Fitosanitari, l’Ue boccia il triciclazolo

[17 ottobre 2016]

fitosanitari

La sostanza attiva triciclazolo non potrà essere utilizzata come antiparassitario: con il relativo regolamento di esecuzione pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, l’Ue non ha approvato l’immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari contenenti la sostanza.

In dicembre del 2012 la società Dow AgroSciences ha presentato all’Italia una domanda di approvazione della sostanza attiva triciclazolo, la sostanza utilizzata sopratutto per combatte l’agente patogeno del Brasone, una patologia del riso. L’Italia ha informato il richiedente, gli altri Stati membri, la Commissione e l’Autorità europea per la sicurezza alimentare della domanda. E ha presentato alla Commissione, con copia all’Autorità, un progetto di relazione di valutazione in cui si valuta se tale sostanza attiva possa soddisfare i criteri di approvazione stabiliti dal regolamento relativo all’immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari.

In febbraio 2015 l’Autorità ha presentato alla Commissione le sue conclusioni e ha ritenuto non conclusiva la valutazione del potenziale genotossico e cancerogeno della sostanza. Infatti non è stato possibile stabilire i valori di riferimento (ADI, ARfD e AOEL) da utilizzare nelle valutazioni del rischio per la salute umana. Di conseguenza non è stato neanche possibile effettuare la valutazione del rischio per gli operatori, i lavoratori, gli astanti, i residenti e i consumatori. L’Autorità ha pure ritenuto che il materiale di prova impiegato negli studi di tossicità non sia stato rappresentativo delle specifiche tecniche proposte per la sostanza attiva e relative impurezze. Inoltre, non è stato possibile valutare compiutamente alcuni aspetti, tra cui la potenzialità del triciclazolo di agire come interferente endocrino e il rischio di contaminazione delle acque sotterranee da parte dei metaboliti la cui rilevanza tossicologica è sconosciuta.

Una serie di perplessità che non sono state dissipate neanche dalle argomentazioni presentate dal richiedente.

Non è stato quindi dimostrato che i criteri di approvazione previsti dal legislatore siano soddisfatti per quanto riguarda uno o più impieghi rappresentativi di almeno un prodotto fitosanitario contenente il triciclazolo. Per cui la sostanza non è stata approvata.

Del resto i prodotti fitosanitari che sono utilizzati soprattutto in agricoltura, nonostante le loto molteplici funzioni (possono proteggere i vegetali o i prodotti vegetali da tutti gli organismi nocivi, possono eliminare le piante indesiderate o parti di vegetali, possono frenare o evitare un loro indesiderato accrescimento) possono avere effetti indesiderati per l’uomo, la flora e la fauna, per il suolo, l’acqua e l’aria vista la loro tossicità. Per questo prima di essere immessi sul mercato e utilizzati devono essere valutati e approvati.