Totalmente assenti in spiaggia le informazioni sulla qualità delle acque

Goletta Verde: in Toscana inquinati quasi la metà dei punti monitorati

Nel mirino le foci di fiumi e canali, tratti spesso molto frequentati dai bagnanti

[24 giugno 2016]

Goletta Verde prelievi Tiscana

Non è molto positivo i risultati dei prelievi effettuati dai tecnici di Goletta Verde e delle analisi  eseguite dal laboratorio mobile di Legambiente tra il 14 e il 15 giugno lungo le coste della Toscana: «Quasi la metà dei punti monitorati presentato situazioni di criticità, localizzati in particolare nell’area a nord della regione, in Versilia e in due punti all’isola d’Elba – si legge nel resoconto presentato oggi in una conferenza stampa a Portoferraio – Sui diciannove punti monitorati lungo le coste toscane, nove presentano cariche batteriche elevate e per otto di questi il giudizio è di fortemente inquinato. Nel mirino ancora una volta foci di fiumi, canali e torrenti che continuano a immettere in mare sostanze inquinanti».

I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, Escherichia coli) e abbiamo considerato come “inquinati” i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli che superano di più del doppio tali valori. I punti scelti sono stati individuati dalle segnalazioni non solo dei circoli di Legambiente ma degli stessi cittadini attraverso il servizio Sos Goletta.

L’istantanea regionale sulle acque costiere dell’equipe tecnica dell’imbarcazione ambientalista prende in considerazione il campionamento dei punti critici che vengono principalmente scelti in base a un “maggior rischio” presunto di inquinamento. «Per questo vengono prese in esame le foci dei fiumi, torrenti, gli scarichi e i piccoli canali che spesso troviamo sulle nostre spiagge – spiegano gli ambientalisti – queste situazioni sono i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta all’insufficiente depurazione dei reflui urbani che attraverso i corsi d’acqua arrivano in mare. Quello di Goletta Verde è un monitoraggio puntuale che non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, né pretende di assegnare patenti di balneabilità, ma restituisce comunque un’istantanea utile per individuare i problemi e ragionare sulle soluzioni».

La portavoce di Goletta Verde, Francesca Ottaviani, aggiunge: «Nel corso del nostro viaggio monitoriamo i punti critici individuati lungo le coste, ma ciò non significa che in questi punti non sia alta la frequenza dei bagnanti. Di conseguenza, la carica batterica che arriva in mare rappresenta non solo un problema ambientale ma anche un rischio per la salute umana. La situazione dei nostri mari risente inevitabilmente del forte deficit depurativo che vive in generale l’Italia, dove secondo le ultime stime dell’Istat e del Governo tre italiani su dieci non sono ancora allacciati a fognature o a depuratori e il 40% dei nostri fiumi risultano gravemente inquinati. Anomalie che ha evidenziato anche l’Unione Europea nell’ultima procedura d’infrazione aperta nei confronti dell’Italia che comprende anche 42 agglomerati urbani toscani (il 18% rispetto ai 230 agglomerati totali)».

Resta molto da fare anche sul fronte dell’informazione ai bagnanti. Quelli di Goletta Verde sottolineano che «La cartellonistica in spiaggia è ancora troppo scarsa, nonostante da due anni sia scattato l’obbligo per i Comuni di apporre pannelli informativi, secondo uno specifico format europeo, dove siano riportate tutte le informazioni circa qualità delle acque che prende in considerazione la media dei prelievi degli ultimi quattro anni (classi: eccellente, buona, sufficiente, scarsa), i dati degli ultimi prelievi e le possibili criticità della spiaggia stessa. I tecnici di Goletta Verde non hanno riscontrato la presenza di cartelli in nessuno dei 19 punti campionati. Anche quelli di divieto di balneazione mancano: presenti solo in due casi rispetto a dieci punti dove non vengono eseguiti campionamenti da parte delle autorità competenti o risultano non conformi alla balneazione».

Ecco in dettaglio le analisi di Goletta Verde

La situazione più critica in provincia di Massa-Carrara: tutti i punti monitorati risultati “fortemente inquinanti”. I quattro prelievi sono stati eseguiti a Marina Carrara (alla foce del torrente Carione); a Marina di Massa (alla foce del fiume Frigido) e in località Partaccia dello stesso comune (alla foce del torrente Lavello); a Montignoso (alla foce del fiume Versilia).

Due campionamenti giudicati “fortemente inquinanti” sui tre realizzati in provincia di Lucca: a Pietrasanta (foce del fosso Montrone in località la Focetta) e a Camaiore (foce del fosso dell’Abate in località Lido). Nella norma quello prelevato a Viareggio (spiaggia antistante piazza Mazzini).

 

Va decisamente meglio scendendo più a sud: entro i limiti i prelievi a Marina di Pisa

All’Isola d’Elba sono risultati “fortemente inquinanti” i campioni prelevati alla foce del fosso di Mola, nella Zona  umida del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, nell’area che fa parte nel territorio del Capoliveri. Ma sulla situazione di questa fragile area umida, protetta anche dalle Direttive europee Habitat e Uccelli, il circolo di Legambiente Arcipelago Toscano sta preparando un dossier con altri dati che verrà presentato nei prossimi giorni. A Portoferraio è invece risultata inquinata la foce del canale dove sorge la sede del “Teseo Tesei” (comunque in un’area non balneabile); mentre sono risultati nella norma gli inquinanti riscontrati nei prelievi effettuati alla spiaggia presso Punta della Rena, sempre a Portoferraio; e alla foce del fosso di San Giovanni a Portoferraio, dove però è stata riscontrata la diffusa presenza di rifiuti alla foce del fosso e l’occlusione dei uno dei due scarichi.

Restando in provincia di Livorno, “entro i limiti” anche il prelievo effettuato a Piombino, alla Marina di Salivoli (scarico presso la spiaggia).

Un solo punto giudicato “inquinato” rispetto ai sei monitorati in provincia di Grosseto: quello alla foce del canale nell’area di porto di Cala Galera in località Poggio Pertuso di Monte Argentario. Nessun problema riscontrato invece in quelli effettuati a Follonica (accesso al mare n.88); Castiglione della Pescaia (spiaggia in corrispondenza del fiume Bruna); Orbetello (alla foce dell’Albenga e alla foce del canale di Fibbia) e ad Ansedonia (foce fosso Tagliata Etrusca).

Commentando i risultati dell’istantanea scattata da Goletta Verde, Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana, sottolinea che «La vocazione turistica e naturalistica di una delle più belle aree della Penisola non può più rischiare di essere messa in discussione però dai ritardi con i quali si sta procedendo a mettere a sistema gli interventi necessari per adeguare e rendere più efficiente il sistema depurativo sia dei comuni costieri e insulari che dell’entroterra.  Chiediamo quindi alle autorità competenti di intensificare i controlli nelle zone più prossime a queste fonti di inquinamento, frutto di una cattiva gestione del sistema depurativo sia dei comuni costieri che dell’entroterra».

Umberto Mazzantini, responsabile Mare di Legambiente Toscana, conclude: «Le situazioni di “troppo pieno” degli impianti urbani dell’entroterra, anche a causa della piovosità registrata quest’anno, si sono moltiplicate a dismisura, creando non pochi problemi anche ai comuni costieri più virtuosi. Alla Regione, che è sempre stata attenta più di altre alle politiche ambientali, chiediamo di non perdere altro tempo per tutelare una delle sue maggiori risorse».