Spiagge discariche e poche informazioni ai bagnanti

Goletta Verde; in Sicilia il deficit depurativo non risparmia nessuno

Cariche batteriche elevate 17 punti su 25 Situazione critica alle foci di fiumi, canali e torrenti

[13 luglio 2017]

Che la Sicilia patisca un deficit depurativo non è una novità, ma la fotografia scattata da Goletta Verde è davvero preoccupante: lungo le coste siciliane i tecnici di Legambiente hanno monitorato 25 punti e ben 17 i presentavano cariche batteriche elevate. «Nel mirino – spiegano gli ambientalisti – ci sono sempre canali, foci di fiumi e torrenti che continuano a riversare in mare scarichi non adeguatamente depurati. Una situazione non più tollerabile che rischia di compromettere una delle maggiori risorse di questa regione».

Serena Carpentieri, responsabile campagne di Legambiente, evidenzia che  «Anche quest’anno registriamo dati tutt’altro che positivi lungo le coste siciliane Anche se il nostro monitoraggio non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali è nostro dovere evidenziare per l’ennesima volta le criticità ancora presenti nei sistemi depurativi di questa regione. Un problema, quello della cattiva depurazione che affligge purtroppo tantissime zone dell’Italia, visto che nel nostro Paese circa il 25% delle acque di fognatura viene scaricato in mare, nei laghi e nei fiumi senza essere opportunamente depurato, nonostante siano passati oltre dieci anni dal termine ultimo che l’Unione Europea ci aveva imposto per mettere a norma i sistemi fognari e depurativi. A pagare al solito sono i cittadini, perché questi ritardi nell’attuazione della direttiva comunitaria hanno portato già a multe salatissime».

Infatti, l’Italia  soggetta a tre procedure di infrazione della Commissione Europea del 2004, 2009 e 2014; le prime due già sfociate in condanna. Il Cigno Verde ricorda che «Per la procedura di infrazione 2004/2034 la sanzione prevista è di 62,7 milioni di euro una tantum a cui si aggiungono 347 mila euro per ogni giorno (61 milioni di euro a semestre) sino a che non saranno sanate le irregolarità. La Sicilia pesa moltissimo in queste procedure di infrazione. Solo considerando la procedura di infrazione del 2014, in questa regione sono coinvolti e sotto accusa ben 171 agglomerati (insieme di comuni con abitanti equivalenti maggiori di 2.000). I 171 agglomerati siciliani rappresentano il 19% di tutti gli agglomerati a livello nazionale coinvolti dalla procedura di infrazione (883 in totale). Gli agglomerati già condannati, invece, sono in totale 54 (un terzo degli agglomerati condannati sommando le due sentenze), tutti con un numero di abitanti equivalenti maggiore a 10.000 che scaricano acque non sufficientemente depurate in aree cosiddette “sensibili”».

Secondo Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia, «La sfida della depurazione doveva rappresentare una priorità per il rilancio ambientale ed economico di questa terra, ma tutti i governi regionali che si sono succeduti hanno evidentemente fallito, visto che non si è stato in grado neanche di spendere i soldi che erano disponibili ma abbiamo subito inoltrato alle autorità preposte, dimostrano che la situazione in tante aree dell’isola è diventata insostenibile, con scarichi che finiscono in mare e rischiano di compromettere ulteriormente la già difficile situazione in cui versa la nostra economia. Sulla sostenibilità ambientale, sulla qualità del mare e delle coste, si gioca una scommessa che la Sicilia deve assolutamente vincere se si vuole garantire un reale futuro ai nostri territori».

Le cose non vanno meglio per quanto riguarda i rifiuti sulle spiagge:  «Soltanto in due punti rispetto ai 25 punti monitorati, i tecnici di Legambiente non hanno trovato rifiuti. C’è di tutto, ma a farla da padrona resta la plastica, presente nel 100% dei casi; segue il vetro, ma anche carta e rifiuti vari».

E i bagnanti non vengano nemmeno  informati a dovere: «La cartellonistica in spiaggia è praticamente inesistente qui in Sicilia – denuncia Goletta Verde – anche se obbligatoria da tre anni per i comuni costieri: rispetto ai 25 punti campionati, i tecnici di Goletta Verde non hanno avvistato nessuno dei cartelli informativi previsti dalla normativa, che hanno la funzione di divulgare al pubblico la classe di qualità del mare (in base alla media dei prelievi degli ultimi 4 anni), i dati delle ultime analisi e le eventuali criticità della spiaggia stessa. Anche quelli di divieto di balneazione sono merce rara: solo in cinque punti rispetto ai venti dove non vengono eseguiti campionamenti da parte delle autorità competenti, o è stato disposto il divieto temporaneo alla balneazione, sono presenti cartelli per informare i bagnanti. Si tratta di un problema che non va minimamente sottovalutato, perché mette a rischio la stessa salute dei bagnanti. In molti punti giudicati critici dai tecnici di Goletta Verde, infatti, viene spesso registrata la presenza di bagnanti nel punto preso in esame o nelle immediate prossimità dello stesso».

Anche i dati del dossier Mare Monstrum2017 dimostrano che l’assalto al mare e alle coste siciliani non si ferma: secondo i dati delle Forze dell’ordine e delle Capitanerie di porto, «La Sicilia con 2041 infrazioni accertate(il 13% a livello nazionale), 2269 persone denunciate e arrestate e 380 sequestri effettuati si piazza al secondo posto nella classifica italiana del mare illegale, dietro soltanto alla Campania. In pratica 5,5 reati accertati al giorno e 1,4 infrazioni per ogni chilometro di costa».

L’isola ha il triste primato della pesca di frodo con 975 infrazioni accertate, 980 persone denunciate, 67.446 kg di prodotti ittici finiti sotto sequestro, tre prodotti catturati senza licenza, sottomisura o in periodi di fermo pesca, prodotti spacciati per freschi quando freschi non sono, o conservati in condizioni igieniche pessime.

Seguono le violazioni al codice della navigazione e anche in questo caso la Sicilia è in testa alla classifica nazionale: nnel 2016 sono stati 443 i reati accertati dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto, che hanno portato alla denuncia di 446 persone. Per quanti riguarda i reati legati all’insufficiente depurazione e agli scarichi inquinanti sono 412 le infrazioni accertate, con 628 denunce e 173 sequestri effettuati.

Poi c’è il ciclo dl cemento, che in molti sospettano sia legato agli incendi di questi giorni. Lungo la costa siciliana nel 2016 sono stati 211 i reati accertati, con 215 persone denunciate e 56 sequestri effettuati.