Legambiente: «Miglioramento della qualità delle acque c'è, anche se lento»

Goletta Verde: «In Liguria ancora troppe criticità alle foci di fiumi»

“Fuorilegge” 10 campionamenti su 23. 9 centri liguri finiti sott’accusa dall’Ue per la carenza depurativa

[23 giugno 2014]

Il 40% dei prelievi effettuati in Liguria dai biologi di Goletta Verde presenta ancora valori di inquinanti ben oltre i limiti consentiti dalla normativa. Ancora una volta, insomma, vengono alla luce le storiche criticità sul fronte della depurazione, non più ammissibili in un territorio con una così forte vocazione turistica. Ventitré i campionamenti effettuati lungo i 345 chilometri di costa ligure, dei quali 8 risultati con giudizio di “fortemente inquinato” e 2 di “inquinato”. Acque avvelenate da scarichi non depurati adeguatamente che evidentemente provengono anche dalle aree interne e attraverso i fiumi si immettono a mare. A dimostrazione di ciò l’Unione Europea ha nuovamente avviato a fine marzo di quest’anno una procedura di infrazione sul trattamento delle acque reflue urbane che coinvolge anche nove agglomerati urbani liguri. Legambiente chiede alla Regione Liguria e agli enti territoriali, sia costieri che dell’entroterra, di intervenire con urgenza per risolvere e dare piena attuazione al sistema di depurazione dei reflui urbani».

E’ questa la sintesi della fotografia scattata da Goletta Verde, che ha iniziato il suo tour 2014 proprio dalla Liguria.  Gli ambientalisti hanno ricordato che «L’obiettivo del monitoraggio di Goletta Verde è quello di individuare i punti critici di una regione, analizzando il carico batterico che arriva in mare». Quindi anche in Liguria l’attenzione si è concentrata soprattutto alle foci e in tratti “sospetti” segnalati dai cittadini, attraverso il servizio SOS Goletta. Legambiente, è bene ribadisce che «Effettua un’istantanea che non vuole sostituirsi ai monitoraggi ufficiali. È evidente, però, che i punti critici evidenziati dai nostri monitoraggi meritano un approfondimento da parte degli enti competenti».

Ecco nei dettaglii risultati del monitoraggio scientifico di Goletta Verde eseguiti il 10 e 11 giugno dal laboratorio mobile di Legambiente che anticipa il viaggio dell’imbarcazione. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli) e vengono determinati inquinati i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e fortemente inquinati quelli che superano di più del doppio tali valori.

Tre dei sei campionamenti analizzati in provincia di Genova sono risultati “fortemente inquinati” con cariche batteriche oltre quelle consentite dalla legge: alla foce del fiume Sturla, a Rapallo (presso la spiaggia libera di piazza Cavallini-Vittorio Veneto) e alla foce del Fiume Entella a Chiavari. Entro i limiti di legge i campionamenti eseguiti nei comuni di Bogliasco e Camogli e presso la spiaggia “ex Gruppo del Sale” di Chiavari.

In provincia di Imperia sono stati 3 su 5 i campionamenti con cariche batteriche oltre i limiti di legge. Fortemente inquinato il prelievo alla spiaggia di Borgo Paradiso di Diano Marina. “Inquinati” quelli  nel comune di Taggia (foce torrente Argentina) e alla foce del fiume Roja a Ventimiglia.Entro i limiti la foce del torrente Impero, a Imperia e a Sanremo alla spiaggia dei Tre Ponti.

Anche in provincia di Savona 3 dei 6 punti analizzati la metà sono risultati “fortemente inquinati”, si tratta dei campionamenti effettuati nel comune di Ceriale, alla spiaggia in corrispondenza del canale sul lungomare Diaz; Pietra Ligure, alla foce del torrente Maremola; a Savona, alla foce del fiume Lentimbro. Entro i limiti, invece, le analisi a Albenga (foce del fiume Centa); a Finale Ligure (foce del fiume Pora); a Vado Ligure (foce del torrente Quiliano).

Nella provincia di La Spezia è risultato “fortemente” inquinato solo un campionamento su 6, quello di di Lerici (località San Terenzo, alla foce del canale Lizzarello).Nessun problema per le acque prelevate a Sarzana (località Marinella, alla foce del torrente Parmignola); a Deiva Marina, località Fornaci, alla spiaggia alla foce del Castagnola; a Riomaggiore, alla spiaggia della Fossola; a Lerici, presso località La Venere; a Ameglia (foce fiume Magra, località Bocca di Magra).

Santo Grammatico, presidente di Legambiente Liguria, non da un giudizio negativo dei risultati: «Seppur lentamente stiamo assistendo ad un miglioramento della qualità delle acque costiere nella nostra regione. Nei casi dove si è intervenuti adeguando la rete fognaria o rafforzando il sistema di depurazione i risultati sono stati evidenti. In questi ultimi anni abbiamo visto con piacere una accelerazione sulle politiche e i progetti che riguardano i nuovi depuratori, incalzati anche dalle infrazioni europee che hanno interessato il nostro paese e la Liguria. Sul fronte dell’informazione ai cittadini, la nostra regione però sembra essere ancora indietro. La vigente direttiva sulle acque di balneazione pone l’obbligo per i Comuni di divulgare l’informazione al pubblico, anche attraverso la predisposizione di cartellonistica in prossimità dei tratti di mare balneabili, riportando il giudizio degli ultimi quattro anni di prelievi (scarso, sufficiente, buono, eccellente). Eppure in tutti i 13 punti di prelievo considerati balneabili dal Portale Acque e da noi monitorati, non c’è traccia di queste informazioni».

L’associazione ambientalista fa però notare che «E’ del 31 marzo 2014 la nuova procedura di infrazione 2014/2059 – Attuazione della direttiva 1991/271/CEE concernente il trattamento delle acque reflue urbane. Questa procedura da parte dell’Unione Europa è a carico degli agglomerati urbani che non si sono adeguati alla direttiva circa il corretto trattamento dei reflui urbani e arriva dopo ben due condanne a carico del nostro Paese. Nella nuova procedura di infrazione spiccano anche diversi agglomerati liguri: quello di Alassio (con 41.200 abitanti equivalenti), di Andora (38.100 a.e.), di Ceriale (29.400 a.e.), Laigueglia (15.300 a.e.), Lavagna (18.000 a.e.), Millesimo (5.492 a.e.), Pietra Ligure (45.200 a.e.), Riva Trigoso (11.000 a.e.) e Ventimiglia (43.000 a.e.). Questi agglomerati risultano non conformi all’art.4 in quanto non è stato dimostrato che tutto il carico generato riceve un adeguato trattamento secondario».

Serena Carpentieri, portavoce di Goletta Verde, conclude con un “avvertimento” che è ormai un tormentone estivo: «Il nostro Paese vive un vero e proprio deficit depurativo. Gli scarichi del 22% della popolazione non vengono correttamente depurati e rischiano di provocare l’inquinamento del mare, dei fiumi e dei laghi. È per questa battaglia di civiltà che il monitoraggio di Goletta Verde è incentrato proprio su tratti di mare interessati da fenomeni di inquinamento legati a mancata o insufficiente depurazione, come le spiagge in prossimità a foci di fiumi e canali. Anche l’Unione Europea punta il dito sulla inefficienza della depurazione in Italia: dopo aver condannato ben due volte il nostro Paese per non aver ottemperato alla direttiva sul trattamento delle acque reflue,  ha riaperto una nuova procedura di infrazione. Rischiamo anche in questo caso di pagare multe salatissime che graveranno su tutti i cittadini, soldi che potrebbero essere, invece, investiti sull’adeguamento dei depuratori. Ci auguriamo, quindi, che gli agglomerati liguri presenti nella nuova procedura di infrazione possano mettersi al lavoro per sanare le irregolarità e non gravare economicamente e ambientalmente su una regione che scommette su un turismo di qualità e di eccellenza».