Gli sversamenti di petrolio fanno bene a uccelli, pesci ed economia. Parola di industria petrolifera

Gli ambientalisti: «Argomenti disperati per minimizzare il rischio del terminal petrolifero sul fiume Columbia»

[19 luglio 2016]

BP Golfo

Durante le recenti audizioni dell’Energy Facility Site Evaluation Council (Efsec) dello Stato Usa di  Washington è stato discusso il progetto Tesoro-Savage terminal per i treni che trasportano greggio che potrebbe essere realizzato a Vancouver – Washington e che, se approvato, sarebbe il più grande impianto oil-by-rail statunitense visto che prevede la gestione di 360.000 barili di greggio al giorno. Un progetto che aumenterebbe notevolmente il numero di treni petroliferi  che passano attraverso lo Stato di  Washington. di 155 treni in  più a settimana. Un aumento del traffico petrolifero e delle possibilità di deragliamenti  molto temuto dagli ambientalisti, e a ragione, visto che gli incidenti dei tran i che trasportano petrolio sono all’ordine del giorno e che l’ultimo è avvenuto a giugno, quando un treno Union Pacific carico di greggio è deragliato alle porte di Mosier, una città dell’Oregon, sversando 42.000 galloni di petrolio vicino al fiume Columbia.

Le udienze dell’Efsc continueranno fino al 29 luglio, dopo le audizioni, la commissione presenterà una raccomandazione al governatore Washington, il democratico Jay Inslee, per approvare, dare un sì condizionato o bocciare il progetto. Ma durante le prime audizioni della Efsecs è successo qualcosa di abbastanza incredibile: i rappresentanti della Vancouver Energy, la joint venture tra Tesoro Corp e Savage Cos che ha proposto il Tesoro-Savage terminal, hanno detto che gli sversamenti di petrolio non sono poi così male per l’ambiente. Todd Schatzki, vice presidente del di Analysis Group, il gruppo di consulenza che ha pubblicato un rapporto economico  sul terminal petrolifero commissionato da Tesoro Savage, ha scritto. «Il Draft Environmental Impact Statement  identifica molti impatti economici derivanti da un incidente associato alle operazioni del progetto, ma non riesce a riconoscere l’attività economica che verrebbe generata dalla risposta allo sversamento. Quando si verifica una fuoriuscita, si attuano nuove attività economiche per ripulire le ree contaminate, per bonificare nelle proprietà interessate e per  fornire attrezzature per le attività di pulizia. Le prove aneddotiche di recenti fuoriuscite suggeriscono che tale attività possa essere potenzialmente ampia». Insomma, le maree nere muovono il Pil.

La testimonianza scritta di Schatzki all’ Efsec  fa anche riferimenti alle maree nere di Santa Barbara e del Giolfo del Messico. Secondo lui, la fuoriuscita di petrolio a Santa Barbara ha creato circa 700 posti di lavoro temporanei per le operazioni di bonifica, mentre la marea nera della Deepwater Horizon nel Golfo del Messico ha creato 25.000 posti di lavoro temporanei. Ma Schatzki non dice che la BP ha dovuto pagare più dio 10 miliardi di dollari di danni per risarcire le perdite economiche causate dal più grande disastro ambientale della storia Usa, mentre l’Economic forecast director  della California dice che lo sversamento petrolifero del 2015 a Santa Barbara costerebbe alla contea 155 posti di lavoro e 74 milioni di dollari di danni alle attività economiche.

Secondo un rapporto dell’ufficio del procuratore generale di Washington, nella regione del Columbia River gli impatti di uno sversamento petrolifero potrebbero essere altrettanto economicamente devastanti: più di 170 milioni di dollari solo di danni ambientali. Ma Schatzki ha sostenuto che una fuoriuscita di petrolio non avrebbe necessariamente avere un grande impatto sulla pesca commerciale e sportiva. Il fiume Columbia, al confine tra Oregon e Washington, che sarebbe costeggiato dal percorso dei treni del petrolio, è una delle maggiori z aree di pesca per entrambi gli Stati: nel 2015 il salmone pescato nel Columbia River salmone ha fruttato 1,55 milioni di dollari, Schatzki  però ha detto che i pescatori potrebbero semplicemente evitare le zone dove si verificherà una marea nera, andando a pescare altrove, ma poi, di fronte alle contestazioni di pescatori e ambientalisti, ha ammesso di non aver analizzato approfonditamente le attività di pesca all’interno del Columbia River.

Ma non è finita: il 7 luglio un altro esperto legato alla Tesoro-Savage, Gregory Challenger, ha sostenuto che gli sversamenti di greggio potrebbero addirittura costituire un beneficio per i pesci e la fauna selvatica. Challenger, che ha lavorato per la Vancouver Energy per analizzare i possibili impatti e le risposte in caso di un grave incidente al terminal petrolifero e lungo la linea ferroviaria, ha detto all’ Efsec che «Quando le fuoriuscite di petrolio causano la chiusura di determinate attività di pesca o delle stagioni venatorie, sono un beneficio per gli animali. Una fuoriuscita di petrolio non è una buona cosa. La chiusura della pesca è una buona cosa. Se non si uccide mezzo milione di pesci e tutti nuotare a monte per deporre le uova, si stia che più pesci diventeranno adulti» e si è lamentato perché ai responsabili degli sversamenti petroliferi non viene riconosciuto questo beneficio ambientale.

Per dimostrare la giustezza del suo convincimento, Challenger ha riportato i dati del National marine fisheries service che dimostrerebbero che il 2011, l’anno dopo la marea nera dellla Deepwater Horizon, è stato un anno record per la pesca di frutti di mare nel Golfo del Messico. Ma Shiva Polefka, analista del programma ocean policy  del Center for American Progress, invita alla prudenza prima di fare affermazioni di questo tipo e ricorda che dopo la marea nera della Exxon Valdez nel 1989, i ricercatori hanno scoperto che il greggio aveva “inzuppato” le spiagge rocciose e che ha continuato per anni composti tossici che hanno avuto effetti negativi a lungo termine sulle popolazioni di salmone e aringhe. «I tagli alla pesca hanno benefici per i pesci? Assolutamente . dice Polefka – E’ abbastanza per mitigare in ogni caso gli effetti orribili delle grandi fuoriuscite? Assolutamente no».

Durante la sua testimonianza all’Efsec, Challenger anche portato l’esempio del disastro petrolifero Athos 1, che nel 2004 ha scaricato 264.000 di greggio nel fiume Delaware e che secondo lui ha avuto l’effetto benefico di provocare la chiusura anticipata della stagione di caccia all’anatra nel fiume e della caccia in generale in tutta l’area interessata. Challenger calcola che «Si stima che ci siano stati 3.000 uccelli colpiti dal petrolio, e 13.000 uccelli non uccisi dai cacciatori, grazie al periodo di divieto. Non riceviamo alcun credito per questo, ma è difficile negare che è per gli uccelli è un bene non venire colpiti».

Ma la National Oceanic and Atmospheric Administration fa notare che ad essere particolarmente vulnerabili alle maree nere sono gli uccelli marini, che non vengono cacciati, e gli ambientalisti e le associazioni e le comunità locali, passato il primo momento di incredulità per quanto dichiarato da Schatzki e Challenger, hanno detto che i pareri delle compagnie petrolifere sono privi di ogni fondamento.

Dan Serres, direttore per la conservazione dell’Ong Columbia Riverkeeper, ha detto a  ThinkProgress: «Vediamo Tesoro spostarsi verso questi argomenti più disperati per cercare di minimizzare il rischio del progetto. E’ difficile immaginare che l’Efsc farà sua l’affermazione che gli sversamenti di petrolio rappresentano qualcosa di diverso da un grave rischio per l’estuario del Columbia River».