Le grandi navi inquinano: «Facciamo respirare il Mediterraneo». Analisi a Genova, Venezia e La Spezia

Cittadini per l’Aria e Nabu dichiarano guerra alle emissioni navali

[29 novembre 2016]

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L’Associazione Cittadini per l’Aria,  nata a Milano il primo aprile 2015, ha già all’attivo diverse iniziative de «si propone di contribuire a valutare e monitorare le politiche a livello nazionale e, ove possibile, locale, far sentire la propria voce nell’ambito di processi di regolazione e normazione anche attraverso, ove necessario, attività di tutela dell’aria in sede giurisdizionale. La missione è quella di rendere disponibili prospettive, soluzioni e strategie che siano basate sulle evidenze scientifiche, per dare ai cittadini la possibilità di fare e pretendere scelte consapevoli, alle associazioni di condividere strumenti e unire forze, e alle società e alle amministrazioni di trasformare il modo in cui guardano e affrontano il tema della qualità dell’aria nelle loro scelte quotidiane».

E’ partendo da questi impegni  che, dopo le città portuali di Genova e Venezia,   l’associazione ha scelto  La  Spezia per  il suo progetto “Facciamo respirare il Mediterraneo” che sta portando avanti da  agosto con la Ong tedesca NABU  per «stimolare le istituzioni italiane affinché pianifichino l’implementazione di misure aggiuntive per ridurre le emissioni in atmosfera».

In Italia, l’iniziativa punta a coinvolgere Autorità Portuali, Capitanerie di Porto, Aree marine protette, Comuni, Regioni,  e «si propone di ottenere dagli stati membri europei che affacciano sul Mediterraneo la designazione delle loro acque nazionali e l’intero Mediterraneo quale “Zona controllata per le emissioni di Zolfo” (SECA – Sulphur Emission Control Area), stabilendo un contenuto di zolfo limitato per i carburanti delle navi».  Infatti, oltre l’Italia, sono coinvolte Grecia, Spagna, Francia e  Malta.

Secondo  Cittadini per l’Aria, «L’attività dei mesi scorsi ha agito come stimolo per altri soggetti che sulle orme del progetto si sono a loro volta mobilitati» e fanno l’esempio dell’iniziativa del Comitato di cittadini SpeziaViaDalCarbone che alla Spezia ha analizzato i dati di una centralina di rilevamento di Arpal iadiacente alla banchina di attracco delle navi da crociera: «La scheda pubblicata evidenzia una stretta correlazione tra la sosta delle navi da crociera e l’innalzamento dei picchi di inquinamento atmosferico. In seguito alla denuncia del Comitato, Arpal, il Comune della Spezia e la Capitaneria di Porto si sono attivati per mettere in atto nuovi e più stringenti controlli».

Campagne di monitoraggio delle emissioni sono state condotte finora a Genova, Venezia e La Spezia e ne verranno effettuate altre su tutto il territorio nazionale. I dati riscontrati dai controlli effettuati in queste tre città, sono una fotografia chiara di quanto il passaggio delle navi comporti un grave innalzamento del livello di inquinamento atmosferico.

La presidente di Cittadini per l’Aria, Anna Gerometta, sottolinea che «Già dallo scorso mese di agosto Cittadini per l’Aria ha organizzato diversi incontri con l’Autorità Portuale e la Capitaneria di Porto della Spezia,  le quali hanno condiviso la nostra proposta di utilizzare combustibili con contenuto di zolfo inferiore a 0,1% ben prima dell’ormeggio (come previsto dalla normativa vigente) e ben fuori dal Golfo della Spezia. Possiamo dirci orgogliosi e soddisfatti che il nostro lavoro, appena iniziato, funga da motore per iniziative analoghe da parte di altri enti e associazioni, che si schierano al nostro fianco in questa battaglia ambientale di fondamentale importanza per la salute di ognuno di noi».