Inquinamento dell’aria, lo Iarc denuncia: è cancerogeno

Classificato nel gruppo 1, come alcol e benzene: sotto accusa il particolato

[18 ottobre 2013]

Dalle agenzie internazionali che si occupano di ambiente e salute continuano ad arrivare segnali preoccupanti sull’aria che respiriamo. Pochi giorno fa l’Agenzia europea per l’ambiente (Eea) ha pubblicato il “Rapporto 2013 sulla qualità dell’aria in Europa” in cui si afferma che circa il 90% delle persone che vivono nelle città dell’Unione europea è esposto a livelli di inquinanti atmosferici che l’Organizzazione mondiale della sanità  ritiene  nocivi per la salute. Ozono e polveri sottili sono gli inquinanti che creano maggiori problemi alla salute, ed in Italia, come noto, a soffrire di più è la Pianura Padana.

Ieri poi il carico da 11 l’ha messo dall’Agenzia internazionale di ricerca sul cancro (Iarc): l’inquinamento dell’aria è cancerogeno. In conseguenza, l’agenzia sul cancro dell’Oms (l’Organizzazione mondiale della sanità), ha annunciato la decisione di inserire gli inquinanti dell’atmosfera – il particolato su tutti – nel gruppo numero 1, quello dei sicuri cancerogeni, insieme a sostanze come alcol e benzene.

«L’aria che respiriamo è inquinata da diverse sostanze cancerogene – ha sottolineato Kurt Straif, curatore della monografia dell’Iarc sull’argomento – ora sappiamo che l’inquinamento dell’aria oltre a provocare una serie di danni per la salute è anche un potente cancerogeno». Gli esperti dell’agenzia, che hanno revisionato più di mille studi effettuati in tutto il mondo, ed in particolare quelli attinenti alle polveri sottili derivanti dai trasporti, hanno citato nella decisione, le 223mila morti nel mondo causate nel 2010 dagli inquinanti atmosferici.

Lo studio inoltre ribadisce che le principali fonti di inquinamento dell’aria esterna sono trasporto su strada, l’industria, l’agricoltura e il settore residenziale. «Classificare l’inquinamento dell’aria esterna come cancerogena per l’uomo è un passo in avanti importante- ha sottolineato Christopher Selvaggio, direttore dello Iarc- Ci sono modi efficaci per ridurre l’inquinamento atmosferico e, data l’entità della esposizione che colpisce persone in tutto il mondo, questa relazione deve inviare un segnale forte alla comunità internazionale che deve agire senza ulteriori ritardi».

La notizia ha ulteriormente allarmato i cittadini, e l’associazione Genitori Antismog che da tempo denuncia la gravità della situazione nei principali centri urbani italiani, in particolare in Lombardia, e che nell’occasione ha ribadito, all’Asl Milano, la richiesta di una stima di impatto sullo sviluppo dei tumori.

«Questa notizia è particolarmente preoccupante per l’Italia e soprattutto per gli abitanti della Pianura Padana- ha  dichiarato Anna Gerometta, presidente di Genitori Antismog- chiediamo che Asl Milano stimi al più presto l’impatto dell’inquinamento sui tumori che colpiscono la popolazione milanese, alla luce anche dello studio Escape, pubblicato su “Lancet Oncology” dello scorso luglio, e della nuova decisione Iarc. La nostra richiesta, già presentata in luglio, non ha ancora avuto risposta, nonostante lo scadere del termine concesso all’Amministrazione. Da anni denunciamo la gravità della situazione di  inquinamento in Lombardia. Crediamo che d’ora in poi le analisi di impatto debbano tenere necessariamente conto del dato tumore. La decisione dello Iarc deve essere un campanello d’allarme per i nostri governanti. Non si può più rimandare- ha concluso Gerometta: servono misure strutturali e a breve termine che proteggano la popolazione dai veleni dell’aria».

A tal fine, le risorse esistenti devono essere impegnate prioritariamente  per  interventi mirati alla realizzazione di una mobilità sostenibile basata su trasporto pubblico efficiente prevalentemente su ferro, per la mobilità pedonale e ciclabile, oltre che a politiche energetiche e industriali a basso impatto ambientale.