Il mercurio delle piccole miniere d’oro avvelena l’Indonesia. Ma controlli e ricerca sono scarsi

[26 settembre 2013]

Da più di 10 anni Takanobu Inoue, del dipartimento di architettura ed ingegneria civile della Toyohashi University of Technology, conduce indagini sul campo sull’avvelenamento da mercurio e quello che ha scoperto rivela una situazione grave che non sta migliorando.

Il professor Inoue, che è un esperto di water environmental engineering, spiega che «la principale fonte di questo inquinamento è oggi l’estrazione dell’oro su piccola scala.  Le miniere d’oro sono facili da fare e semplici  da utilizzare, quindi offrono alle persone che vivono sulla soglia della povertà una speranza per il futuro».

I piccoli minatori non dispongono di una tecnologia sofisticata a disposizione e quindi per estrarre l’oro utilizzano il mercurio semplicemente mischiando l’acqua con il minerale che contiene l’oro per formare un amalgama. La miscela viene poi riscaldata per rimuovere il mercurio per evaporazione, probabilmente senza filtri, prelevando l’oro, mentre l’acqua contaminata dal mercurio viene solitamente scaricata direttamente nei corsi d’acqua. Come spiegano alla Toyohashi University of Technology, «il mercurio è un metallo pesante che può causare disabilità e di morte per i minatori e le loro famiglie che vengono esposte al mercurio attraverso gli indumenti contaminati ed altri oggetti. L’intossicazione cronica può causare danni ai reni e al sistema riproduttivo, mentre possono essere anche gravemente colpiti anche i polmoni e il sistema nervoso centrale».

Inoue è convinto che sia «necessario educare le persone sui pericoli dell’avvelenamento da mercurio. Ma ci sono pochi ricercatori ambientali nel Paese e le attrezzature usate per  testare per l’avvelenamento sono limitate, come lo sono i fondi e il sostegno del governo». Quindi, anche se le informazioni annuali sull’inquinamento da mercurio in Indonesia sono spaventose, purtroppo sono anche imprecise e limitate.

Secondo l’United Nations Environment Program (Unep) nel solo 2011 sono state scaricate nell’ambiente circa 70 tonnellate di mercurio, «ma questa cifra dell’Onu si basa sull’importazione di mercurio in Indonesia – evidenzia Inoue- Non contabilizza le importazioni illegali, quindi la cifra reale è sicuramente molto più alta».

Il professor Inoue ha condiviso le sue scoperte con alcuni colleghi di diverse università indonesiane e li sta incoraggiando ad aderire all’Indonesia Society of Water and Aquatic Environment, dove condividere le informazioni e gli articoli scientifici riguardanti l’inquinamento presentati durante le conferenze o pubblicati su pubblicazioni specializzate.

Per far capire ai suoi colleghi indonesiani i pericoli del mercurio, Inoue descrive le scoperte sulla malattia di Minamata che prende il nome dalla città giapponese dove nel 1956 le acque reflue cariche di mercurio scaricate nella baia di Minamata da una azienda chimica locale, ria salirono la catena alimentare e, passando dagli animali marini, contaminarono gli esseri umani, facendo numerose vittime.

«Abbiamo bisogno che gli istituti di ricerca collaborino tra loro per facilitare uno studio completo sull’inquinamento da mercurio in Indonesia – conclude Inoue – Questa cooperazione consentirà il monitoraggio delle concentrazioni di mercurio nelle miniere d’oro e l’impatto di questo inquinante ambientale sulle popolazioni locali».