Neonicotinoidi, il governo britannico cambia idea: sì al bando

Il Segretario all’ambiente Gove: effetti su api e altri impollinatori. Ma conferma il sì al glifosato

[10 novembre 2017]

Anche le restrizioni Ue sui pesticidi neonicotinoidi – giudicate troppo rigide o ingiustificate da una parte degli agricoltori britannici – erano entrate nella campagna referendaria per la Brexit, ma a quanto pare il governo conservatore ha cambiato idea anche su questo: Il segretario all’ambiente e agli affari rurali ha annunciato che «Restrizioni più severe sui pesticidi neonicotinoidi sono giustificate dal crescente peso delle prove scientifiche che sono dannosi  per le api e altri impollinatori» e che quindi «Il Regno Unito supporta ulteriori restrizioni all’uso di questi pesticidi. A meno non cambino le evidenze scientifiche, il governo manterrà post-Brexit questo incremento delle restrizioni aumentate».

La dichiarazione di Gove arriva dopo il parere dell’UK Expert Committee on Pesticides del governo  che ha affermato che «Ora le prove scientifiche evidenziano i rischi ambientali posti dai neonicotinoidi, in particolare per le nostre api e gli impollinatori, maggiori di quanto avessimo già compreso, sostenendo il caso di ulteriori restrizioni». Lo studio stima che il miglioramento della produttività  delle  colture grazie alla salvaguardia accresciuta delle 1.500 specie di impollinatori del Regno Unito valga da 400 a 680 milioni di sterline all’anno.

Gove ha dichiarato: «Ho dimostrato la nostra visione per una Green Brexit nella quale gli standard ambientali non solo sono mantenuti ma migliorati. Sono sempre stato chiaro sul che su questo argomento sarò guidato dalla scienza. Il peso delle prove ora mostra i rischi che i neonicotinoidi pongono al nostro ambiente, in particolare alle api e agli altri impollinatori che svolgono una parte tanto fondamentale nell’industria alimentare da 100 miliardi di sterline, è maggiore di quanto precedentemente si credeva. Ritengo che questo giustifichi ulteriori restrizioni al loro utilizzo. Non possiamo permetterci di mettere in pericolo le nostre popolazioni di impollinatori. Riconosco l’impatto che ulteriori restrizioni avranno sugli agricoltori e sono ansioso di lavorare con loro per esplorare approcci alternativi, sia adesso che quando progetteremo una nuova politica agricola fuori dall’Unione europea».

Dal dicembre 2013 l’Ue ha vietato l’uso di tre neonicotinoidi:  Clothianidin, Imidacloprid e Thiamethoxam, su una serie di colture che attraggono le api, come la colza. La Commissione europea ha proposto di limitare l’utilizzo degli stessi tre neonicotinoidi solo alle piante coltivate in serra. Attualmente, il loro uso è vietato per colza, le semine primaverili e sui cereali invernali, ma possono essere utilizzati per il trattamento delle  barbabietole da zucchero e per trattamenti delle sementi per i cereali invernali. Gove spiega che «Se questa proposta venisse adottata, il Regno Unito avrebbe il diritto di prendere in considerazione le autorizzazioni di emergenza. Lo faremmo solo in circostanze eccezionali, dove esiste una reale necessità per i prodotti e il rischio per le api e gli altri impollinatori è abbastanza basso«.

Il consigliere scientifico del Department for environment, food & rural affairs (Defra), Ian Boyd, evidenzia che «La questione importante è se l’uso di neonicotinoidi provoca effetti nocivi sulle popolazioni di api e di altri impollinatori nel loro complesso. Recenti esperimenti sul campo hanno suggerito che questi effetti potrebbero esistere. In combinazione con l’osservazione di un uso diffuso e crescente di questi prodotti chimici, le prove disponibili giustificano l’adozione di ulteriori misure per limitare l’uso dei neonicotinoidi».

Il DEfra ha anche pubblicato  un aggiornamento sulla sua  National Pollinator Strategy,  che mostra «progressi incoraggianti sui suoi obiettivi per rendere le fattorie, le città, i paesi e la  campagna posti migliori per le nostre api e gli impollinatori». La strategia è stata avviata nel 2014, dopo una ricerca indipendente che aveva dimostrato un calo complessivo della biodiversità degli uccelli selvatici del Regno Unito negli ultimi 50 anni  e efinisce un piano collaborativo per migliorare lo stato delle api e altri impollinatori e riconosce i pesticidi come una delle minacce principali per le loro popolazioni.

Il governo britannico assicura che «continuerà a lavorare con partner come Friends of the Earth, British Beekeepers Association e Kew Gardens  per presentare una strategia ambiziosa».

La decisione del governo conservatore appoggiato dagli unionisti nordirlandesi arriva in un momento di crescente preoccupazione per il forte calo del numero di insetti nelle campagne, ma Gove ha confermato alla BBC che si opporrebbe al tentativo dell’Unione europea di limitare l’uso dell’erbicida glifosato  che molti scienziati e le associazioni ambientaliste definiscono potenzialmente dannoso per gli esseri umani.

La British Beekeepers Association (Bbka) è soddisfatta e ricorda  che «ha sostenuto che la politica sia del Regno Unito che dell’Unione europea dovrebbe essere guidata da una sana scienza. E’ incoraggiante  notare che le osservazioni di Gove si basano sulla consulenza aggiornata del dell’UK Expert Committee on Pesticides (Ecp), rilasciata ieri che ha concluso che: L’esposizione ai neonicotinoidi  sul campo può avere un effetto inaccettabile sulla salute delle api; Tali effetti inaccettabili si verificano a livello territoriale e lungo le stagioni: Questi pesticidi neonicotinoidi sono relativamente persistenti nell’ambiente e possono trovarsi in piante non-target sulle quali si foraggiano le api: Le api selvatiche (bombi e api solitarie) sono influenzate negativamente dall’esposizione ai residui di neonicotinoidi in tutto il territorio«.

La posizione della Bbka continua ad essere quella «che, finché non ci siano prove scientifiche indipendenti convincenti che i pesticidi neonicotinoidi non sono dannosi per le api, la Bbka sosterrà la continuazione della moratoria dell’Ue sul loro utilizzo». Ma gli apicoltori britannici tirano un sospiro di sollievo perché «Il parere dei ministri indica che i pesticidi neonotinoidi causano danni sia agli impollinatori in generale che alle api da miele in particolare e, altrettanto importante, all’ambiente globale. Ciò significa che la Bbka sosterrà la continuazione della moratoria sul loro utilizzo e continuerà a sostenere un divieto totale del loro utilizzo. La posizione del governo britannico che entrerà nella discussione europea avrà probabilmente un impatto significativo perché originariamente era stata una delle poche voci che contestavano la moratoria, rendendo così più probabile che il divieto a livello europeo sia esteso o reso permanente».

Il Bbka è  anche lieta di essere coinvolta nelle discussioni su una vasta gamma di settori correlati all’agricoltura e su come il regime regolamentare si evolverà quando il Regno Unito lascerò l’Ue: «Siamo stati incoraggiati dal fatto che il governo stia pensando all’importanza degli impollinatori in generale e delle api da miele in particolare nel contesto di Brexit. Allo stesso modo siamo lieti che il governo si offra per lavorare con gli agricoltori per sviluppare un approccio alternativo al trattamento delle colture». Resta il problema glifosato e degli altri pesticidi e la British Beekeepers Association ricorda che «Restiamo tuttavia preoccupati che qualsiasi trattamento alternativo utilizzato non provochi danni alle api e agli altri impollinatori».