Lombardia, tassa anti-rumore aeroportuale: la Regione fa la legge e poi l’aggira

[24 giugno 2013]

La legge della Regione Lombardia 13/2011 “norme in materia di inquinamento acustico” prevede un’imposta sulle emissioni sonore degli aeromobili (Iresa), che quest’anno l’Amministrazione ha deciso di sospendere dando una mano alle compagnie aeree a scapito della tutela della salute dei cittadini. Quindi, ad oggi il tributo non è mai entrato in vigore rendendo così inapplicata la direttiva europea che prevede la mappatura delle aree più rumorose limitrofe ai sedimi aeroportuali e il finanziamento di interventi di mitigazione (doppi vetri per scuole, ospedali, abitazioni ed impianti di climatizzazione) per le popolazioni più esposte all’inquinamento acustico.

«La crisi incombe ma la Regione decide di privarsi di circa 3,7 milioni di euro che potrebbero essere usati ogni anno per il benessere dei cittadini che vivono nei pressi degli scali lombardi, e tutto per fare un favore alle società che gestiscono gli aeroporti», ha dichiarato Legambiente Lombardia che oggi ha scritto ai consiglieri regionali, agli assessori all’Ambiente e alle Infrastrutture di Piazza Città d’Italia per chiedere di rivedere la delibera.

Infatti la tassa di scopo, prevista a carico delle compagnie aeree, dovrebbe trasformarsi in interventi concreti di isolamento termoacustico di residenze e edifici pubblici, fornendo un apprezzabile contributo alle imprese locali attive nel settore delle ristrutturazioni edili, limitando così l’impatto sul territorio del traffico aereo degli scali lombardi: per il 2012, le fonti di rumore sono state quelle di 174.000 decolli a Malpensa, 120.000 a Linate, 74.000 a Orio al Serio e circa 9.000 a Montichiari.

«Per questi motivi abbiamo scritto ai consiglieri e agli assessori regionali per chiedere di mantenere l’entrata in vigore della tassa sul rumore, assicurando il vincolo integrale di destinazione delle risorse per gli interventi di mitigazione acustica nei pressi degli aeroporti – hanno dichiarato Damiano Di Simine, presidente Legambiente Lombardia e Dario Balotta, responsabile Trasporti Legambiente Lombardia – Questa tassa di scopo, prevista a carico delle compagnie aeree operanti in Lombardia, porterebbe in cassa soldi che potrebbero essere immediatamente usati per colmare il grave ritardo degli interventi di mitigazione ambientale e le gravi problematiche connesse alle aree circostanti degli scali lombardi, portando benefici a oltre 2-300 famiglie l’anno. Siamo convinti che, sul modello di quanto avviene negli scali del nord-Europa, la competitività passi anche attraverso l’accettazione sociale che deriva dalla riduzione degli impatti imposti alle popolazioni, aspetto decisamente trascurato nella gestione aeroportuale in Lombardia».

In Lombardia e non solo, potremmo aggiungere, pensando a quanto avviene a Firenze. Al solito in Italia le buone norme difettano poi negli aspetti applicativi anche perché la politica, “sensibile” alle lobby economiche, trova il modo di aggirarle.