive, che devono assumersi la responsabilità di contribuire alla soluzione del grave problema dell’inquinamento atmosferico e cambiare passo da ora. La necessità di proteggere la salute dei cittadini deve imporre al nostro governo di cambiare posizione nell’attuale negoziazione o i cittadini italiani sapranno a chi ricondurre in futuro le sanzioni e le molte morti premature dei prossimi anni. È ora dire forte e chiaro che è inaccettabile che per difendere gli interessi di settori fortemente inquinanti – il nostro governo tenti di indebolire le norme europee a scapito della salute e della stessa vita dei suoi cittadini», chiosa la presidente di Cittadini per l’Aria, Anna Gerometta.