L’assalto del cemento alle coste del Molise: cancellati o modificati la metà dei km di costa

Goletta Verde: fortemente inquinati 2 punti su 3 campionati

[5 luglio 2013]

I risultati delle acque campionate dai biologi di Legambiente nel piccolo Molise non sono buoni: «Due prelievi su tre “fuorilegge”: evidenziano la presenza di scarichi non depurati adeguatamente con presenze di valori di escherichia coli e enterococchi intestinali al di sopra dei valori consentiti dalla normativa vigente».

Sotto accusa, come ormai ad ogni tappa della barca ambientalista in Adriatico, le foci dei fiumi, che «Dimostrano delle carenze depurative, risultato di un insufficiente trattamento dei reflui che interessano non solo la costa ma anche i comuni dell’entroterra. Ad essere giudicati “fortemente inquinati” sono i campionamenti effettuati a Termoli, alla foce del Canale Rio Vivo (Baia a sud), e alla foce del fiume Biferno, al confine tra il comune di Campomarino e Termoli».

Serena Carpentieri, responsabile di Goletta Verde, sottolinea ancora una volta che «Per quanto la nostra sia un’istantanea che non vuole sostituirsi ai monitoraggi ufficiali, siamo sorpresi nel constatare che le foci dei fiumi, che in genere sono interdette alla balneazione, siano, in questo caso, classificate come balneabili dal Portale delle Acque del ministero della salute. Chiediamo quindi che possano essere eseguiti dalle autorità preposte dei monitoraggi specifici e puntuali proprio alle foci dei fiumi che vengono classificati come balneabili. E lo chiediamo non solo per stimare l’entità del problema legato all’insufficiente depurazione dei reflui ma anche per spronare le istituzioni regionali e comunali, dalla costa all’entroterra, a prendere atto di un problema che deve essere risolto con prontezza e in maniera sinergica per garantire la tutela del mare, la salute dei bagnanti e l’economia turistica».

Ma in Molise più del rischio di contaminazione del mare preoccupa l’avanzare del cemento nella zona costiera. Secondo i dati presentati oggi da Goletta Verde: «Dal 1988 è stato trasformato irreversibilmente il 48% della costa e cancellati dall’avanzare del cemento ben 17 sui 35 chilometri totali di aree costiere. E il boom delle costruzioni non accenna a diminuire con il rischio di far scomparire per sempre le bellezze naturali della regione». Per questo Legambiente lancia la proposta di «Bloccare le espansioni degli strumenti edilizi e fissare un vincolo di inedificabilità assoluta per tutte le aree costiere ancora libere dall’edificato di almeno un chilometro dal mare».

Nel verde Molise negli ultimi anni c’è stata un’evidente accelerazione dell’avanzata del cemento sulla costa: «Sovrapponendo le foto satellitari è stato possibile misurare il consumo di costa negli anni tra il 1988 e il 2011: malgrado i vincoli imposti sia dalla legge “Galasso” che dal piano paesaggistico, sono “scomparsi” dieci chilometri di costa, cioè il 29% dell’area costiera. E l’avanzata delle seconde case ad aver trasformato paesaggi naturali e agricoli costieri. Ben 13,3 km risultano essere occupati da un costruito residenziale, fatto di residence e seconde case, soprattutto tra Montenero e Termoli, in un tratto lungo il quale la ferrovia passa molto vicina alla linea di costa. Solo 12 km di costa possono considerarsi ancora paesaggi agricoli, mentre i tratti di costa “integri” sono solo 6 km. Inoltre, oltre a nuove strutture turistiche nei pressi di Campomarino e Montenero, come opera infrastrutturale, si segnala la realizzazione del porticciolo a Campomarino Lido».

Pasquale Lollino, della segreteria regionale Legambiente Molise, ricorda che «I paesaggi costieri sono un patrimonio che la Regione Molise deve portare nel futuro, cambiando attenzioni e politiche nei confronti di una risorsa a rischio. a prospettiva da scongiurare è che litorali, baie e spiagge vengano progressivamente, anno dopo anno, divorati dal cemento. E’ assurdo che il paesaggio costiero, risorsa importante per una Regione come il Molise, non sia interessato in modo sostanziale da aree protette e aree sottoposte a vincoli. Anche perché i dati relativi al consumo di suolo negli ultimissimi decenni sono allarmanti e fanno pensare ad un progressivo aumento delle aree impermeabilizzate e occupate da nuove volumetrie, come sta avvenendo in particolar modo a nord di Termoli. I tratti che destano maggiore preoccupazione sono quelli compresi tra Termoli e Campomarino Lido e tra Montenero e Termoli sui quali si dovrà intervenire per introdurre soluzioni che tutelino e valorizzino la costa come risorsa naturale».

Da qui la proposta avanzata da Legambiente alla Regione: «Occorre aprire una nuova fase di attenzione al mare e alle coste molisane. Da un lato chiediamo che ci si adoperi affinché Regione e Comuni possano mettere in agenda la sfida di migliorare la depurazione. Dall’altro che vi sia una maggiore tutela delle aree ancora libere dall’urbanizzazione e da una nuova qualità dell’intervento sul patrimonio esistente – ha detto Manuela Cardarelli, vicepresidente di Legambiente Molise – Alla Regione chiediamo di fissare un vincolo di inedificabilità assoluta per tutte le aree costiere ancora libere dall’edificato di almeno 1 chilometro dal mare, attraverso l’approvazione di un piano paesaggistico che intervenga anche sui piani regolatori vigenti per stralciarne le previsioni edificatorie».