Glifosato: niente di fatto al Comitato tecnico Ue. Greenpeace: è l’amianto della nostra generazione

Coalizione #StopGlifosato: bene l’Italia a tutela della salute di cittadini e agricoltura di qualità

[25 ottobre 2017]

Di fronte a una crescente opposizione politica e dell’opinione pubblica al glifosato, i rappresentanti dei governi europei hanno respinto nuovamente la proposta della Commissione europea  di concedere una nuova licenza per l’utilizzo dell’erbicida e il voto finale è stato rinviato a novembre.

Secondo quanto emerge da informazioni sui media europei, 10 Paesi dell’Ue  hanno dichiarato che voteranno contro un rinnovo decennale della licenza di glifosato: Austria, Belgio, Grecia, Croazia, Francia, Italia, Lussemburgo, Malta, Slovenia e Svezia, mentre Germania e Portogallo si sono astenuti  e 16 Paesi hanno dichiarato che voteranno a  favore: Bulgaria, , Cipro,  Danimarca, Estonia, Finlandia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Olanda, Spagna, Polonia, Regno Unito, Repubblica ceca, Romania, Slovacchia e Ungheria.

Commentando il nulla di fatto, la direttrice di Greenpeace Europe Unit per la politica alimentare, Franziska Achterberg, ha dichiarato: «Il glifosato è l’amianto della nostra generazione. E’ ovunque e i pericoli sono noti. Il danno che provoca per l’ambiente e la nostra salute è stato dimostrato. L’interferenza di Monsanto nella scienza è stata dimostrata. Oggi la Commissione ha fallito per la quinta volta consecutiva nel tentativo di ottenere un sostegno sufficiente da parte dei governi europei per rinnovare la licenza del  glifosato.  Il vento sta girando e se la Commissione non supporterà il divieto  continuerà a fallire».

Dalle notizie filtrate dal comitato tecnico su cibi e alimentazione dell’Ue sembra che ci sia  una crescente opposizione al rinnovo della licenza per il glifosato: rispetto all’ultimo voto del 2016, 4 Paesi che sostenevano la licenza, Belgio, Croazia, Slovenia e Svezia, ora si oppongono e altrettanto hanno fatto 4 Paesi che si erano astenuti: Austria, Grecia, Italia e Lussemburgo. Solo la Bulgaria si è spostata dall’astensione al sostegno.

Il Parlamento europeo ha anche chiesto un divieto totale di glyphosate entro cinque anni, a partire da un divieto parziale di quest’anno. Nel 2016 il Parlamento aveva sostenuto una nuova licenza di sette anni.

In un  comunicato la Coalizione #StopGlifosato conferma che «Il comitato tecnico su cibi e alimentazione non ha raggiunto nessuna decisione sul glifosato. Per decidere o meno della proroga, serve una maggioranza qualificata dei Paesi: stavolta né la proposta di rinnovo della Commissione Ue per 10 anni né la posizione contraria rappresentata soprattutto da Italia e Francia sono riuscite a raccogliere il quorum necessario, e lo stesso è avvenuto per 7 e 5 anni».

Per la Coalizione che riunisce 45 associazioni italiane e che aveva criticato il voto dell’Europarlamento di ieri perche troppo “prudente”, «si tratta comunque di un segnale importante» e la portavoce di StopGlifosato, Maria Grazia Mammuccini, commenta: «Il voto di ieri del Parlamento Europeo, che chiedeva ancora 5 anni di glifosato libero, non è riuscito fortunatamente a rappresentare un punto di mediazione accettabile per i Governi. Di fatto, l’unica posizione accettabile per i cittadini europei, in grande maggioranza contrari all’uso di un prodotto sospetto di cancerogenicità, è quella dell’uscita definitiva dal glifosato nel più breve tempo possibile. Si legge nel comunicato ufficiale finale che ‘la Commissione continuerà a lavorare con gli Stati membri per trovare una soluzione che goda del maggiore supporto e assicuri un alto livello di protezione della salute umana e dell’ambiente’. Crediamo che in questo senso, la posizione espressa dal Governo italiano che ha votato contro il rinnovo del glifosato e che sostiene l’uscita definitiva dal glifosato nei tempi più rapidi possibili, sia l’unica che possa rappresentare queste istanze. Noi da parte nostra non abbasseremo il livello di attenzione: siamo pronti per la prossima riunione del Comitato PAFF».

La Mammuccini conclude: «Prendiamo atto con soddisfazione, che il fronte dei Paesi che hanno ascoltato la voce dei cittadini europei e che hanno espresso un voto contrario a una nuova autorizzazione per il glifosato nel frattempo si è allargato».