In Cina il mare senza pesci: nello Shandong sparite il 72,5% delle specie

Altissimo il livello di inquinamento dell’acqua del fiume Huaihe, lungo 1.000 Km

[30 ottobre 2014]

Secondo le autorità della provincia cinese dello Shandong, «il numero di specie di pesci nelle acque costiere della provincia dello Shandong è passato dalle  400 degli anni ’70 alle 110 attuali, cioè un calo del 72,5%».

Il governo provinciale attribuisce questo disastro ambientale che ha ridotto drasticamente le risorse alieutiche dello Sahandon soprattutto a due cause: la pesca eccessiva e l’inquinamento delle acque. In una nota del governo provinciale ripresa dall’agenzia ufficiale cinese Xinhua si legge che «i principali inquinanti sono il cloruro inorganico, il fosfato attivo e il petrolio. Alcuni hanno provocato l’eutrofizzazione dell’acqua di mare e perturbato l’equilibrio dell’ecosistema marino».

Per lo Shandong, dove l’industria della pesca  è molto sviluppata, è un vero disastro: la provincia ha 3.345 km i coste e 159.000 kmq de zona marittima e nel 2013 ha prodotto 8,36 milioni di tonnellate di prodotti “marini”, un quinto di tutti quelli che vengono prodotti in Cina.

I problemi del mare cinese vengono anche da fiumi come lo Huaihe, un affluente dello Yangtze, che dopo decenni di interventi di disinquinamento presenta ancora una grave condizione di inquinamento, con il 22% delle sue acque che non è utilizzabile né a fini potabili, né per l’irrigazione dei terreni, ma nemmeno a fini industriali. Secondo la Commissione delle risorse idriche del fiume Huaihe, che dipende direttamente dal ministero delle risorse idriche della Cina, «Nel 2013, circa 1.355 punti di sversamento di inquinanti lungo il fiume hanno sversato 5,17 miliardi di reflui,  432.200 tonnellate di ossidanti chimici dell’ossigeno  e 1.300 tonnellate di azoto ammoniacale, superando di gran lunga l’obiettivo fissato dal governo per il 2030».

La Cina si è dotata di un sistema di valutazione della qualità delle acque che prevede 5 livelli che vanno dal livello 1, acqua potabile  al 5, acqua utilizzabile solo a fini agricoli. L’acqua di qualità inferiore al libello 5, cioè il 22% di un fiume lungo più di 1.000 Km, non può essere utilizzata. Eppure ormai 20 anni fa, nel 1994, la Cina aveva lanciato una campagna per ripulire lo Huaihe che era fortemente inquinato già negli anni ’80. «Però – ammette Xinhua – l’inquinamento persiste malgrado i costosi sforzi di controllo».