Goletta Verde parte dal Friuli Venezia Giulia: fuorilegge ¼ dei punti di campionamento

Comincia dal Friuli Venezia Giulia il tour delle coste italiane di Goletta Verde 2013 del quale greenreport.it darà conto ad ogni tappa regionale

[24 giugno 2013]

Secondo la foto scattata dai biologi del vascello  ambientalista, «Ancora oggi la sfida della depurazione delle acque reflue non può considerarsi conclusa: su 8 punti  monitorati, 2 sono risultati fuori legge, di questi uno come “fortemente inquinato”. Dati che dimostrano ancora una volta delle carenze depurative e la presenza di scarichi non trattati adeguatamente dagli impianti. Un’istantanea che, seppur per il 75% dei punti monitorati presenta una carica batterica entro i limiti di legge, impone di mantenere alta l’attenzione sul tema della depurazione in Friuli Venezia Giulia». I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli) e chimico-fisici (temperatura dell’acqua, pH, ossigeno disciolto, conducibilità / salinità). Le analisi chimiche vengono effettuate direttamente in situ con l’ausilio di strumentazione da campo. Il numero dei campionamenti effettuati viene definito in proporzione ai chilometri di costa di ogni regione.

Ma nella nostra regione più orientale non c’è solo la depurazione a mettere a rischio il mare e le coste, secondo il rapporto “Mare Monstrum” in Friuli Venezia Giulia «Ad aumentare è il numero di reati (271, pari a 2,4 illeciti per ogni chilometro di costa), quello delle persone denunciate (335 contro i 261 dello scorso anno), mentre è leggermente in calo il numero di sequestri (48)». Non manca nemmeno l’abusivismo edilizio: «Anche qui le infrazioni accertate (54) sono in crescita rispetto allo scorso anno. Così come lo è la pesca di frodo. Dati che testimoniano sicuramente un sempre maggior impegno da parte delle forze dell’ordine e delle Capitanerie, ma che certamente impongono di tenere alta la guardia».

L’istantanea regionale delle analisi effettuata l’11 giugno,  è stata presentata oggi a Marina di Punta Faro, a Lignano Sabbiadoro, da Katiuscia Eroe, portavoce della Goletta Verde e da Elia Mioni, presidente di Legambiente Friuli Venezia Giulia che hanno sottolineato che «Passando al setaccio le foci dei fiumi ma anche spiagge segnalate dai cittadini, senza per questo volersi sostituire al ruolo delle Istituzioni preposte i  biologi di Goletta Verde, riportano due criticità. In provincia di Udine, c’è da segnalare il “forte inquinamento” riscontrato nel comune di Precenicco, in corrispondenza della foce del Fiume Stella.. In provincia di Gorizia, invece, sono risultate “inquinate” le acque presso la Foce Isonzo-via Punta Sdobba in comune di Grado». Tutto entro la norma invece per i tre punti di prelievo a  Lignano Sabbiadoro, ed a  Monfalcone, Sistiana e Trieste.

La Eroe evidenzia che «I monitoraggi della Goletta Verde in Friuli Venezia Giulia evidenziano ancora una volta la situazione di inquinamento causata da alcune foci e da scarichi fognari non a norma, nonostante i prelievi siano stati effettuati all’inizio della stagione estiva. Nei prossimi mesi di alta stagione e con una presenza sempre più massiccia di turisti la qualità delle acque potrebbe peggiorare. E’ per questo che chiediamo alle amministrazioni di mantenere alta l’attenzione sulla depurazione, anche se in presenza di un’apparente situazione di normalità. Criticità già emerse dai dati dell’Istat, purtroppo aggiornati solo al 2008, secondo cui il Friuli Venezia Giulia è al 77,3% per percentuale di popolazione servita da un efficiente servizio di depurazione, un valore inferiore di oltre 4 punti percentuali  rispetto alla media delle regioni costiere del Nord Italia, pari al 81,9%. Le carenze del sistema di depurazione non solo danneggiano ambiente e salute ma costringono spesso a investire fondi per gestire le “emergenze”, mentre potrebbero essere utilizzati per dare il via a cantieri per il trattamento dei reflui fognari. E’ prioritario intervenire in maniera finalmente efficace anche nell’interesse del settore turistico, perché tutelare l’ambiente e la qualità del mare è condizione indispensabile all’economia della regione e presupposto per il suo futuro sviluppo sostenibile».

Mioni ricorda che «Abbiamo già espresso in sede istituzionale le nostre perplessità sul Piano regionale di tutela delle acque, in particolare per quanto riguarda la depurazione. Nello stesso piano si evidenziano i “gravi limiti gestionali” dei depuratori della provincia di Udine con conseguente “modesta resa depurativa”.  Non è possibile che un Piano di tutela si limiti a una valutazione generica di questa grave problematica. Non solo: manca un elenco dei depuratori, non c’è una loro descrizione in termini di tipologia tecnologica, non si sa quali siano le loro efficienze se non che in alcuni casi l’efficienza è addirittura peggioramento. Non è noto, inoltre, quanti siano gli abitanti equivalenti allacciati alle fognature, quanti quelli che effettivamente raggiungono le fognatura. Elementi che determinano a nostro avviso l’impossibilità di stimare il carico immesso nell’ambiente, in quanto non è noto cosa e quanto viene depurato. Chiediamo per questo alla Regione di ridiscutere pubblicamente il piano e affrontare tutte le criticità per ora sottovalutate».

Anche quest’anno il Consorzio obbligatorio degli oli usati (Coou) è main partner di Goletta Verde e Antonio Mastrostefano, responsabile comunicazione del Coou ha spiegato che «La difesa dell’ambiente, e del mare in particolare, rappresenta uno dei capisaldi della nostra azione. L’olio usato è ciò che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli di ciascun cittadino. Se eliminato in modo scorretto questo rifiuto pericoloso può danneggiare l’ambiente in modo gravissimo: 4 chili di olio usato, il cambio di un’auto, se versati in mare inquinano una superficie grande come sei piscine olimpiche. A contatto con l’acqua, l’olio lubrificante usato crea una patina sottile che impedisce alla flora e alla fauna sottostante di respirare. Nel 2012 in Friuli Venezia-Giulia, il Consorzio ha raccolto 3.985 tonnellate di oli lubrificanti usati, 1.911 delle quali in provincia di Udine».