Marevivo a Trump e Kim: «Non bombardate l’oceano!»

Mangeremo tonno nucleare? Possibile che qualcosa sia ritenuta lesiva solo se colpisce direttamente la nostra specie?

[27 settembre 2017]

La Corea del Nord minaccia il resto del mondo. I suoi missili possono arrivare lontano, fino in Usa, e possiede la bomba atomica. Per il momento non è chiaro se i missili possano trasportare ordigni nucleari, ma Kim Jong-un, il leader supremo nord coreano, sta pianificando un’esplosione atomica nel Pacifico. Tanto per mostrare la veridicità della propria potenza.

C’è preoccupazione per le sorti del mondo, anche se è improbabile che si arrivi all’olocausto nucleare. Ma potremmo arrivare alle “dimostrazioni”.

Gli scenari proposti dalle possibili imprese di Kim hanno implicazioni totalmente incentrate sulla geopolitica. Grande preoccupazione – e giustamente – per gli Stati che potrebbero essere colpiti. Nessunissima preoccupazione per… l’Oceano! Conta solo ed esclusivamente l’uomo.

Non esiste nulla di più distruttivo di una bomba atomica. Gli effetti a breve, medio e lungo termine sono devastanti per noi.  Gli Usa compirono 6 esperimenti nucleari nell’atollo Enewetak, nelle isole Marshall, in Pacifico, dal 1948 al  1958 e in seguito cercarono di “ripulire” l’atollo. Le stime sono che l’atollo potrà essere completamente disponibile alla presenza umana per il 2026. E il resto della vita marina?

L’associazione Marevivo, attraverso le parole del suo vicepresidente Ferdinando Boero, denuncia: «Il mondo si preoccupa per la plastica in mare e si commuove a vedere poveri animali intrappolati dai detriti di grandi dimensioni o avvelenati dalle microplastiche. E’ una giusta battaglia: Marevivo è impegnata anche per ottenere l’approvazione di leggi che proibiscano le microplastiche nei cosmetici, visto che poi finiscono in mare. Però, corriamo il rischio che l’impatto ambientale dei bastoncini per le orecchie sia percepito come più grave di esplosioni atomiche “sperimentali”! Non ci sono forti dichiarazioni ufficiali in difesa dell’Oceano Pacifico. Se le esplosioni di Kim avvenissero nelle acque territoriali di un qualche Paese, si denuncerebbe l’attacco a quel Paese. Ma se le esplosioni avvengono “lontano” da acque territoriali, allora non ci sono problemi diretti, a parte le implicazioni geopolitiche? E le implicazioni ambientali? –  continua Boero – Non è importante, ora, considerare se la contaminazione possa passare dall’oceano a noi. Moltissimo del tonno in scatola venduto in Italia viene dal Pacifico, tanto per capire. Mangeremo tonno nucleare? Possibile che qualcosa sia ritenuta lesiva solo se colpisce direttamente la nostra specie? La colpirà comunque, vista la persistenza delle conseguenze di esplosioni nucleari: gli effetti arriveranno fino a noi, magari in scatola. Ma non è questo ad essere importante, ora».

Marevivo propone di inserire nelle Dichiarazioni sulle conseguenze delle minacce di Kim anche e in primo luogo l’impatto sull’Oceano. Si parla sempre più spesso di diritti della Natura. Molte Costituzioni, non la nostra, hanno la Natura citata nei valori fondamentali. Ma nessuno si alza, magari alle Nazioni Unite, per dire che è un abominio bombardare con ordigni nucleari l’Oceano Pacifico. L’Oceano ha diritto di non essere bombardato!

di Marevivo