I fertilizzanti producono smog

I terreni coltivati della Central Valley della California sono una grande fonte di inquinamento da ossido di azoto

[1 febbraio 2018]

Secondo lo studio “ Agriculture is a major source of NOx pollution in California”, «Una fonte precedentemente non riconosciuta di ossido di azoto (NOx) sta contribuendo fino al 40% circa delle emissioni di NOx in California».

Lo studio, pubblicato su  Science Advances, da un team di ricercatori dell’Università della California – Davis dell’Accademia cinese delle scienze e della Northeast Normal University di Changchun, traccia le emissioni dei suoli fertilizzati nella regione agricola della Central Valley in California e gli autori hanno confrontato computer models con stime raccolte da voli scientifici sulla valle di San Joaquin, concludendo che «Sia i modelli che i dati dei voli suggeriscono che tra il 25 e il 41% delle emissioni di NOx proviene da terreni con pesanti applicazioni di fertilizzanti azotati». Lo studio è stato finanziato dalla National Science Foundation Usa, Major State Basic Research Development Program of China, Dave and Lucile Packard Foundation, California Agricultural Experiment Station, Bay Area Air Quality Management District e U.S. Environmental Protection Agency.

All’UC Davis spiegano che «Gli ossidi di azoto che formano lo smog, o NOx, sono una famiglia di composti chimici inquinanti dell’aria. Sono fondamentali per la formazione dell’ozono a livello del suolo e contribuiscono ad effetti nocivi sulla salute, come le malattie cardiache, l’asma e altri problemi respiratori. Il NOx è un componente primario dell’inquinamento atmosferico, che l’Organizzazione mondiale della sanità stima causi 1 decesso su 8  in tutto il mondo».

I combustibili fossili sono da tempo riconosciuto come un importante causa dell’inquinamento da NOx, ma nuove tecnologie come la marmitta catalitica hanno contribuito a ridurre notevolmente i NOx emessi dai veicoli nelle aree urbane. In California però alcuni dei dati peggiori sulla qualità dell’aria si registrano nelle aree rurali, in particolare nella Central Valley, che ospita alcune delle comunità più povere dello Stato ma che è anche una delle aree agricole più produttive al mondo, dove viene coltivata più della metà della frutta fresca e secca prodotta negli Stati Uniti, comprese quasi tutte le mandorle, le noci, l’uvetta, gli avocado e i pomodori statunitensi.

La principale autrice dello studio, Maya Almaraz del  Department of land, air and water resources dell’UC Davis, sottolinea: «Dobbiamo aumentare il cibo che stiamo producendo. Abbiamo bisogno di farlo sul terreno che abbiamo. Ma dobbiamo farlo usando tecniche migliorate».

Lo studio suggerisce delle potenziali soluzioni per ridurre le emissioni di NOx del suolo, soprattutto  attraverso forme diverse di gestione dei fertilizzanti. I ricercatori fanno notare che «Solo la metà del fertilizzante azotato applicato alle colture viene utilizzato dalla pianta. Ma i fertilizzanti a rilascio lento che forniscono sostanze nutritive in un modo che imita più da vicino la natura hanno dimostrato di migliorare notevolmente l’efficienza dell’utilizzo di azoto delle colture, riducendo le emissioni di azoto nell’ambiente.

Anche dei programmi per terreni sani, che ripristinino il carbonio nel suolo, possono aiutare a combattere i cambiamenti climatici e possono aumentare la ritenzione di nutrienti e rispettare il ciclo delle colture. E le pratiche dell’ agricoltura di precisione aiutano a migliorare l’efficienza di acqua e fertilizzanti, in particolare nelle colture perenni, come le mandorle».

Lo stato della California ha appena avviato un programma in cui i coltivatori lavorano in coalizione per raccogliere informazioni sugli usi efficienti dell’azoto, in modo che possano valutare come e dove lo Stato deve gestire l’azoto nelle aree agricole. Questo lavoro  punta a ridurre il nitrato nelle falde acquifere, ma potrebbe avere un doppio vantaggio riducendo anche  le emissioni di NOx.

Uno degli autori dello studio, Benjamin Houlton, direttore del John Muir Institute of the Environment dell’UC Davis, conclude: «Poiché questa fonte di NOx può rimanere localizzata, in gran parte nelle comunità agricole rurali, abbiamo bisogno di sviluppare una sorta di una “marmitta catalitica” per terreni e fattorie. E’ fondamentale che le nuove politiche si concentrino sugli incentivi per portare nelle fattorie le ultime tecnologie di gestione dei nutrienti, in modo che i coltivatori possano produrre cibo in modo più efficiente, aumentando i loro profitti e migliorando la salute rurale».