Geotermia, le emissioni delle centrali di Bagnore 3 e Bagnore 4 tornano in tribunale

Il Gip di Grosseto ha affidato una perizia per valutarne la sostenibilità e l’operato di Enel

[19 gennaio 2018]

La geotermia dell’Amiata torna in tribunale, come informano i comitati Forum Ambientalista Grosseto, SOS Geotermia e Rete nazionale Nogesi: il Gip di Grosseto Mezzaluna ha infatti affidato ieri una perizia per valutare la conformità o meno alla normativa di settore della situazione emissiva riconducibile alle due centrali geotermoelettriche di Bagnore 3 e Bagnore 4 (nel territorio comunale di Santa Fiora), gestite da Enel green power. La perizia dovrà anche valutare se Enel abbia o meno adottato le migliori tecnologie disponibili per contenere le emissioni legate alla coltivazione geotermica. «Nel rispetto della autonomia delle giurisdizioni, spetterà quindi al giudice penale stabilire, in contraddittorio tra le parti, la verità sulla pericolosità delle emissioni», osservano dai comitati.

Si ripropongono così in nuova forma temi che sono già stati affrontati nel corso degli ultimi anni in sede civile e amministrativa (si veda ad esempio qui, qui, qui e qui), e che fino a questo momento hanno visto respinto gli allarmi lanciati dai comitati in merito alle emissioni delle centrali geotermiche amiatine, con il Forum Ambientalista che nello scorso luglio è stato condannato dal Tribunale amministrativo regionale  a corrispondere alla Provincia di Grosseto, all’Unione dei Comuni montani Amiata grossetana e a Enel green power la somma di 1.000 euro ciascuno a titolo di spese del giudizio.

Ma in questa nuova indagine si riparte da zero. «Enel green power – comunica l’azienda – si rende disponibile a tutte le verifiche e i controlli del caso», affermando frattanto che le tecnologie adottate all’interno dei propri impianti a “Flash e condensazione” sono le migliori disponibili (Mtd) per i cambi geotermici italiani caratterizzati da alta entalpia, sia per le centrali dell’Amiata che per quelle dell’area cosiddetta “tradizionale” di Larderello.

Enel ricorda inoltre che degli abbattitori di mercurio e idrogeno solforato (Amis) sono installati su tutti e 34 gli impianti geotermici toscani, e a questo proposito sottolinea che «secondo tutti gli organismi scientifici internazionali, quelle geotermiche sono emissioni “sostitutive di emissioni naturali”, perché la geotermia non è caratterizzata da un processo di combustione e non aggiunge alcuna emissione rispetto a quella che la natura farebbe da sola in modo diffuso». Agli abbattitori Amis sono inoltre associate «le migliori tecnologie di riduzione del Drift (goccioline trascinate nei dintorni dell’impianto dalla torre di raffreddamento, da cui esce per oltre il 99% vapore acqueo)», che hanno permesso di ridurne l’apporto nel suolo circostante fino a «concentrazioni di specie in accumulo, per tutta la vita dell’impianto, inferiori al limite consentito per i suoli di terre destinate a verde». Infine, nella nota diffusa dall’azienda sulla vicenda si afferma che nei campi geotermici in cui è presente una quantità di ammonica maggiore come in Amiata, Enel green power ha «inoltre messo a punto e sperimentato con successo una tecnica di abbattimento dell’ammoniaca, tale da ridurre fino al 90%, questo tipo di emissioni».

«È opportuno precisare inoltre che, oltre ai valori emessi (emissioni) – conclude l’azienda –  hanno sostanziale rilevanza le quantità presenti nelle ricadute in aria ambiente (immissioni), che sono da tempo monitorate costantemente attraverso le stazioni di qualità dell’aria (una rete di ben 18 stazioni in tutto il territorio geotermico toscano) che monitorano in continuo il tracciante principe della geotermia, l’idrogeno solforato. Per altre sostanze come particolato sottile, mercurio, arsenico, ammoniaca, boro e radon vengono fatte campagne di monitoraggio periodico sia da Arpat che da Enel green power (sotto il controllo di Arpat). Nella sostanza i livelli delle specie misurate in aria ambiente sono ordini di grandezza inferiori ai valori limite di riferimento dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Dalle attività di monitoraggio nel corso degli anni si evince che le emissioni complessive delle specie presenti nei fluidi geotermici (idrogeno solforato, mercurio e arsenico) si sono attenuate negli anni; l’ammoniaca, nel campo geotermico di maggiore attenzione (Bagnore), presenta valori in aria ambiente di un ordine di grandezza inferiore ai valori di riferimento dell’Oms; il particolato sottile ha valori di concentrazioni in aria paragonabili allo standard di miglior qualità delle foreste casentinesi».

L. A.