Il primo studio che stima la perdita del QI dovuto a ciò che respiriamo

New York, con meno inquinamento dell’aria bambini più intelligenti e adulti più produttivi

Anche una modesta riduzione dell'esposizione agli inquinanti potrebbe offrire notevoli benefici (anche economici)

[9 maggio 2014]

inquinamento atmosferico aria

Secondo lo studio “Prenatal exposure to airborne polycyclic aromatic hydrocarbons and IQ: Estimated benefit of pollution reduction”, «la riduzione dell’inquinamento atmosferico a New York City porterebbe a notevoli vantaggi economici per i bambini, come risultato dell’aumento del loro quoziente intellettivo».

Lo studio, realizzato da un team del Columbia Center for Children’s Environmental Health guidato da Frederica Perera,è il primo a stimare i costi della perdita del  quoziente di intelligenza (QI) associato all’esposizione all’inquinamento atmosferico, anche se trova le sue basi su precedenti ricerche.

Sul Journal of Public Health Policy i ricercatori presentano i calcoli fatti utilizzando una modesta riduzione ipotizzata di 0,25 nanogrammi per metro cubo (ng/m3) d’aria delle concentrazioni nell’ambiente di idrocarburi policiclici aromatici (Ipa), una famiglia di sostanze chimiche prodotte dalla combustione di combustibili fossili, che è onnipresente nell’aria urbana. «A titolo di paragone – spiegano al Columbia Center for Children’s Environmental Health – l’attuale concentrazione media annua stimata di Ipa è di circa 1 ng/m3».

La ricerca si è concentrata sui 63.462 bambini di New York City nati nel 2002 dalle donne su Medicaid, un gruppo che condivide le stesse caratteristiche socio-demografiche del gruppo studiato dalla Perera e dai suoi colleghi che collegano QI ed Ipa e, utilizzando i metodi degli studi pubblicati, stima i potenziali cali e guadagni legati  alle esposizioni al piombo e al mercurio.  I guadagni in termini di quoziente di intelligenza relativi all’ipotetica riduzione del 25% dell’Ipa, tradotti in un aumento dei reddito durante la vita, assommano a  215 milioni dollari.

Un precedente studio (Prenatal Airborne Polycyclic Aromatic Hydrocarbon Exposure and Child IQ at Age 5 Years) dello stesso team di ricerca aveva determinato che i bambini nati da madri non fumatrici esposte a livelli elevati di Ipa nell’aria durante la gravidanza, a 5 anni avevano un QI di tre punti inferiore rispetto ai bambini le cui madri avevano esposizioni inferiori all’Ipa. Una riduzione del QI modesta ma osservata all’interno di un range con un basso livello di piombo.

I ricercatori sono convinti di aver «probabilmente sottovalutato il beneficio economico totale associato alla riduzione dell’esposizione prenatale all’Ipa, perché non include le stime dei guadagni economici dovuti a più estesi effetti neurotossici, respiratori e cancerogeni, il tutto legato anche all’Ipa. Dato che ci siamo basati sui bambini nati dalle madri di Medicaid a New York City. I risultati probabilmente si applicano ai bambini in modo più ampio. Il QI influisce sulle prestazioni accademiche ed il reddito».

Secondo la Perera, «la nostra ricerca suggerisce che una modesta riduzione dell’inquinamento atmosferico urbano offrirebbe notevoli benefici economici e aiuterebbe i bambini a realizzare in pieno il loro potenziale».

Precedenti ricerche dal Columbia Center for Children’s Environmental Health hanno contribuito a fornire le prove che l’esposizione a fonti di inquinamento durante il periodo fetale e nella prima infanzia possono provocare effetti collaterali, tra i quali crescita fetale ridotta, compromissione dello sviluppo cognitivo, aumento del rischio di obesità ed aumento del rischio di cancro.