Multe milionarie a due industrie automobilistiche cinesi per aver violato i regolamenti ambientali

Migliora la qualità dell’aria a Pechino e Tianjin

[10 gennaio 2018]

Le autorità ambientali cinesi hanno annunciato di aver sanzionato due industrie automobilistiche nella provincia orientale dello Shandong  che non rispettavano le norme sulle emissioni,

L’agenzia ufficiale cinese Xinhua scrive che, secondo il ministero della protezione dell’ambiente, «Otto camion leggeri funzionanti a diesel, prodotti dalla Shandong Kama Automobile Manufacturing Co., hanno d superato i limiti delle emissioni e 318 camion pesanti a diesel avevevano degli equipaggiamenti di controllo dell’inquinamento mediocri. Queste imprese sono state richiamate a rimediare ai problemi e hanno ricevuto un’ammenda  di 31,7 milioni di yuan (circa 4,9 milioni di dollari). Per delle infrazioni simili, la Shandong Tangjun Ouling Automobile Manufacture Co.ha subito un’ammenda da 7 milioni di yuan per aver prodotto 109 camion leggeri funzionanti a diesel che non rispettavano le norme».

In cina le emissioni del traffico rappresentano una delle maggiori fonti di inquinamento atmosferico  e a dicembre un nuovo regolamento ha fissato i limiti delle emissioni di monossido di carbonio, idrocarburi, ossido di azoto e particolato per i nuovi veicoli. Inoltre la Cina ha lanciato una campagna nazionale quinquennale per migliorare la qualità dell’aria adottando misure come la chiusura di fabbriche, la limitazione del numero di auto e la sostituzione del carbone con delle “energie pulite”.

Sforzi che stanno cominciando a dare i primi frutti, visto che oggi la municipalità di Tianjin, spesso soffocata dallo smog,  ha detto che dopo una lotta durata 5 anni contro l’inquinamento atmosferico, ha registrato la migliore qualità dell’aria degli ultimi tempi.

Tianjin, una metropoli portuale città che fa parte della gigantesca conurbazione Pechino-Tianjin-Hebei, nel 2017 ha avuto 209 giorni di buona qualità dell’aria, 64 giorni in più  che nel 2013, mentre i giorni con un inquinamento grave sono passati dai 49 del 2013 ai 23 del 2017.

A Tianjin nel 2017 la densità di PM2,5 è stata di  62 microgrammi per metro cubo, il livello più basso in 5 anni e la città ha anche registrato miglioramenti per quanto riguarda la densità degli altri principali inquinanti, con un livello di anidride solforosa in calo di ben il 72,9% rispetto al  2013, anno in cui la municipalità ha cominciato ad applicare delle misure di controllo dell’inquinamento , comde la rottamazione delle caldaie a carbone.

Buone notizie arrivano anche dalla capitale Pechino, dove oggi il ministero della protezione ambientale ha annunciato che «La concentrazione dei principali inquinanti atmosferici ha conosciuto un calo marcato nell’ultimo trimestre del 2017 grazie a un insieme di misure destinate a migliorare la qualità dell’aria».

In un anno, a Pechino nel periodo ottobre – dicembre il livello di PM2,5 è calato del 53,8%, mentre a dicembre è calato addirittura del 70% rispetto al dicembre 2016.

Il piano per la lotta all’inquinamento dell’aria pubblicato dal Consigli degli affari di Stato (il governo cinese) nel settembre 2013 ordinava di ridurre la densità di PM2,5 a Pechino dai 90 microgrammi per m3  del 2013 a almeno  60 microgrammi a fine 2017. Obiettivo ufficialmente centrato, visto che secondo il ministero «Nel 2017 la densità media di PM2,5 a Pechino ha raggiunto i 58 microgrammi per m3 e en 2017 grazie a dei controlli anti-inquinamento efficaci che comprendono la demolizione delle caldaie a carbone e il divieto dei veicoli con alti livelli di emissioni».

Secondo il comunicato del ministero della protezione ambientale, sono stati realizzati controlli in 28  città dove nel quarto trimestre del 2017 è stato constatato un calo di PM2,5 del 34,3%. A Shijiazhuang, il capoluogo della provincia dellHebei, è stato raggiunto il risultato migliore  con una riduzione del particolato atmosferico del  54,8%.

Xinhua dice che nei prossimi giorni le cose potrebbero andare ancora meglio: «Un’aria pura è attesa  durante il gennaio corrente nel nord della Cina, e in particolare nella regione Pechino-Tianjin-Hebei, grazie a un potente fronte freddo». Ma l’agenzia stampa governativa avverte che «Queste zone potrebbero conoscere un deterioramento della qualità dell’aria a fine gennaio a causa di condizioni meteorologiche sfavorevoli».