La Réunion ha spento le luci per salvare petrelli, tartarughe marine e uomini (VIDEO)

La lotta all’inquinamento luminoso nell’isola francese dell’Oceano indiano

[30 maggio 2017]

All’isola della Réunion, regione e dipartimento di oltremare francese spersa nell’Oceano Indiano ed est del Madagascar e a 200 km a sud-ovest di Mauritius, i petrelli arrivano in primavera per nidificare e i nuovi nati si involano dalle coste alte dell’isola, aspettando tutti la notte per lanciarsi con un solo riferimento a guidarli: la luna. Molti di questi rari uccelli marini si sfracellano al suolo disorientati dall’illuminazione pubblica e non sono più in grado di riprendere il volo. Per questo una rete di volontari raccoglie i petrelli, li cura e poi li riporta sulle scogliere per fargli riprendere il volo. Ogni anno vengono salvati così 2.000 giovani petrelli.

Alla La Société d’Études Ornithologiques de La Réunion (Seor) spiegano che «La popolazione di petrelli di Barau (Pterodroma baraui) è stimata tra le 6.000 e le 8.000 coppie. La popolazione di petrello nero di Bourbon  (Pseudobulweria aterrima) è stimata dalle  10 alle 50 coppie. La prima tana di petrello nero di Bourbon è stata scoperta nel novembre 2016, sulle alture di Saint-Joseph, delle équipes del Life + Pétrels e del Parco Nazionale»

Ora che la stagione di accoppiamento e involo del petrello di Barau è terminate, la rete di volontari tira il primo bilancio del 2017: dal primo aprile al 21 maggio sono stati salvati e presi in carico più di 1.200 giovani petrelli, ma il bilancio definitivo verrà presentato durante la riunione finale 2017 dell’operazione “Nuits sans lumière”. Alla Réunion le notti senza luce, nate per mitigare gli effetti dell’illuminazione artificiale sui petrelli e sulle tartarughe marine che nidificano sulle spiagge dell’isola, vengono organizzate ogni anno dal Parc national de La Réunion insieme al Seor e con il sostegno del Conseil de la culture, de l’éducation et de l’environnement (Ccee), che spiegano: «Questa operazione ha l’obiettivo di sensibilizzare sull’inquinamento luminoso, sui suoi effetti negativi e sui mezzi per ridurlo». Ogni anno, un numero crescente di partner pubblici e privati si impegnano a spegnere l’illuminazione e in azioni di sensibilizzazione. Il Parc national de La Réunion sottolinea che «Per questa nona edizione, le Nuits sans Lumière sono state estese a 25 notti, dal 12 aprile al 6 maggio  2017, cioè 5 notti in più dell’anno scorso!»

La cosa sembra funzionare: petrlli di Barau adulti sono stati avvistati nel cello della Réunion a settembre, mentre i giovani salvati si involano per una lunga migrazione nell’Oceano Indiano.

Parco, Seor e Ccee sottolineano che «Le Nuits sans Lumière svelano la problematica dell’inquinamento luminoso, conseguenza dell’illuminazione inutile o mal orientata (diretta verso il cielo) che provocano molti danni al nostro ambiente e a noi stessi. Vengono proposte diverse iniziative e animazioni per comprendere meglio come un’illuminazione artificiale inadatta può nuocere agli uomini, agli ecosistemi e al pianeta. Le Nuits sans Lumière permettono di creare dei collegamenti e di mobilitare i réunionnais su una problematica d’interesse generale. L’inquinamento luminoso riguarda tutti. Insieme, possiamo cambiare, apprezzare le notti stellate, fare l’esperienza di una riduzione dell’illuminazione pubblica… e decidere di ridurre l’inquinamento luminoso a livello di isola per il nostro pianeta, il nostro ambiente e noi stessi. Le Nuits sans Lumière rivelano l’urgenza di proteggere il patrimonio naturale de La Réunion, riconosciuto come eccezionale dall’Unesco. Con un tasso di endemismo e di specie sull’orlo dell’estinzione record, è nostro dovere, d tutti, di preservare questo ecosistema unico al mondo».

L’opération des Nuits sans Lumière è stata avviata nel  2009 dal Ccee che ha affidato l’animazione del progetto al Parco Nazionale, istituito nel 2007, e alla Seor, partendo dalla constatazione che l’inquinamento luminoso nuoce all’involo dei giovani petrelli  ma anche agli uomini, agli insetti e alle tartarughe marine. Parco, Seor e Ccee  spiegano che «L’uomo subisce gli effetti nefasti della luce artificiale. La notte nera è essenziale al mantenimento del nostro ritmo biologico. Permette di attivare la produzione di melatonina, l’ormone del sonno. L’illuminazione mal orientate ha un impatto diretto sulla salute umana: modifica il nostro ritmo biologico naturale. Attualmente, più di 80 perturbazioni della salute sono riconosciute come  conseguenze di un’esposizione eccessiva all’illuminazione».

A La Réunion l’illuminazione pubblica rappresenta  il 58% del consumo di elettricità e intervenendo su potenza, orientamento e orari si potrebbe ridurlo del 30%. Alcuni Comuni  réunionnaises  spengono già le luci tutto l’anno dalle 22,00  alle 4 del mattino, con notevoli risparmi.

L’iniziativa –  Pou sov nout fouké in creolo – punta soprattutto a salvare I petrelli di Barau e i petrelli neri di Bourbon, uccelli endemici de La Réunion e in pericolo critico di estinzione:  le luci dei centri abitati li attirano e cadono al suolo, dove non sono più in grado di involarsi e diventano preda dei gatti randagi, dei ratti o muoiono di fame. Ma l’illuminazione artificiale ha effetti negativi  anche su altri endemismi dell’isola, come gli insetti, anche gli impollinatori, i pesci di acqua dolce, gli anfibi, i rettili e i pipistrelli. Insieme ai petrelli, gli animali più a rischio sono le tartarughe marine che prima venivano a depositare le uova sulle spiagge della Réunion e che ora si contano sulle dita di una mano. La colpa è ancora una volta dell’illuminazione pubblica mal orientata che ha sconvolto le abitudini di questi antichissimi rettili marini: gli adulti si rifiutano di deporre le uova su spiagge illuminate e i nuovi nati, guidati naturalmente dal riflesso della luna in mare, sono completamente disorientati dai lampioni accesi. Così si perdono, rischiano di morire disidratati e di essere vittime dei predatori. A  Kelonia, l’osservatorio delle tartarughe marine della Réunion, le   luci degli edifici e dei parcheggi sono sempre spente  oppure non sono visibili dal cielo o dalla spiaggia.

Parco, Seor e Ccee propongono alcune soluzioni sostenibili per diminuire l’inquinamento luminoso: «Utilizzare sistemi meno energivori (lampadine a basso consumo, LED); installare le lampade non troppo in alto e m non troppo in basso; limitare la durata dell’illuminazione (scegliendo delle fasce orarie in ci installare dei sensori di movimento); spegnere le insegne luminose; utilizzare un’illuminazione adatta secondo la frequentazione e gli orari»

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  • Nuits sans lumières - Sauvons les Petrels