Inquinamento, per combatterlo “Aria di Toscana” e alberi in città

Campagna di comunicazione anti smog e linee guida per piantare alberi nei centri urbani

[22 novembre 2018]

La  campagna di comunicazione “Aria di Toscana” della Regione, finanziata dal POR-FS, parte dalla convinzione che «Ognuno di noi può contribuire a ridurre l’inquinamento atmosferico con semplici scelte quotidiane e adottando comportamenti corretti» e con il claim di “L’aria è amica se è pulita” invita cittadini, enti e aziende a comportamenti consapevoli per il benessere di tutti.

La campagna, in programma dall’autunno 2018 sui media toscani e sul web,  è stata presentata dall’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni, e ricorda che «dalla qualità dell’aria dipende la salute di tutti e tutti possiamo adottare comportamenti corretti per migliorare la qualità di questa preziosa risorsa.

Come? Per esempio non accendendo fuochi all’aperto, limitando l’uso di caminetti, stufe a pellet e motori diesel. Infatti, per l’inquinamento da PM10, se analizziamo i fattori di emissione medi dei combustibili, scopriamo che per riscaldare una casa con la legna inquiniamo come 4200 case equivalenti scaldate a metano».

In Regione sottolineano che «Per bruciare all’aperto una tonnellata di potature o di sfalci emettiamo molte più polveri fini di un inceneritore o di un’industria che brucia materiale equivalente, perché i falò non possono avere dei filtri, ma soprattutto perché la combustione è inefficiente. Se invece, per il biossido di azoto, analizziamo le centraline dove si verificano gli sforamenti dovuti al traffico veicolare (FI-Mosse, FI-Gramsci) , scopriamo che sono soprattutto le auto diesel recenti (euro 3-4-5) a inquinare maggiormente. Il quadro conoscitivo del Piano regionale per la qualità dell’aria, ha messo insomma in luce come i comportamenti individuali e collettivi siano responsabili primari nei livelli di inquinamento registrati. Emerge così l’importanza della diffusione della conoscenza circa la portata che i comportamenti di ciascuno hanno sulla qualità dell’aria che respiriamo e di iniziative volte a incidere sui comportamenti presenti e futuri dei cittadini».

La Fratoni evidenzia: «Se prescrizioni, incentivi e divieti sono strumenti di politica ambientale efficaci per governare comportamenti tangibili e sanzionabili, come il traffico, le attività produttive, gli abbruciamenti all’aperto di scarti vegetali non lo sono per governare comportamenti individuali quali per esempio, l’utilizzo della biomassa per riscaldamento. Occorre dunque un salto di conoscenza e consapevolezza che permetta di fare scelte efficaci. Da qui la scelta del Piano regionale per la qualità dell’aria di individuare come azione trasversale e strategica la promozione dell’informazione e dell’educazione ambientale con la messa in campo di materiale informativo quali depliant, poster, inserzioni sui quotidiani, spot audio e video destinati ai media on line e utilizzabili anche in occasioni didattiche».

Ogni anno, il periodo critico per l’inquinamento da PM10 è dal 1° novembre al 31 marzo e la Regione spiega che «Le misure differenziate per le aree “critiche” per questo inquinante, sotto i 200 metri di altitudine, riguardano in particolare gli abbruciamenti all’aperto e gli impianti domestici a biomassa per le nuove costruzioni e ristrutturazioni. È bene consultare il proprio Comune di residenza per specifiche ordinanze restrittive e per la puntuale informazione circa le iniziative di ciascun territorio».

Per combattere l’inquinamento in città la Regione arruola anche gli alberi: «C’è il faggio che è bravissimo ad assorbire l’ozono e il biossido di azoto, l’abete di Douglas, il più efficace nell’abbattimento del PM10, oppure il pioppo bianco, perfetto per sequestrare la CO2. Cortine vegetali contro l’inquinamento o meglio, specie arboree che migliorano la qualità dell’aria».

E le piante sono le protagoniste delle nuove linee guida, intervento specifico previsto dal Piano regionale di qualità dell’aria, emanate dalla Regione »per fornire indirizzi precisi alla piantumazione di specifiche specie arboree utili all’assorbimento di particolato e ozono nelle aree urbane».

Le linee guida sono rivolte soprattutto ai Comuni e «hanno l’obiettivo di rendere i nostri centri abitati più vivibili migliorando la qualità dell’aria e quindi della salute dei cittadini, in particolare della popolazione infantile maggiormente sensibile all’inquinamento, con particolare attenzione all’effetto di riduzione dell’inquinamento da ozono O3, biossido di azoto NO2 e particolato PM10».

Le linee guida sono state redatte da un gruppo di lavoro costituito, da Regione, Cnr, Asl Toscana centro, Comuni di Pistoia, Lucca e Firenze e Distretto rurale vivaistico ornamentale di Pistoia, con la collaborazione della Direzione Organizzazione sistemi informativi per la realizzazione del software. Da studi effettuati è emerso che non tutte le piante hanno la stessa efficacia nella rimozione degli inquinanti. Le linee guida servono proprio a individuare, in base a dati scientifici, quelle più adatte allo scopo. In regione spiegano che «Vi sono delle specie che meglio di altre sono in grado di contribuire al miglioramento della qualità dell’aria, “mangiando lo smog” nelle città intercettando metalli pesanti, riducendo le concentrazioni di gas inquinanti. Ma, in linea generale, per massimizzare gli effetti positivi le piante devono avere alcuni requisiti, quali: elevata densità della chioma longevità del fogliame bassa capacità di emissione di composti organici volatili ridotta allergenicità del polline Grazie a una semplice applicazione web accessibile gratuitamente da enti locali locali, imprese e privati cittadini, basterà inserire i parametri in base alle proprie necessità (ad esempio: tipo d’inquinante interessato; dimensioni della pianta, livello di allergenicità accertato, etc.) per avere restituite le tipologie di piante che presentano la maggiore capacità di assorbimento degli inquinanti».

Le linee guida sono anche un’occasione per l’attivazione di progetti di informazione ambientale (per esempio per gli amministratori dei condomini) e per questo scopo la Regione Toscana verificherà la possibilità di utilizzo dei fondi Por Fesr.

L’assessore Fratoni conclude: «Un obiettivo molto ambizioso che poi è quello del Piano sulla Qualità dell’aria è di portare la comunità della Toscana al 2020 a non dover subire più sforamenti delle Pm10, che sono processi di combustione, né di biossido di azoto e di avvicinarci sempre di più ai livelli obiettivo per quanto riguarda l’ozono: un complesso di traguardi che non sono quelli di lungo termine ma sono molto vicini e richiedono un impegno importante da parte di tutti.

Le linee guida sulla messa dimora degli alberi – ha commentato Federica Fratoni – sono un strumento di cui andiamo particolarmente fieri, frutto di un ottimo lavoro di squadra, tra l’altro mi risulta la Toscana sia l’unica regione ad essersene munita. Queste linee rientrano tra le azioni previste dal Piano di qualità dell’aria e oltre a offrire alle nostre città occasioni di spazi verdi adatti a contrastare lo smog, forniscono a tutti consigli utili sulle tipologie di piante da mettere a dimora in base alla loro capacità di assorbimento degli inquinanti»