Legambiente: «Una Regione che ha fatto da apripista in Italia sui temi ambientali non può più tollerare ritardi nel completamento del sistema depurativo».

Goletta Verde: in Toscana solite criticità alle foci di fiumi, fossi e torrenti

Su 19 punti monitorati da Goletta Verde ben 7 giudicati fortemente inquinati

[30 giugno 2017]

Legambiente: «Una Regione che ha fatto da apripista in Italia sui temi ambientali non può più tollerare ritardi nel completamento del sistema depurativo».

Non è confortante il bilancio del monitoraggio svolto in Toscana dall’equipe tecnica di Goletta Verde: «Un punto su tre fortemente inquinato. Su un totale di diciannove punti monitorati dai tecnici di Goletta Verde lungo le coste toscane sette presentavano valori di contaminazione elevata e per questo ricevono un giudizio di “fortemente inquinato”. Nel mirino finiscono ancora una volta le foci di alcuni fiumi, canali e fossi d’acqua. Criticità spesso già note da tempo e sulle quali Legambiente chiede un’immediata verifica da parte delle autorità preposte».

Presentando i dati dei prelievi di Goletta Verde 2017 a Firenze, il responsabile scientifico di Legambiente, Giorgio Zampetti, ha ricordato che «Il nostro monitoraggio punta a scovare le criticità ancora presenti nei sistemi depurativi regionali che mettono a rischio la balneabilità dei nostri mari e di conseguenza anche lo sviluppo turistico ed economico dei nostri territori.  Ancora oggi, infatti, in Italia circa il 25% delle acque di fognatura viene scaricato in mare, nei laghi e nei fiumi senza essere opportunamente depurato, nonostante siano passati oltre dieci anni dal termine ultimo che l’Unione Europea ci aveva imposto per mettere a norma i sistemi fognari e depurativi. Quest’anno con Goletta Verde affronteremo tutte le criticità che incombono ancora sul nostro ecosistema marino e costiero, a partire dal marine litter. Proprio su questo tema continueremo a monitorare i gravissimi sversamenti di schiume sintetiche che hanno interessato le coste toscane e liguri nelle ultime settimane, affinché si applichi il principio chi inquina paghi, utilizzando la legge sugli ecoreati approvata nel maggio 2015, e non si sottovalutino i rischi per la fauna marina e per la stessa attrattiva turistica delle spiagge toscane».

Il monitoraggio di Goletta Verde in Toscana (eseguito dalla squadra di tecnici di Legambiente tra 22 e il 23 giugno 2017) prende in considerazione il campionamento dei punti critici che vengono principalmente scelti in base a un “maggior rischio” presunto di inquinamento, individuati dalle segnalazioni non solo dei circoli di Legambiente ma degli stessi cittadini attraverso il servizioSOS Goletta. Per questo vengono prese in esame le foci dei fiumi, torrenti, gli scarichi e i piccoli canali che spesso troviamo sulle nostre spiagge: queste situazioni sono i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta all’insufficiente depurazione dei reflui urbani che attraverso i corsi d’acqua arrivano in mare.  I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, Escherichia coli) e abbiamo considerato come “inquinati” i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli che superano di più del doppio tali valori.

All’Isola d’Elba sono risultati “fortemente inquinanti” i campioni prelevati alla foce del fosso di Mola/Fossone Centrale (nell’Area umida del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, nell’area che fa parte nel territorio di Capoliveri) e alla spiaggia presso Moletto del Pesce a Marciana Marina. Entro i limiti sempre a Marciana Marina (alla spiaggia del Capitanino nell’area portuale) e a in località San Giovanni a Portoferraio, alla spiaggia di fronte al fosso San Giovanni.

«Per quanto riguarda l’Isola d’Elba – spiega Umberto Mazzantini, responsabile mare di Legambiente Toscana – il dato negativo del Moletto del Pesce a Marciana Marina conferma due cose: la prima è che i prelievi fuori norma degli anni passati non erano un accanimento verso la precedente amministrazione comunale, la seconda è che il problema derivante da un troppo pieno fognario che sfocia all’inizio dell’area portuale continua ad esistere e che è un bene che la nuova Amministrazione Comunale abbia nel suo programma la costruzione di un depuratore che speriamo metta al più presto a norma l’intera vallata marcianese. I dati di Mola, la Zona umida del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, confermano quelli dei prelievi di Goletta Verde del 2016 e una situazione intollerabile in un’area così importante e delicata, che ha bisogno immediatamente di una vera protezione, di cartellonistica adeguata e di un’opera di ripristino ambientale che inizi proprio dall’individuazione di chi inquina i preziosi fossi di Mola attentando alla sua biodiversità fragile e unica».

Restando in provincia di Livorno, “fortemente inquinati” anche i prelievi effettuati a Piombino, alla Marina di Salivoli (scarico presso via Salivoli) e alla foce del canale scolmatore tra i territori di Livorno e Pisa.

In provincia di Massa-Carrara due punti su tre risultati “fortemente inquinanti”: a Marina di Carrara (alla foce del torrente Carrione) e in località Partaccia del comune di Massa (alla foce del torrente Lavello). Entro i limiti gli inquinanti riscontrati nel prelievo effettuato sempre a Marina di Massa, ma alla foce del fiume Frigido. In provincia di Lucca i tre prelievi sono risultati tutti nella norma: a Pietrasanta (alla foce del fosso Motrone in località la Focetta e alla foce del fiume Fiumetto) e a Viareggio (spiaggia presso piazza Mazzini).

Nella norma anche i sette monitoraggi effettuati in provincia di Grosseto: alla spiaggia di fronte il fiume Bruna a Castiglione della Pescaia; alla foce del fiume Gora a Follonica; alla spiaggia presso il canale di San Rocco a Marina di Grosseto; alla foce del fiume Albenga a Orbetello; alla spiaggia fronte canale di Monte Argentario; al canale di scolo al fosso Tagliata Etrusca a Ansedonia e alla spiaggia di fronte al torrente Chiarone a Capalbio.

Il presidente di Legambiente Toscana, Fausto Ferruzza, commenta: «Purtroppo, ogni anno continuiamo a registrare i soliti ritardi nell’adeguamento e nell’efficientamento del sistema depurativo locale, sia nei comuni costieri che nell’entroterra Si tratta per lo più di situazioni note, come dimostrano i 41 agglomerati toscani sottoposti a procedura d’infrazione per il mancato rispetto della direttiva 271/1991. Questo status esige la necessità d’intervenire al più presto, per evitare che la vocazione turistica, culturale e naturalistica di una delle più belle aree del Paese venga compromessa. La Toscana, d’altra parte, sui temi ambientali, è sempre stata all’avanguardia in Italia. Per questo chiediamo con forza a Regione e Comuni interessati, sia costieri che dell’entroterra, d’intervenire al più presto. Non solo per verificare queste fonti d’inquinamento, ma per porre in essere contromisure rapide, stringenti ed efficaci».

Resta molto da fare anche sul fronte dell’informazione ai bagnanti: anche in Toscana la cartellonistica in spiaggia è ancora troppo scarsa, nonostante da tre anni sia scattato l’obbligo per i Comuni costieri di apporre pannelli informativi circa la qualità delle acque. Rispetto ai 19 punti monitorati dai tecnici, soltanto in tre i tecnici hanno potuto riscontrare la presenza di questi cartelli che hanno la funzione di divulgare al pubblico la classe di qualità del mare (in base alla media dei prelievi degli ultimi quattro anni), i dati delle ultime analisi e le eventuali criticità della spiaggia stessa.

Tema centrale di questa edizione di Goletta Verde sarà anche il rischio per inquinamento da marine litter. Legambiente ha recentemente raccontato l’esperienza e i dati raccolti in questi 30 anni da Goletta Verde alla conferenza mondiale degli Oceani all’Onu, rilanciando un pacchetto di proposte per contrastare questo problema che, al pari della maladepurazione e della pesca illegale, mette in serio pericolo l’ambiente, la biodiversità marina ma anche la salute dei cittadini. Soltanto in due punti rispetto ai 19 monitorati dai tecnici di Legambiente non è stata riscontrata la presenza di rifiuti lungo la spiaggia e praticamente nella quasi totalità di questi a farla da padrona è la plastica, seguita da carta, metalli e rifiuti provenienti dalla raccolta urbana. Proprio su questo tema e proprio in Toscana è partita la campagna “Vele Spiegate” di Legambiente e Diversamente Marinai che per tutta l’estate impegnerà 200 volontari a ripulire le piccole spiagge e le isole inaccessibili dell’Arcipelago Toscano.

La conferenza stampa di Goletta Verde a Firenze è stata anche l’occasione per presentare i dati del dossier Mare Monstrum di Legambiente sul mare illegale basato sul lavoro delle Forze dell’ordine e delle Capitanerie di porto, dal quale emerge che «La Toscana con 1.097 infrazioni accertate (il 7% a livello nazionale) 1286 persone denunciate e arrestate e 182 sequestri effettuati si piazza al settimo posto nella classifica italiana del mare illegale. In pratica, oltre 3 reati accertati al giorno, 1,8 infrazioni per ogni chilometro di costa. Tra le tipologie di reato spiccano quelli legati all’ insufficiente depurazione e agli scarichi inquinanti: 324 le infrazioni accertate con 431 denunce e 99 sequestri. A seguire i reati legati alle violazioni al codice della navigazione, in aumento rispetto allo scorso anno: nel 2016 sono stati 301 i reati accertati dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto, che hanno portato alla denuncia di 302 persone. C’è poi la pesca di frodo con 250 infrazioni accertate, 249 persone denunciate e 14 sequestri (13.755 kg i prodotti ittici finiti sotto sequestro). Infine i reati legati al ciclo del cemento lungo la costa (222 quelli accertati nell’ultimo anno, con 304 persone denunciate e 61 sequestri effettuati). Dallo scorso anno da segnalare la forza deterrente della nuova legge sugli ecoreati che colpisce soprattutto inquinamento e disastro ambientale».