Inquinamento atmosferico, nessun cittadino esposto a valori superiori ai limiti entro 2 anni

È tra gli obiettivi del Piano toscano per la qualità dell'aria ambiente. Ad oggi la piana lucchese e fiorentina le più esposte

[12 gennaio 2018]

Gli obiettivi principali del Piano regionale per la qualità dell’aria ambiente (Prqa) puntano a ridurre a zero entro il 2020 la percentuale di popolazione esposta a livelli di inquinamento atmosferico superiori ai valori limite, a diminuire drasticamente quella esposta a livelli di inquinamento superiori al valore obiettivo per l’ozono e infine a ridurre le emissioni di materiale particolato fine pm10 primario nelle aree di superamento e di biossido di azoto. Target sfidanti che sono stati ieri nuovamente approfonditi in Consiglio regionale, all’interno della commissione Ambiente

«Quello su cui stiamo lavorando è un documento puntuale e accurato, il cui presupposto sono gli investimenti fatti fino ad adesso e la pianificazione urbanistica che si è sviluppata in questi anni – spiega Stefano Baccelli, presidente della Commissione – Il piano, infatti, definisce la strategia complessiva in materia di qualità dell’aria e si articola in obiettivi generali, obiettivi specifici, interventi di risanamento, interventi di miglioramento e prescrizioni. Entro due anni la Regione Toscana punta alla drastica riduzione del rischio sforamenti da biossido di azoto e PM10 attraverso azioni importanti, alcune già riscontrabili nei fatti. Penso a quanto è stato messo in campo per la cura del ferro e quanto vedrà la luce presto, a partire dal raddoppio della Lucca-Pistoia, fino agli scali merci in via di realizzazione, lo sviluppo del trasporto pubblico locale, a cui un impulso importante arriva dal contratto ponte tra la Regione Toscana e i gestori del servizio, i collegamenti ferroviari sui porti di Livorno e Piombino, che, unitamente a un’adeguata progettazione a livello urbanistico e a accordi da affinare in maniera ancora più puntuale con i distretti del cuoio o cartario, potranno rendere questo obiettivo alla nostra portata. Obiettivo sì ambizioso ma che come Toscana siamo in grado di raggiungere grazie a politiche efficaci che permetteranno di concretizzare in futuro opere strategiche».

Citando poi l’analisi «accurata» presentata dagli uffici della Giunta, Baccelli ha infine portato ad esempio il dato del parco veicolare: «Oggi è certo che la fonte più inquinante è quella prodotta dall’usura piuttosto che dall’emissione dei gas di scarico. Segno evidente – ha continuato il presidente – che gli investimenti fatti hanno funzionato e che l’obiettivo di miglioramento si raggiunge riducendo il numero dei veicoli privati e dei mezzi pesanti».

In definitiva, per Bacelli il Prqa rappresenta un «documento che riveste un ruolo cruciale per tutta la Regione ma soprattutto per la piana lucchese e fiorentina, i territori più esposti all’inquinamento. Altro aspetto fondamentale che emerge dal piano, è che la fonte più inquinante è quella prodotta dall’usura piuttosto che dall’emissione dei gas di scarico. Significa che dobbiamo continuare sulla strada intrapresa ponendoci come fine  la riduzione netta dei veicoli privati e dei mezzi pesanti in circolazione».