Fracking, gli scienziati all’Epa: chiarisca subito perché pensa che non contamina l’acqua

La bozza di rapporto Epa manca di chiarezza in diverse aree critiche

[12 agosto 2016]

Fracking Epa

Una commissione indipendente di scienziati ha scritto una lettera – rapporto zeppa di raccomandazioni a Gina McCarthy, l’amministratrice dell’ Environmental protection agency Usa (Epa), per chiederle di chiarire perché nella bozza di un rapporto sul fracking l’Epa scrive che mancano le prove di impatti diffusi sull’acqua delle operazioni di fratturazione idraulica per estrarre gas e petrolio. La relazione finale dell’Epa sul fracking potrebbe essere pubblicata già il  prossimo anno.

A nome dei loro colleghi, Peter Thorne, a capo del Chair Science advisory board (Sab) dell’Epa, e  David Dzombak Chair, che presiede l’Hydraulic fracturing research advisory panel (Hfrap), si dicono preoccupati per la mancanza chiarezza della bozza del rapporto 2016 e per l’inadeguatezza nel sostenere «alcuni importanti risultati» che si trovavano nel rapporto Epa di valutazione del fracking l’EPA pubblicato nel 2015.

Con il fracking vengono iniettate sostanze chimiche, sabbia e acqua nei pozzi per frantumare gli scisti ed estrarre petrolio e gas. Dopo il boom fracking iniziata a metà degli anni 2000 negli Usa, si susseguono rapporti di comunità locali, università e associazioni ambientaliste che collegano il fracking all’inquinamento delle falde idriche e che hanno scatenato polemiche e proteste sugli effetti che fracking ha sull’ambiente e sulle acque sotterranee. Nel corso degli anni il fracking è stato anche associato a terremoti..

«L’Epa non ha supportato quantitativamente la sua conclusione sulla mancanza di prove per i diffusi  impatti sistemici della fratturazione idraulica sulle risorse di acqua potabile, e non ha chiaramente descritto il/i sistema/i interessato/i (ad esempio, le acque sotterranee, le acque di superficie), la scala degli impatti (ad esempio, locali o regionali), né le definizioni di “sistemica” e “diffusa”», si legge nella lettera/rapporto.

Secondo Alejandro Dávila Fragoso, climate reporter di ThinkProgress, «Il rapporto Sab è un duro colpo per l’industria petrolifera e del gas, che aveva sostenuto la bozza di conclusioni del Epa da quando il rapporto preliminare ha incluso l’affermazione principale che incoraggia la posizione dell’industria che il fracking è sicuro». UJna bozza che arriva solo pochi giorni dopo che migliaia di ambientalisti hanno marciato davanti alla Convention nazionale democratica per chiedere che il fracking venga vietato negli Usa.

La bozza di relazione sulla valutazione sul fracking è stata redatta dall’Epa in base a una richiesta avanzata nel  2009 dal Congresso Usa che ha esortato l’agenzia a rivedere il rapporto tra la fratturazione idraulica e acqua potabile. Gli esperti ritenevano che questo processo di studio potesse essere il preambolo per un  regolamento federale sul fracking, seguendo lo stesso percorso che ha portato all’approvazione del   Mercury Air Toxics standard.

Il Sab che contesta la bozza Epa sul Fracking è composto da 30 esperti e raccomanda anche all’Epa di rivedere la «limitatezza di dati significativi e le incertezze» contenute nei principali risultati della relazione fracking, un documento che condensa la letteratura scientifica disponibile e i dati sui potenziali impatti della  fratturazione idraulica. Inoltre, secondo gli scienziati del Sab e dell’Hfrap, l’Epa dovrebbe presentare informazioni tossicologiche sulle sostanze chimiche impiegate nel fracking,  in «maniera più inclusiva», e riconoscere i molti impatti che la fratturazione idraulica ha  sulle risorse di superficie o sotterranee.

Le associazioni ambientaliste appoggiano le richieste di revisione Sab/ Hfrap e hanno detto che spingeranno perche l’Epa adotti queste raccomandazioni che l’agenzia potrebbe teoricamente respingere.

Secondo Hugh MacMillan, senior researcher di Food & water watch «Scegliaendo la politica alla scienza, l’Epa ha fallito nella sua funzione pubblica con  la sua linea fuorviante e controversa, respingendo gli impatti del fracking sull’acqua potabile e sacrificando lungo la strada la salute e il benessere pubblico. Chiediamo all’Epa di prendere rapidamente atto delle  raccomandazioni del Sab Epa e di essere chiara sugli impatti del fracking sulle risorse di acqua potabile».