Il ministro dell’ambiente Galletti: No al fitofarmaco glifosato

Coalizione #StopGlifosato: plauso ai ministri, ma ci vuole un impegno vincolante delle regioni

[7 marzo 2016]

glifosato morte

Dopo il ministro delle politiche agricole, Maurizio Martina, e quella della Salute, Beatrice Lorenzin, anche il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti sembra aver accolto l’appello che il  tavolo #StopGlifosato di  32 associazioni ambientaliste e dell’agricoltura biologica italiane ha ai parlamentari europei  con la richiesta di una «attenta verifica sulle metodologie adottate dall’EFSA per valutare la pericolosità del Glifosato per l’ambiente ed i suoi possibili effetti negativi sulla salute umana». Infatti Galletti in un  tweet:  scrive: «No al fitofarmaco #glifosato. Proteggere noi stessi, la nostra terra è priorità per Italia #Ambiente #Bruxelles #Ue».

Oggi e domani il Comitato permanente europeo per i prodotti fitosanitari è chiamato ad esprimere un parere sulla base delle valutazioni presentate dai diversi Istituti ed autorità competenti. Il parere dell’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) sulla pericolosità del glifosato ha smentito la valutazione dello IARC (Istituto per la ricerca sul cancro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità) che nel marzo 2015 aveva definito il diserbante come probabilmente cancerogeno per l’uomo.

La presa di posizione di Galleti, Martina e Lorenzin  è un’evidente indicazione di qual sarà l’atteggiamento dell’Italia, un’atteggiamento che non piacerà certo alle multinazionali del glifosato come la Monsanto ma che piace sicuramente molto al fronte no-glifosato e no-OGM.

Invece a Confagricoltura le dichiarazioni dei tre ministri non sono piaciute per nulla: «Non facciamo come con la carne, lanciando proclami senza un’appropriata valutazione degli effettivi rischi. Prima di togliere l’autorizzazione ad un erbicida come il glifosato servono certezze scientifiche, altrimenti si crea solo un danno ai produttori ed all’ambiente».

Confagricoltura fa presente che per l’EFSA «espressasi su richiesta della Commissione europea, è invece improbabile che il principio attivo in questione costituisca un pericolo di cancerogenicità per l’uomo» e ltura ricorda inoltre che «il prodotto chimico non viene usato sulle piante, ma sul terreno, non comportando quindi tossicità del raccolto. Sappiamo bene di andare controcorrente ma siamo consapevoli che l’eliminazione del glifosato, non supportata da motivi fondati, comporterebbe l’utilizzo di altre molecole a volte più invasive a livello ambientale, oltre a ridurre ulteriormente la competitività dell’agricoltura italiana. Confidiamo quindi che vi siano valutazioni ulteriori, auspicando il coinvolgimento del comparto agricolo».

Al contrario, le 32 Associazioni della coalizione #StopGlifosato esprimono la loro soddisfazione per l’annuncio della posizione contraria dell’Italia al rinnovo dell’autorizzazione all’uso del Glifosato da parte della Commissione Europea.

Maria Grazia Mammuccini portavoce della coalizione Stop al glifosato sottolinea: «Abbiamo accolto con soddisfazione l’annuncio della posizione contraria dell’Italia al rinnovo dell’autorizzazione all’uso del glifosato in Europa, che finalmente è arrivata. Il Governo italiano con la posizione netta e chiara dei Ministri Martina e Lorenzin dimostra la giusta attenzione per la salute dei consumatori e per la tutela dell’Ambiente».

L’agenzia di stampa che dava notizia del parere negativo dell’Italia in vista della riunione di oggi e domani a Bruxelles ha anticipato anche la volontà del ministro Martina di definire «A prescindere dagli esiti del confronto europeo dei prossimi giorni» una via di uscita italiana dal glifosato entro il 2020 con il “Piano nazionale glifosato zero” i cui tre punti principali sarebbero: «Implementazione della rete di monitoraggio dei residui di glifosato su tutto il territorio nazionale, introduzione di limitazioni al suo impiego nell’ambito dei disciplinari che permettono l’adesione volontaria al sistema di qualità nazionale produzione integrata e definitiva eliminazione del glifosato dai disciplinari di produzione integrata entro l’anno 2020». Una prospettiva che però non convince la coalizione #StopGlifosato determinata  chiedere al governo «un impegno vincolante per le Regioni ad escludere subito da ogni premio nei bandi PSR 2014 – 2020 (Programmi Sviluppo Rurale regionali) le pratiche agricole che utilizzano il glifosato, come ad esempio per le produzioni con lotta integrata volontaria o nell’agricoltura conservativa con semine su sodo».

La Mammuccini ha detto che «Il nostro obiettivo è che l’autorizzazione a livello europeo non venga concessa ma di fronte ad un eventuale rinnovo sarebbe assurdo concedere finanziamenti pubblici dello sviluppo rurale a quelle aziende che continuano ad utilizzare una sostanza considerata potenzialmente cancerogena per l’uomo e nociva per l’ambiente , un contro senso ancora più evidente dopo le dichiarazioni dei nostri ministri dell’Agricoltura e della aalute»

Per chiedere a livello europeo una verifica della valutazione dell’EFSA sulla pericolosità del glifosato e per un “Piano nazionale glifosato zero” con uno #StopGlifosato subito efficace e vincolante, le 32 Associazioni hanno lanciato dalle 10.00 alle 11.00 un Twitter Storm rivolto a Galletti, Martini e Lorenzin per l’attuazione del PAN Pesticidi (Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei fitofarmaci).

«Ci auguriamo – conclude la Mammuccini – che dopo le incoraggianti dichiarazioni dei nostri Ministri contro il rinnovo dell’autorizzazione europea all’uso del glifosato, le azioni del ns. Governo e delle Regioni siano coerenti. I cittadini italiani hanno il diritto di sapere per quanti anni dovranno ancora convivere con questo pericoloso pesticida, di cui l’Italia è attualmente uno dei maggiori utilizzatori, e se il suo utilizzo sarà premiato o meno con i fondi pubblici della PAC».