La prima iniziativa delle “Guardiane della Terra” in occasione del Fertility day

La salute delle donne è il futuro del pianeta

Per tutelarne realmente salute e fertilità non si può prescindere dal dato ecologico, dall’impatto dell’inquinamento

[20 settembre 2016]

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In Italia l’infertilità colpisce il 15% delle coppie. A Taranto, tra le città più inquinate d’Europa, l’incidenza di tumori al collo dell’utero è dell’80% superiore rispetto alla media regionale di riferimento. In Europa si calcola che ogni anno si perdono 13 milioni di punti di QI, mentre si contano ben 59.300 casi aggiuntivi di ritardo mentale causati dall’esposizione del feto a pesticidi durante la gravidanza.

Questi sono solo alcuni dei dati che danno un’idea della gravità dell’effetto dell’inquinamento sulla salute delle persone, in particolare di donne e minori: per rispondere a questa emergenza è nata la campagna Le guardiane della Terra – La salute delle donne è il futuro del pianeta.

Lanciata con una conferenza stampa davanti al consultorio nel quartiere del Pigneto a Roma, la campagna vede insieme più di 50 organizzazioni sociali (tra cui Cospe onlus), associazioni, comitati, società scientifiche, centri studi e istituti di ricerca riunite nel Coordinamento donne salute ambiente, per promuovere campagne di informazione, sensibilizzazione, denuncia e pressione istituzionale per ottenere piena tutela del diritto fondamentale alla salute. In questo modo le “Guardiane della Terra” pongono l’attenzione sulla drammatica realtà del nostro Paese e chiedono che la salubrità ambientale e che la previsione di spazi di partecipazione e controllo sociale in ambito sanitario siano precondizioni per garantire piena tutela della salute.

L’inquinamento è infatti un dato da non sottovalutare: «Secondo l’Agenzia europea dell’ambiente in Italia si registrano ogni anno 84.400 decessi prematuri causati dall’inquinamento atmosferico, che aumenta il rischio di tumori, compromette lo sviluppo del feto e aumenta la possibilità che il bambino nasca con ritardi mentali – ci spiega Patrizia Gentilini del comitato scientifico Isde Italia (Medici per l’ambiente) – le evidenze scientifiche dimostrano ampiamente che le sostanze tossiche presenti nell’aria, nei cibi, nelle acque generano un aumento del rischio non solo di cancro o di patologie cardiovascolari, ma anche di numerose altre patologie pediatriche e non, tra cui sono in drammatico aumento diabete, infertilità, endocrinopatie, disturbi neurologici, cognitivi e comportamentali». Sempre più persone di fatto si ammalano e muoiono in Italia a causa della contaminazione ambientale cui sono esposte. Tra esse, moltissime sono donne, che a causa del degrado dell’ambiente in cui vivono vedono peggiorata la qualità della vita, compromessa la propria salute riproduttiva, messa in pericolo la vita dei loro bambini; in risposta a questa emergenza non vi sono però delle adeguate politiche di tutela della salute dalla contaminazione ambientale, violando così i diritti fondamentali di moltissime persone e di intere comunità.

Eppure dalle campagne governative sembra che tra i fattori che mettono a rischio la fertilità non viene fatta menzione del rischio ambientale. La ministra Lorenzin ha dichiarato nel “Manifesto per la salute della donna” che la salute della donna è un obiettivo strategico per il governo, e ha ribadito questo concetto con l’istituzione del “Fertility day” il 22 settembre 2016, che nelle intenzioni della ministra dovrebbe essere una giornata dedicata alla prevenzione di tutti quei fattori che potrebbero compromettere la salute riproduttiva. Ancora una volta da queste iniziative risulta che i fattori che mettono a rischio la fertilità e la salute delle donne siano legati solo agli stili di vita delle singole persone, e vi è una totale assenza dei danni causati dall’esposizione ad agenti ambientali; per tutelare realmente la salute delle donne e la loro fertilità non si può prescindere dal dato ecologico, e dall’impatto che l’inquinamento ha sulle donne e sui bambini.

Per questo le “Guardiane della Terra” hanno deciso di mostrare il loro dissenso, per essere protagoniste della propria salute e per orientare le politiche pubbliche i media e le istituzioni verso un deciso cambiamento nelle politiche a tutela della salute femminile, riproduttiva, neonatale e infantile.

La loro prima iniziativa sarà per ribadire che il “Fertility day” è in realtà un “Fertily fake”: il 22 settembre le “Guardiane della Terra”, insieme a molte altre realtà, si ritroveranno in molte piazze d’Italia, da Roma a Firenze, da Milano a Napoli armate di clessidre, cuscini e facce toste, sotto lo slogan “Siamo in attesa”. Perché, come ha spiegato Maria Di Pierri, del Cdca (Centro documentazione conflitti ambientali) «siamo in attesa: non ancora di figli, ma siamo in attesa di bonifiche, reddito, welfare, asili nido, lavoro, diritti».

Per info e adesioni: donneambientesalute@gmail.com

di Elena De Zan – Cospe, per greenreport.it