Goletta Verde: situazione migliorata nelle Marche ma fortemente inquinate le foci di Tronto e Musone

Legambiente: ma la mancata depurazione resta un problema irrisolto da troppi anni

[3 agosto 2018]

Secondo i risultati dei prelievi realizzati dai tecnici di Goletta Verde il 28 e 29 luglio, nelle Marche va decisamente meglio che in altre Regioni: «Sono due su dodici i punti monitorati nelle Marche che superano il limite di inquinamento previsto dalla legge e corrispondono alla foce del Tronto, a San Benedetto del Tronto, nella Riserva Naturale Regionale Sentina, e a Porto Recanati/Numana alla spiaggia 20m sud foce fiume Musone».

Francesca Pulcini, presidente di Legambiente Marche, evidenzia che «Dai monitoraggi effettuati quest’anno la situazione sembra essere migliorata, anche se ad incidere su questo risultato è stata pure l’assenza delle piogge. Bene i lavori di potenziamento dei depuratori che permetteranno a questa regione, in futuro, di avere una qualità delle acque migliore ma non dimentichiamoci dei casi limite, come la foce del Tronto, a San Benedetto del Tronto, che da anni ormai presenta sempre cariche batteriche elevate Ecco perché nei confronti dei cosiddetti malati cronici presenteremo degli esposti per fare in modo che si superino le criticità che da troppo tempo rendono questi luoghi delle fogne a cielo aperto. È sconvolgente, inoltre, riscontrare la presenza dei bagnanti nei luoghi giudicati inquinati, come a Porto Recanati/Numana, alla spiaggia a 20 metri a sud della foce del fiume Musone, dove peraltro è completamente assente la cartellonistica informativa, obbligatoria da anni per i comuni, e che dovrebbe avere la funzione di divulgare al pubblico la classe di qualità del mare, e persino quella col divieto di balneazione, non presente neppure alla foce del Tronto. A compromettere lo stato di salute delle nostre acque, oltre alla cattiva depurazione, vi è anche l’arrivo dei rifiuti solidi in mare, come l’enorme quantità di plastica che sta invadendo i nostri mari. Ecco perché questa sera chiudiamo la tappa marchigiana di Goletta Verde con un convegno dedicato al tema del beach litter e marine litter e alla legge Biancani che, nella nostra regione, punta alla riduzione di rifiuti plastici nelle spiagge e nelle acque marchigiane».

Ecco in dettaglio i risultati delle analisi di Goletta Verde nelle Marche:

Tre i punti monitorati in provincia di Ascoli Piceno, di cui due risultati entro i limiti ovvero a San Benedetto del Tronto, in località Porto d’Ascoli, alla foce del torrente Ragnola, e a Grottammare, sulla spiaggia 20 metri a sud della foce del torrente Tesino. Giudicato “fortemente inquinato”, invece, il punto di prelievo alla foce del Tronto, a San Benedetto del Tronto, nella Riserva Naturale Regionale Sentina.

In provincia di Fermo entrambi i campionamenti effettuati, a Porto San Giorgio, alla foce Ete Vivo, e a Porto Sant’Elpidio, alla spiaggia presso la foce del fosso dell’Albero, hanno dato un risultato “entro i limiti”.

Due i punti campionati in provincia di Macerata, a Civitanova Marche/Potenza Picena, alla spiaggia presso la foce del fosso Asola, risultato entro i limiti, e a Porto Recanati/Numana, alla spiaggia 20 metri a sud della foce del fiume Musone, tra la provincia di Macerata e Ancona, risultato “fortemente inquinato” con cariche batteriche oltre i limiti di legge.

Giudizio positivo per i tre punti campionati in provincia di Ancona, tutti entro i limiti, ovvero a Marcelli di Numana, alla spiaggia di Marcelli, e a Senigallia, sia in zona Ponte Rosso, alla spiaggia Ponte Rosso, presso Lungomare Dante Alighieri, che alla spiaggia a 30 metri a sud della foce del fiume Misa.

“Entro i limiti” anche i valori emersi dai campionamenti effettuati in provincia di Pesaro e Urbino, a Pesaro, alla foce del fiume Foglia, e Gabicce Mare, alla foce del fiume Tavollo.

Katiuscia Eroe, portavoce di Goletta Verde, conclude: «Premesso che il nostro monitoraggio non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, ma punta a scovare le criticità ancora presenti nei sistemi depurativi per porre rimedio all’inquinamento dei nostri mari spiace constatare come la mancata depurazione affligga ancora in maniera drammatica il nostro Paese. È ora di dire basta ad ogni forma di alibi, l’Italia intervenga immediatamente per contrastare questa emergenza affinché la gestione delle acque reflue e l’adeguamento del nostro sistema depurativo, insieme a progetti di qualità e innovativi, diventi una delle priorità dell’agenda politica. Non sono più ammessi ritardi e multe a carico della collettività, come quella che siamo stati condannati a pagare all’Ue da 25 milioni di euro, pari più 30 milioni ogni sei mesi finché il nostro Paese non si metterà in regola».