Inquinamento atmosferico, Pechino ridurrà del 30% la densità di PM2,5

Entro il 2020 eliminate tutte le caldaie a carbone e più del 90% di energia pulita e di alta qualità

[9 novembre 2016]

Il governo municipale di Pechino ha promesso che entro il 2020  ridurrà  del 30% la densità media annua di particolato fine  PM2,5  nella capitale cinese.

Al 18 ottobre  la densità di PM2,5 a Pechino era calata del 10,1% su base annua, raggiungendo un indice medio di 62 microgrammi per m3. Nel 2015 erano  80,6 microgrammi e nel 2012 erano stati raggiunti i 95,7 microgrammi.

Nel 2015, segnato da settimane di smog venefico, Pechino avrebbe avuto 155 giorni di aria di “qualità eccellente”, 17 in più che nel 2014.

L’agenzia ufficiale Xinhua spiega che «Secondo il piano di protezione dell’ambiente della città per il periodo 2016-2020, approvato martedi, la densità media di  PM2,5 nel 2020 sarà si circa 56 microgrammi per metro cubo, cioè un calo del 30% in rapporto al 2015». Così, nel 2020 il numero di giorni con una buona qualità dell’aria sarà superiore al 56%.

Questo sarà possibile grazie al passaggio della megalopoli cinese al gas, all’elettricità e all’energia solare: «Nel 2020 tutte le caldaie alimentate a carbone saranno eliminate in città – promette la municipalità –  e la quota di energia pulita e di alta qualità sarà superiore al 90%. Inoltre, sempre più veicoli che producono emissioni importanti saranno vietati in città».

Negli ultimi tre trimestri Pechino ha cominciato ad eliminare le caldaie a carbone, ha eliminato dalle strade 306.000 veicoli obsoleti e ha chiuso 224 fabbriche inquinanti. Intanto la municipalità della capitale cinese sta lavorando alla bonifica dell’inquinamento nell’acqua e nel suolo.