La metamorfosi degli insetti e le sostanze inquinanti: cosa finisce nei nostri piatti

[8 settembre 2014]

Gli insetti sono parte integrante della maggior parte delle catene alimentari di  acqua dolce e  terrestri, ma accumulano anche  inquinanti ambientali, diventando così vettori di contaminanti che minacciano la riproduzione, lo sviluppo e la sopravvivenza dei loro consumatori, fino ad arrivare agli esseri umani.  Proprio di questo si occupa lo studio  “Metamorphosis Alters Contaminants and Chemical Tracers in Insects: Implications for Food Webs”  pubblicato da un team di scienziati dell’ U.S. Geological Survey (Usgs)  che si occupa in particolar modo della metamorfosi da larve ad adulto che può causare grandi cambiamenti chimici nel insetti, «Alterando le concentrazioni di agenti contaminanti ed il frazionamento dei traccianti chimici utilizzati per stabilire la biomagnificazione dei contaminanti nelle reti alimentari». La biomagnificazione o bioamplificazione è il processo di bioaccumulo di sostanze tossiche e nocive negli esseri viventi. Quindi, anche se la regolazione metabolica dei contaminanti prevede, in generale, che i contaminanti vengano  escreti o concentrati negli insetti durante la metamorfosi, ci sono inquinanti che aumentano lungo la  catena alimentare tendono ad essere mantenuti e concentrati durante la metamorfosi. . «Eppure –  dicono i ricercatori statunitensi – Non esiste un quadro per la previsione e la gestione di questi effetti». Per questo hanno analizzato i dati provenienti da 39 studi di 68 analiti (isotopi stabili e contaminanti) ed hanno trovato che «Gli effetti della metamorfosi variavano notevolmente».

Si tratta del primo studio che fa una sintesi dei modelli generali e delle variazioni nel trasferimento di contaminante nel corso di un grande cambiamento evolutivo e di habitat, come dell’acqua alla terra o dal sottosuolo all’aria aperta, in animali con cicli di vita complessi, così come è il primo elenco degli effetti della metamorfosi sui traccianti isotopici utilizzati per stimare la struttura della rete alimentare.

La leader del team di ricercatori, Johanna Kraus del Fort Collins Science Center dell’Usgs, riassume così questo importante studio: «La maggior parte dei metalli vanno persi durante la metamorfosi e sono in concentrazioni più elevate nelle larve che gli adulti. Contaminanti, quali i bifenili policlorurati (Pcb) vengono mantenuti durante la metamorfosi e sono in concentrazioni più elevate negli adulti che nelle larve. Il risultato è che gli animali che si nutrono di insetti, come i pipistrelli, gli uccelli ed i pesci possono essere esposti a concentrazioni di contaminanti maggiori a seconda dei contaminanti e se stanno mangiando larve o adulti di insetti».

La conclusione è che sia gli studi sulle reti alimentari che le strategie di gestione e mitigazione dei contaminanti devono prendere in considerazione come la metamorfosi influenza il movimento di materia tra gli habitat e degli ecosistemi, con particolare riguardo ai  collegamenti tra quelli acquatici e terrestri. Risultati che hanno enormi implicazioni  sulla gestione e lo studio della diffusione, sia nello spazio che nel tempo, dei contaminanti e dei loro effetti sulla rete trofica attraverso i confini degli ecosistemi.