Le famiglie Usa disponibili a pagare una tassa una tantum di 153 dollari per evitare un disastro simile

La marea nera BP del Golfo del Messico vale 17,2 miliardi di dollari in danni alle risorse naturali

Valutato per la prima volta l’impatto finanziario del disastro ambientale della Deepwater Horizon del 2010

[21 aprile 2017]

Secondo uno studio pubblicato oggi su Science   il disastro petrolifero della piattaforma offshore  BP Deepwater Horizon avvenuto nel 2010 nel Golfo del Messico ha provocato 17.2 miliardi di dollari di  danni alle risorse naturali.

Si tratta della prima valutazione globale del valore finanziario delle risorse naturali danneggiate dalla marea nera di 134 milioni di galloni e che è il frutto di uno studio  durato 6 anni, realizzato da un team di ricrcatori guidato dal Virginia Polytechnic Institute and State University (Virginia Tech), sul più grande disastro ambientale della storia degli Stati Uniti d’America.

Uno degli autori dello studio,  Kevin Boyle, professore di agraria ed economia applicata al Virginia Tech, dice che «Questa è la prova che le nostre risorse naturali hanno un valore monetario immenso per i cittadini degli Stati Uniti che visitano il Golfo e per coloro che semplicemente si curano che questa preziosa risorsa non sia danneggiato».

Gli scienziati hanno sviluppato un’indagine per dare un valore in dollari ale risorse naturali danneggiate dalla marea nera della BP, determinando la disponibilità delle famiglie a pagare per misure che potrebbero impedire danni simili se in futuro dovesse avvenire uno sversamento della stessa entità. Le informazioni di cui ha tenuto conto l’indagine hanno incluso anche le spiagge, le paludi, gli animali, i pesci e i coralli danneggiati.

La stima dell’impatto della marea nera in 17,2 miliardi di dollari rappresenta anche i vantaggi potrebbero derivare  proteggendo la popolazione dai danni che da una futura fuoriuscita di petrolio nel Golfo di una grandezza simile a quella della Deepwater Horizon.

Nel maggio 2010, un mese dopo l’inizio della marea nera, la National oceanic and atmospheric administration Usa (Noaa) incaricò ha incaricato un team di 18 ricercatori di dare un valore in dollari alle risorse naturali danneggiate dalla gigantesco sversamento della Deepwater Horizon che era ancora in corso. Per stimare i valori delle risorse della Costa del Golfo, i ricercatori hanno creato uno scenario nel quale  le persone dicevano quale ruolo avrebbero potuto avere nel mitigare i danni futuri, pagando effettivamente per un programma di prevenzione. Al Virginia Tech spiegano che «L’analisi finale ha dimostrato che una famiglia media era disposta a pagare 153 dollari per un programma di prevenzione. Questo tasso è stato poi moltiplicato per il numero delle famiglie campionate per ottenere la valutazione finale di 17,2 miliardi di dollari».

Boyle aggiunge: «I risultati ci hanno fatto  aprire gli occhi,  in quanto abbiamo potuto vedere quanto la gente dia veramente valore alle risorse marine e agli ecosistemi. E’ ancora più significativo perché abbiamo fatto ulteriori analisi che hanno dimostrato la legittimità, spesso criticata,  di dare un  valore, alle risorse ambientali».”

Il team del progetto ha sondato un ampio campione casuale di americani adulti su scala nazionale dopo tre anni di sviluppo sondaggio. La prima fase del sondaggio è avvenuta con colloqui diretti, la seconda via e- mail. I partecipanti al sondaggio sono stati informati delle condizioni di pre e post  marea nera  nel Golfo del Messico e su che cosa ha causato lo sversamento di petrolio. Poi è stato presentato loro i un programma di prevenzione, che può essere visto come un’assicurazione efficace al 100% contro futuri danni da sversamenti petroliferi  e uno scenario in cui ci sarebbe stata una marea nera entro 15 anni. Con queste informazioni, i partecipanti sono stati invitati a votare a favore o contro il programma, che imporrebbe una tassa una tantum per le loro famiglie.

Boyle conclude: «La nostra stima può servire ai responsabili politici e all’industria petrolifera  a  determinare non solo quanto dovrebbe essere speso in  interventi di ripristino per lo sversamento Deepwater,  ma anche quanto dovrebbe essere investito per la protezione  dai danni che potrebbero derivare da future fuoriuscite di petrolio. Le persone apprezzano le nostre risorse naturali, quindi vale la pena di intraprendere azioni importanti per prevenire future catastrofi e correggere gli errori del passato».