Inquinamento atmosferico, dall’Ue nuove norme per gli impianti di combustione medi

[30 novembre 2015]

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Sono arrivate le norme per il controllo delle emissioni nell’aria di biossido di zolfo (SO2), ossidi di azoto (NOx), polveri da impianti di combustione medi e per il monitoraggio delle emissioni di monossido di carbonio (CO): l’Ue ha pubblicato sulla Gazzetta ufficiale europea di sabato la direttiva sulla limitazione delle emissioni nell’atmosfera di taluni inquinanti originati da impianti di combustione medi. E lo ha fatto al fine di ridurre le emissioni nell’aria e i rischi potenziali per la salute umana e per l’ambiente derivanti da tali emissioni.

La direttiva si applica agli impianti di combustione, inclusi gli insiemi formati da due o più nuovi impianti di combustione medi, aventi una potenza termica nominale totale pari o superiore a 1 MW e inferiore a 50 MW. I singoli impianti di combustione aventi una potenza termica nominale inferiore a 1 MW non sono presi in considerazione ai fini del calcolo della potenza termica nominale totale di un insieme di impianti di combustione. Allo scopo di evitare un vuoto normativo, la direttiva si applica anche a un insieme formato da nuovi impianti di combustione medi la cui potenza termica nominale totale è pari o superiore a 50 MW.

Per garantire il controllo delle emissioni nell’aria di anidride solforosa, ossidi di azoto e polveri la direttiva stabilisce che ogni impianto di combustione medio sia operativo solo se autorizzato o registrato dall’autorità competente, sulla base delle informazioni presentate dal gestore. Dunque, stabilisce valori limite di emissione e requisiti in materia di monitoraggio. Valori che non si applicheranno agli impianti di combustione medi ubicati nelle Isole Canarie, nei dipartimenti francesi d’oltremare, nelle Azzorre e a Madera, in considerazione dei problemi tecnici e logistici associati all’ubicazione isolata di tali impianti. Gli Stati membri interessati dovrebbero fissare i valori limite di emissione per tali impianti al fine di ridurne le emissioni nell’atmosfera e i rischi potenziali per la salute umana e per l’ambiente.

Comunque sia, i valori limite di emissione si applicheranno dopo un determinato periodo di tempo a decorrere dalla data di applicazione della direttiva, per concedere agli impianti di combustione medi esistenti un periodo di tempo sufficiente per adeguarsi sul piano tecnico alle nuove prescrizioni. Anche gli Stati potranno concedere ad alcuni tipi di impianti come quelli, ad esempio a biomassa, maggior tempo per adeguarsi ai nuovi valori limite.

Dal punto di vista dei costi e in particolare quando l’applicazione dei valori limite di emissione comporta costi sproporzionatamente elevati rispetto ai benefici ambientali, gli Stati membri possono esonerare gli impianti di combustione medi utilizzati in caso di emergenza e attivi per limitati periodi di tempo dall’obbligo di osservare i valori limite di emissione stabiliti nella direttiva.

I valori limite potranno anche essere modificati nel corso del tempo dalla Commissione sulla base delle tecnologie più avanzate. In tale contesto, la Commissione potrà valutare la necessità di stabilire valori limite di emissione specifici per altri inquinanti, quali il monossido di carbonio, ed eventuali norme minime in materia di efficienza energetica.

Del resto gli impianti di combustione medi dovrebbero essere sviluppati e funzionare in modo tale da promuovere l’efficienza energetica. Tanto che è opportuno tenere particolarmente conto di queste considerazioni, così come di quelle a carattere economico, delle possibilità tecniche e del ciclo di vita degli impianti di combustione medi esistenti in caso di interventi di ammodernamento di tali impianti o di decisioni su investimenti importanti.

Le emissioni di inquinanti nell’aria sono state ridotte in misura significativa negli ultimi decenni, ma al tempo stesso i livelli di inquinamento dell’aria sono ancora critici in molte parti d’Europa e i cittadini dell’Unione continuano a essere esposti agli inquinanti atmosferici, potenzialmente nocivi per la loro salute e il loro benessere. Gli ecosistemi sono tutt’ora colpiti da depositi eccessivi di azoto e zolfo associati a emissioni originate dal settore dei trasporti, da pratiche agricole non sostenibili e dalla produzione di energia elettrica. In molte zone dell’Unione i livelli di inquinamento dell’aria rimangono ancora al di sopra dei limiti fissati dall’Unione e gli standard di qualità dell’aria dell’Unione non rispettano nemmeno gli obiettivi individuati dall’Organizzazione mondiale della sanità.

E’ per contribuire a ovviare tutto questo che l’Ue ha disciplinato per la prima volta a livello dell’Unione le emissioni di inquinanti originate dalla combustione di combustibile negli impianti medi.