Inquinamento Pfas in Toscana? Mozione di Sì Toscana a Sinistra

Fattori e Sarti: «Servono nuovi monitoraggi sui principali bacini idrici, sul distretto conciario e tessile e sugli acquedotti»

[3 ottobre 2017]

Dopo il caso e le polemiche ancora in corso in Veneto, il gruppo consiliare regionale di Sì Toscana a Sinistra ha solleva il tema dell’inquinamento da Pfas con una mozione in Consiglio regionale che chiede «una nuova indagine sui principali bacini idrici della Toscana e un piano di monitoraggio per quanto concerne l’organizzazione della depurazione del distretto conciario, oltre ad accurati controlli delle acque potabili. Al governo invece spetta il compito di fissare quanto prima limiti uniformi per tutto il territorio nazionale».

I Consiglieri regionali  della Sinistra, Tommaso Fattori e Paolo Sarti, ricordano che «I Pfas sono sostanze chimiche definite persistenti perché non degradano nell’ambiente. Sostanze che possono contaminare le acque e di conseguenza entrare nella catena alimentare, generando molti potenziali rischi per la salute, come varie forme tumorali, complicazioni in gravidanza, problemi al sistema endocrino. La pericolosità e la diffusione dei Pfas è assurta tristemente all’onore delle cronache a causa della preoccupante situazione delle acque sotterranee, superficiali e potabili in molti Comuni veneti. La gravità della situazione è stata rivelata inizialmente dallo studio del 2013 dell’Istituto di Ricerca sulle Acque (IRSA) del CNR e ora confermata dai dati del monitoraggio biologico sulla popolazione, che hanno rilevato la presenza di queste sostanze chimiche nel sangue e nei tessuti del corpo umano”. “In Toscana quella stessa ricerca, pur non segnalando elementi di allarme per le acque destinate al consumo umano, individuò la presenza di Pfas nel fiume Arno, connessa alle attività del distretto tessile di Prato e del distretto conciario di Santa Croce sull’Arno»”.

Secondo Sì Toscana a Sinistra, «Dobbiamo intervenire per tempo e impedire che la Toscana precipiti in un’emergenza simile a quella che oggi deve affrontare il Veneto. Per questo anche in Toscana devono essere nuovamente analizzati tutti i potenziali fattori di rischio connessi alle attività industriali, soprattutto nei distretti conciari e tessili, avvalendosi delle competenze del mondo universitario e della ricerca. Al Governo chiediamo di stabilire valori uniformi di parametro dei Pfas su tutto il territorio nazionale, invitando con forza la comunità internazionale a cooperare per limitare la produzione e l’utilizzo dei Pfas e per sviluppare alternative non fluorurate meno tossiche, così come richiesto dalla stessa comunità scientifica internazionale nella Dichiarazione di Madrid».