Incile. Ripresi i lavori di bonifica dopo lo stop

Ma sull’origine degli sversamenti di cloruri il Comune non dà risposte

[21 agosto 2013]

Sono ricominciati i lavori per la bonifica dell’Incile, intervento propedeutico alla riapertura del collegamento fra il Canale dei Navicelli e l’Arno. A darne comunicazione è il Comune di Pisa, che in una nota afferma: «I lavori erano stati interrotti tre settimane fa dopo che i prelievi di acqua effettuati nel mese di luglio, diversamente da quelli realizzati a maggio prima dell’apertura del cantiere, avevano evidenziato una presenza di cloruri superiore ai livelli previsti dalla legge e tali da far configurare le acque dell’Incile come un rifiuto speciale. Che, quindi, come tale sarà trattato dato che i liquami pompati dallo specchio d’acqua saranno smaltiti in discariche apposite e secondo quanto previsto dalla normativa proprio per acque con tali caratteristiche».

Nessun aggiornamento sulle origini dello sversamento – ipotesi questa la più probabile vista la quantità e la qualità di sostanze rilevate, come anche era stato affermato dagli stessi tecnici comunali. E mentre si è in attesa di capire l’entità del danno ambientale e soprattutto la responsabilità di questo sversamento, i lavori riprendono registrando un ritardo di circa un mese.

«Lo stop di tre settimane – si legge ancora nella nota del Comune – necessario per capire le cause dell’impennata registrata dai cloruri presenti nell’Incile da luglio in poi (probabile uno sversamento) e per decidere le modalità di proseguimento del cantiere, implicherà uno slittamento dei tempi di conclusione della bonifica, inizialmente prevista per fine settembre, e che, invece, terminerà  nella seconda metà di ottobre».

Nulla viene detto inoltre sul trattamento riservato a queste acque, che, stando alle parole dell’amministrazione, sarebbero smaltite senza ulteriori depurazione: «Questa settimana sarà effettuato solo un viaggio al giorno in discarica per un totale previsto di circa 500 metri cubi d’acqua smaltiti entro sabato. Dalla prossima, con la fine delle ferie d’agosto e l’apertura delle altre discariche autorizzate, però, il ritmo di lavoro aumenterà sensibilmente».

Infine, se le acque sono inquinate è probabile che lo siano anche i fanghi del fondale: «Una volta svuotato l’Incile, si passerà alla rimozione e allo smaltimento (sempre in discariche specializzate e in accordo con l’Arpat), dei fanghi che si trovano sul fondale e, ultimo intervento, alla pulizia delle sponde. L’importo totale dei lavori è di circa 230mila euro». Anche rispetto a questi ultimi si attende chiarezza su quantità e qualità del materiale rinvenuto.

C.C.