Inceneritore di Montale, l’Arpat fa il punto della situazione

Procedono le verifiche in seguito al valore anomalo per le diossine, verificato dall'autocontrollo

[8 settembre 2015]

inceneritore montale

Con nota dell’1 settembre 2015 il gestore dell’impianto di incenerimento di Montale ha comunicato i risultati delle analisi condotte su fiale AMESA (componente del sistema di campionamento in continuo dei microinquinanti) evidenziando valori di diossine e furani superiori ai limiti ammessi per la linea 1 dell’impianto.

In particolare le fiale per le quali risultavano valori anomali per le diossine erano relative ai seguenti periodi:

  • 15 – 31 luglio 2015: sommatoria diossine (PCDD+PCDF) = ngTE/Nmc 0,25451 (incertezza ± 0,07126);
  • 31 luglio – 14 agosto: sommatoria diossine (PCDD+PCDF) = ngTE/Nmc 0,13182 (incertezza ± 0,03691).

Secondo le comunicazioni della Ladurner, la medesima linea 1 dell’impianto era stata ferma – per operazioni di manutenzione programmata – dal 22 al 29 agosto; nella serata del 29 agosto era stata riaccesa la stessa linea 1 per le operazioni di preriscaldo, per essere quindi rimessa in marcia effettiva nella mattinata del 31 agosto. In questa stessa giornata, a seguito dell’arrivo delle analisi suddette relative ad entrambi i periodi in questione da parte del laboratorio Ecolstudio, l’impianto veniva di nuovo fermato dal gestore in via precauzionale.

Contestualmente, insieme all’invio agli enti dell’esito delle analisi, la Ladurner comunicava  l’intenzione di riattivare l’impianto dal 4 settembre, per poter poi eseguire i campionamenti di controllo nei giorni 7, 8 e 9 settembre.

A seguito di tale comunicazione, ARPAT ha segnalato allo stesso gestore, oltre che alla Provincia, al Comune di Montale e all’ASL 3 di Pistoia, l’opportunità che la riaccensione dell’impianto, ancorché limitata alla effettuazione di analisi di controllo, avvenisse solo dopo che fossero state accertate le possibili cause del malfunzionamento riscontrato.

Con nota del 3 settembre Ladurner trasmetteva alcune considerazioni preliminari che, sebbene individuassero una possibile causa nella qualità del carbone attivo introdotto nei silos di stoccaggio il 9 giugno e verosimilmente utilizzato a partire dal 28 giugno e fino agli ultimi giorni di agosto, non fornivano sufficienti elementi di certezza mantenendo alcuni dubbi sulla reale causa del malfunzionamento.

La stessa Ladurner, nel corso dell’incontro svoltosi lunedì 7 settembre, presso il Comune di Montale, riferiva che sono tuttora in corso accertamenti ed indagini anche con la collaborazione di consulenti da loro incaricati.

Conseguentemente ARPAT, pur convinta che le manutenzioni straordinarie effettuate sull’impianto possano permettere il rispetto dei valori limite emissivi, prende atto che, ad oggi, non sono stati sufficientemente e compiutamente indagati gli elementi che hanno determinato l’anomalia ed ha quindi chiesto che sia redatta ed inviata una relazione su tutte le possibili cause  e sulle future procedure che dovranno essere poste in atto per evitare il ripetersi di superamenti dei valori emissivi.

E’ stato altresì chiesto che siano forniti gli elementi identificativi delle Non Conformità, delle Analisi delle cause e delle Azioni correttive previste dal Sistema di Gestione di cui all’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) rilasciata al gestore dell’impianto.

Una verifica puntuale del rispetto delle procedure di autocontrollo e comunicazione sarà svolta nel corso dei prossimi accertamenti che saranno svolti dall’Agenzia.

di ARPAT