Greenpeace sull’aumento delle emissioni di CO2: «Agire ora»

«Ridurre subito l’uso di combustibili fossili»

[13 novembre 2017]

Dopo la diffusione dei dati del Global Carbon Project, che indicano che le emissioni globali di CO2 derivanti dai combustibili fossili torneranno a salire nel 2017 di circa il 2%, dopo tre anni di crescita, Luca Iacoboni, responsabile campagna energia e clima di Greenpeace Italia, commenta: «Questi dati sono una spinta ad agire ora. Garantire che le emissioni inizino a ridursi è fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi stabiliti dagli Accordi di Parigi. Questa settimana la COP23 entra nel vivo, con l’arrivo a Bonn dei capi di Stato: è tempo che i Paesi aumentino le proprie ambizioni, riducano l’uso dei combustibili fossili e incrementino le fonti di energia rinnovabile».

Le principali ragioni dell’aumento di CO2 sono il rallentamento della riduzione delle emissioni in Ue e Stati Uniti e il contestuale aumento di consumo di carbone in Cina, dopo tre anni di decremento. Greenpeace sottolinea che «Tra le note positive, si stima che l’incremento di emissioni in Cina dovrebbe essere temporaneo, anche considerando le nuove politiche sulla qualità dell’aria (e la riduzione degli incentivi al carbone), e la crescita vertiginosa del settore delle rinnovabili. Inoltre le emissioni dell’India dovrebbero far registrare il più piccolo incremento annuo a partire dalla fine del secolo«.

Iacoboni conclude: «L’Unione europea, e l’Italia come Stato membro dell’Ue, devono fare di più, e il primo banco di prova sarà il pacchetto di misure denominato “Clean energy for all Europeans”, che è al momento in discussione a Bruxelles. Sarà un momento decisivo per capire se l’Ue vuole fare sul serio sui cambiamenti climatici o se continuerà a dare soldi pubblici a produzioni inquinanti, come le centrali alimentate a carbone e gas».