Le luci bianche e azzurre sono le più dannose per la fauna selvatica

Un nuovo strumento per proteggere gli animali selvatici dalla luce artificiale

[21 giugno 2018]

La notte le grandi città e le aree industriale emettono così tanta luce che vista dallo spazio la Terra sembra una palla in gran parte brillante e i ricercatori hanno studiato diverse specie animali in tutto il mondo per determinare come l’intensità dei diversi sistemi di illuminazione, compresi i LED, ha effetti sulla vita selvatica. Lo studio “Rapid assessment of lamp spectrum to quantify ecological effects of light at night” da poco pubblicato sul  Journal of Experimental Zoology Part A: Ecological and Integrative Physiology, da un team di ricercatori statunitensi e spagnoli si è concentrato su insetti, tartarughe marine, almoni e uccelli marini.

Uno degli autori dello studio, lo spagnolo Airam Rodriguez dell’Estación Biológica de Doñana, spiega che «I sistemi di illuminazione dei nostri ambienti esterni stanno cambiando rapidamente e lo fanno in modi che possono influenzare la vita delle specie selvatiche. I gestori di questi cambiamenti non hanno informazioni per decidere quale sistema di illuminazione implementare».

Il team di ricercatori ha sviluppato un nuovo metodo per esaminare le condizioni di varie fonti di illuminazione che verranno aggiornate come nuove tecnologie e ha realizzato nuovi studi su più animali. All’Estación Biológica de Doñana sono convinti che «Questo nuovo database consentirà ai legislatori di selezionare un’illuminazione che corrisponda ai bisogni degli esseri umani e a quelli della natura».

Gli scienziati hanno passato anni a studiare come la luminosità e la direzione della luce influiscano sulla fauna selvatica, comprese le migrazioni, l’attrazione, le relazioni predatore-preda e i ritmi circadiani. Questo studio si basa su questi dati e fornisce uno strumento per valutare in che modo luci ormai diffuse come i LED influiscono sulle specie selvatiche e dicono che «I nuovi dati contribuiranno a ridurre l’impatto della luce artificiale sulla fauna selvatica, aiutando i gestoria valutare quale tipo di luce è meno dannosa per ogni gruppo di specie in particolare».

Il principale autore dello studio Travis Longcore, un ecologo urbano dell’University of Southern California – Los Angeles, sottolinea che «I LED stanno arrivando e le persone li useranno e, se non d forniamo loro una guida ora, resteremo bloccati in  approccio particolare fino a quando dureranno le lampade», il che potrebbe essere davvero molto a lungo.

Il    nuovo strumento online per valutare l’impatto ecologico di diverse luci commercialmente disponibili punta proprio ad «aiutare gli sviluppatori, i progettisti e i responsabili politici a scegliere  colori dell’illuminazione compatibili con la vita selvatica», lo strumento assegna a ciascuna luce un punteggio calcolato incrociando le caratteristiche dello spettro con la ricerca sulla sensibilità degli animali a quella luce. «Per esempio – dicono i ricercatori statunitensi – un LED Soraa Vivid ha più del doppio degli impatti della fauna selvatica previsti di un LED Amber PC di Cree e si avvicina agli stessi effetti che ci si aspetterebbe dalla stessa luminosità della luce diurna».

Intanto lo strumento online funziona per  gli animali per i quali esistono dati consolidati sulla loro risposta alla luce: insetti, tartarughe marine, salmoni e berte, e Longcore spiega ancora: «In generale, è sufficiente fornire una stima empirica per gli animali e poiché altri ricercatori aggiungono dati su altre specie al database, diventeranno sempre più completi. Lo stesso vale per l’illuminazione: al momento sono inclusi 25 tipi comuni e quel numero si espanderà man mano che le persone aggiungeranno nuove luci. Il nostro contributo è quello di dire: ne abbiamo bisogno. Ecco come farlo: i passaggi tecnici, il linguaggio e i primi risultati, Si può scaricare quello che abbiamo fatto, aggiungere le  vostre curve e specie e lampade, o condividerle con noi».

I ricercatori sperano che questo sarà sufficiente a indirizzare le persone a scegliere le luci giuste e i pianificatori a redigere regolamenti efficienti e sostenibili per l’illuminazione cittadina che spesso non esistono.

Anche nella città di Longcore, Los Angeles, sono stati installati oltre 140.000 lampioni a LED senza tenere in nessuna considerazione il loro impatto sulla fauna selvatica. A volte i regolamenti sono superati dagli sviluppi tecnologici: i ricercatori fanno notare che «In Florida, le luci sulle nuove costruzioni costiere erano destinate ad essere rispettose delle tartarughe, ma in realtà proibiscono l’utilizzo di lampade che funzionerebbero molto meglio di quelle consentite ora».

Forse, in un mondo ideale, in natura ci sarebbe pochissima luce artificiale, ma dato che ce n’è anche troppa, dovremmo renderla più innocua possibile. Il nuovo studio e il nuovo strumento possono solo aiutarci a farlo.