Goletta Verde presenta il Manifesto per la tutela e valorizzazione degli ecosistemi costieri della Calabria

Salvaguardia delle risorse naturali, riduzione dei rifiuti, piani di spiaggia ecosostenibili e buono stato ecologico delle acque

[19 luglio 2017]

«Salvaguardare le risorse naturali, difendere il litorale dall’erosione marina, promuovere l’adozione di piani di spiaggia ecosostenibili, armonizzare le attività di sviluppo turistico e ricreativo della zona costiera, mettere in campo azioni per raggiungere il buono stato ecologico delle acque, che tenga conto di una corretta gestione delle risorse idriche e degli interventi di depurazione delle acque di scarico. E ancora, avviare azioni per aumentare la percentuale di raccolta differenziata e la riduzione dei rifiuti; per l’uso sostenibile delle risorse marine, che garantiscano il recupero degli stock ittici in crisi e valorizzino le attività di piccola pesca artigianale e infine promuovere la valorizzazione delle produzioni tipiche di qualità».

Sono questi i punti chiave del “Manifesto sulla tutela e valorizzazione degli ecosistemi costieri della Calabria” (in allegato) presentato oggi a Cariati, in occasione dell’arrivo di  Goletta Verde che è servito a Legambiente a sottolineare che «La costa ionica della Calabria mostra un elevato grado di biodiversità, essendo presenti habitat dunali, acquatici, igrofili, di prateria, fino a quelli di tipo forestale di maggiore complessità ecologica. Nel corso degli anni, però, la popolazione costiera è cresciuta e, insieme ad essa, sono cresciuti gli effetti di tale sviluppo sugli ecosistemi marini. Da molti decenni il paesaggio marino, gli ecosistemi e gli habitat costieri subiscono l’influsso crescente di uno sviluppo urbano incontrollato, del turismo, di una non sempre adeguatamente regolamentata, e talvolta non sostenibile attività di pesca, nonché della riduzione dell’apporto di acque dolci e materiali sedimentari a causa della costruzione di dighe e altri usi idrici. In termini di densità di popolazione, sulle coste è in misura più che doppia rispetto alla media nazionale: il 30% della popolazione italiana vive stabilmente nei 646 comuni costieri, ossia su un territorio di 43.000 km2, pari a circa il 13% del territorio nazionale. Inoltre, 675 km del litorale italiano, pari a circa 8,2% dell’intero sviluppo nazionale, sono occupati da opere di ingegneria costiera realizzate a ridosso della riva».

Il Cigno Verde evidenzia che «L’inquinamento rappresenta una tra le principali fonti d’impatto sull’ambiente marino. Le principali fonti di inquinamento, sulla terraferma, delle acque costiere e per la balneazione sono rappresentate da reflui e liquami non sufficientemente o per nulla trattati, e da acque di dilavamento dei suoli a uso agricolo. Inoltre, il sovrasfruttamento, la perdita di habitat, l’inquinamento, l’arrivo di specie invasive o l’aumento della temperatura dovuto al cambiamento climatico sono alcune delle minacce che fanno sì che la biodiversità degli habitat marini sia fortemente minacciata. Due esempi su tutti: il 96% degli stock ittici è troppo sfruttato, e la pressione di pesca supera fino a nove volte il rendimento massimo sostenibile; inoltre il numero di specie alloctone è più che raddoppiato tra il 1970 ed il 2015, con oltre 250 specie ritrovate nel corso degli ultimi 15 anni.

Presentando “Manifesto sulla tutela e valorizzazione degli ecosistemi costieri della Calabria” Antonio Nicoletti, responsabile aree protette di Legambiente, ha ricordato che «Le zone costiere rivestono un ruolo di fondamentale importanza non solo per il loro intrinseco valore ecologico e paesaggistico, ma anche perché rappresentano un collegamento necessario per i trasporti e le attività commerciali, basti pensare alle attività economiche come la pesca e l’acquacoltura. Senza contare il ruolo strategico nell’ambito del turismo. Si tratta però di aree che sono soggette a seri problemi quali il degrado degli habitat, lo sfruttamento eccessivo delle risorse, il dissesto idrogeologico, l’inquinamento delle acque. Elementi, questi, che rendono necessario un approccio più concertato e integrato in grado di coinvolgere tutti i soggetti interessati, siano essi pubblici e privati, compresi la società civile e gli operatori economici, e di sviluppare un sistema di gestione integrata che consenta la messa in atto di politiche efficaci sul piano economico, sociale ed ambientale».

E’ da queste premesse nasce il Il Manifesto promosso da Legambiente e sottoscritto oggi a bordo di Goletta Verde  dai sindaci della costa degli Achei e dall’assessore regionale alla tutela dell’ambiente Antonella Rizzo.

Ilpresidente di Legambiente Calabria, Francesco Falcone, conclude: «Questo Manifesto vuole promuovere la virtuosità dei Comuni, affinché possano ragionare e mettere in campo politiche che si integrino con il territorio circostante, mettendo quindi al centro dell’attenzione e della politica i territori, i propri sistemi e comprensori turistici. Vogliamo promuovere tra i sindaci, gli amministratori locali e regionali una gestione integrata del patrimonio naturalistico costiero, tutelando e valorizzando il territorio di quella parte della Calabria che mira al riscatto e alla tutela e promozione delle proprie bellezze naturali e paesaggistiche».