Goletta Verde: nelle Marche inquinati 5 punti su 12 monitorati

Cariche batteriche elevate alle foci di fiumi e torrenti

[3 agosto 2017]

Dall’istantanea delle acque costiere scattata dai tecnici di  Goletta Verde nelle Marche il 29 e 30 luglio è emerso che «Sono cinque su dodici i punti monitorati nelle Marche che superano il limite di inquinamento previsto dalla legge e corrispondono per lo più a foci di fiumi e torrenti, mentre appare migliore rispetto all’anno scorso la situazione nel punto campionato sulla spiaggia presso la foce del torrente Arzilla e su quella presso la foce Fosso Asola dove i valori risultano entro i limiti di legge».

I tecnici di Goletta Verde hanno campionato tre punti in provincia di Ascoli Piceno: sono risultati “fortemente inquinati” la foce del Tronto nella Riserva naturale regionale Sentina a San Benedetto del Tronto, la foce del torrente Albula e il punto campionato presso la spiaggia 20 metri a sud della foce del torrente Tesino, a Grottammare. In provincia di Fermo, invece, su due punti campionati, uno è risultato “fortemente inquinato”, ovvero la foce del torrente Valloscura, Lido di Fermo, nel Comune di Porto San Giorgio, mentre “entro i limiti” il giudizio emerso dai prelievi effettuati sulla spiaggia presso foce fosso dell’Albero, a Porto Sant’Elpidio. Uno il punto campionato in provincia di Macerata: la spiaggia presso foce fosso Asola, tra Civitanova Marche e Potenza Picena, risultato “entro i limiti”. In provincia di Ancona, in tutti e tre i punti campionati, il risultato è stato “entro i limiti”: alla spiaggia di Marcelli, nel comune di Marcelli di Numana, alla spiaggia Ponte Rosso, presso Lungomare Dante Alighieri, e a quella a 30 metri a sud della foce del fiume Misa, nel Comune di Senigallia. In provincia di Pesaro Urbino, su tre punti campionati, due sono risultati “entro i limiti”, la spiaggia presso la foce del Torrente Arzilla, nel Comune di Fano, e la foce del Fiume Tavollo, nel Comune di Gabicce Mare; mentre “fortemente inquinato”, è stato il giudizio emerso dai campionamenti effettuati presso la foce del fiume Foglia, ricadente nel Comune di Pesaro.

La portavoce di Goletta Verde, Katiuscia Eroe, dopo ever ribadito  che il monitoraggio di Goletta Verde non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, ma punta a scovare le criticità presenti nei sistemi depurativi per porre rimedio all’inquinamento dei nostri mari, ha aggiunto: «Spiace constatare che in una regione come le Marche dove, stando ai dati dell’Arpa, la qualità delle acque è fra le migliori in Italia, permangano croniche criticità alle foci di fiumi e torrenti, si trovi sulle spiagge una percentuale di plastica elevata e vi sia l’assenza di una cartellonistica obbligatoria per legge non solo per informare sull’eventuale divieto di balneazione di taluni tratti di costa ma anche per certificare i punti in cui l’acqua risulta eccellente, come previsto dalla legge. In molti punti giudicati critici dai tecnici di Goletta Verde, infatti, è stata registrata la presenza di bagnanti. Un problema che si aggiunge a quello della cattiva depurazione che affligge purtroppo tantissime zone dell’Italia, visto che nel nostro Paese circa il 25% delle acque di fognatura viene scaricato in mare, nei laghi e nei fiumi senza essere opportunamente depurato, nonostante siano passati oltre dieci anni dal termine ultimo che l’Unione Europea ci aveva imposto per mettere a norma i sistemi fognari e depurativi. Ritardi che si ripercuoto anche sulle tasche dei cittadini, visto che le inadempienze dell’Italia nell’attuazione della direttiva comunitaria hanno portato a procedure di infrazione, in alcuni casi seguite da condanne che si tramutano in multe salatissime».

Le criticità rispetto al sistema depurativo regionale delle Marche si ritrovano anche nel quadro delineato dall’ultima  – ed ennesima – procedura d’infrazione aperta dall’Unione Europea nei confronti dell’Italia che comprende anche 44 agglomerati urbani marchigiani (che si aggiungono ai due già condannati in passato)».

Per quanto riguarda il matine litter, uno dei temi al centro dell’edizione 2017 di Goletta Verde,  Legambiente rivela che «Nelle Marche, su 6 spiagge monitorate, su un’area complessiva pari a 18.160 mq, l’equivalente di quasi 234 campi di beach volley, sono stati rinvenuti 3.100 rifiuti spiaggiati, pari al 9% di tutti quelli classificati nella campagna 2016 in Italia (33.540 rifiuti). Sul totale dell’area indagata sono stati trovati una media di 517 rifiuti ogni 100 metri lineari di spiaggia. Sebbene la densità di rifiuti nelle spiagge campionate nelle Marche sia minore di quella nazionale, la percentuale di plastica trovata è maggiore, pari all’83,5% contro quella nazionale del 76%. Al primo posto vi sono i frammenti dei rifiuti minori di 50 cm costituiti da plastica e polistirolo, pari al 32%, contro il 22% nazionali. Da evidenziare, inoltre, la presenza più massiccia di rifiuti da pesca rispetto a quella nazionale presso la spiaggia nella riserva naturale della Sentina a San Benedetto del Tronto che conta un’incidenza di questo tipo di rifiuti del 10% contro la percentuale nazionale del 6%».

La presidente di Legambiente Marche, Francesca Pulcini, conclude: «I rifiuti che arrivano sulle nostre spiagge possono essere determinati o da scarichi anomali, come provano i 44 agglomerati marchigiani posti sotto procedura di infrazione, oppure a causa di comportamenti errati da parte dei cittadini che, gettando nel lavandino o nel wc i rifiuti, creano criticità al servizio di depurazione. I rifiuti non scompaiono, infatti, ma finiscono direttamente sulle spiagge e in mare. Prevenire è possibile e anche molto semplice: basterebbe evitare di usare i nostri WC come se fossero cestini della spazzatura Il problema delle microlastiche è serio e globale, bisogna mettere in campo strategie di prevenzione. Ecco perché chiediamo un tavolo di concertazione regionale a cui partecipino il mondo della ricerca, l’Università, le associazioni e la società civile per monitorare questo fenomeno al fine di individuare una soluzione che ne riduca la presenza nei nostri mari».