Goletta Verde No Oil in rotta nell’Adriatico. Tappe in Croazia, Montenegro e Albania

Da oggi al 17 settembre l’imbarcazione di Legambiente contro il petrolio e per la difesa del mare

[12 settembre 2016]

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È partita Goletta Verde No Oil, un’edizione tutta speciale del veliero di Legambiente nell’Adriatico che fino al 17 settembre farà tappa in Croazia, Montenegro e Albania, «per ribadire l’impegno comune della società civile dei paesi che si affacciano sull’Adriatico contro il petrolio e le trivellazioni in mare».

Gli ambientalisti sottolineano che «Il Mare Adriatico è un ambiente estremamente fragile e già messo a dura prova per le sue caratteristiche di “mare chiuso”. In questo contesto si potrebbero inserire le nuove attività di ricerca ed estrazione di idrocarburi, con tutti gli impatti che comporterebbero non solo sull’ecosistema marino, ma anche sulle attività economiche dei Paesi costieri, quali pesca e turismo. Al momento l’Italia e la Croazia sono gli unici paesi con piattaforme di estrazione di idrocarburi attive in Adriatico. Ma anche negli altri paesi ci sono in corso progetti di ricerca, attività al momento fermata in Croazia grazie a una moratoria».

Per questo Goletta Verde è salpata  per sostenere il lavoro di informazione delle popolazioni rivierasche della sponda balcanica: «per mantenere alta l’attenzione della cittadinanza e raccogliere informazioni rispetto allo stato dei permessi petroliferi nei paesi nostri dirimpettai e far luce sui tanti interessi, anche italiani, che premono per l’apertura di concessioni di esplorazione».

Quelli del Cigno Verde  spiegano che «La campagna si svolge nell’ambito della collaborazione di Legambiente nel network One Adriatic -il network di associazioni ambientaliste, comitati e movimenti dei Paesi adriatici – che comprende associazioni di Albania, Bosnia e Erzegovina, Croazia, Italia, Montenegro e Slovenia- e toccherà le città di Ragusa (Dubrovnick) in Croazia, Bar in Montenegro e Valona in Albania, alternando le azioni di sensibilizzazione sui temi delle trivellazioni sulle coste e in mare ad azioni di cura e tutela del territorio come pulizie di tratti di costa con l’aiuto dei volontari locali».

La presidente di Legambiente, Rossella Muroni,  conclude: «E’ fondamentale  che si mantenga alta l’attenzione su questo tema, così importante e delicato per un mare chiuso come l’Adriatico. Ancora oggi sono tantissime le richieste per nuove attività che andrebbero ad aggiungersi alle tante piattaforme già esistenti, quasi tutte nel mare italiano. I rischi ambientali non hanno confini, per questo la soluzione deve essere trovata su un piano internazionale. L’obiettivo di Legambiente e di tutto il network One Adriatic è quella di continuare a fare pressione sui governi costieri e portare il tema a livello europeo, dove le controversie frontaliere possono essere superate nel nome di un bene comune e nell’ottica degli impegni comunitari per il clima. Per Legambiente è urgente e importante mettere in campo azioni per uscire dalle fonti fossili e per tutelare il mar Adriatico nel suo complesso, andando oltre i limiti territoriali nazionali. E ai governi dei paesi che si affacciano su questo bacino,  chiediamo di fermare l’estrazione di idrocarburi nell’Adriatico per scegliere un diverso sviluppo economico, sociale e ambientale e promuovere un’economia fossil-free per un futuro pulito, efficiente e rinnovabile».