Legambiente: uno strano iter autorizzativo ed emergenze ambientali e paesaggistiche ignorate

No all’antenna/falso cipresso della Vodafone alla Serra a Campo nell’Elba

[7 agosto 2013]

Sul magnifico Colle Cecilia, alla Serra, vicino alla Pila, nel Comune di Campo nell’Elba, la Vodafone ha iniziato a costruire il basamento che dovrebbe ospitare l’ennesima antenna, o meglio una Stazione radio base (Srb) per la telefonia mobile. La costruzione di quest’antenna alta 15 metri è stata avviata senza dare nessun preavviso ai cittadini ed ai turisti che vivono nelle case circostanti ed ancora una  volta senza tener conto del principio di precauzione, previsto anche dalle normative europee ed italiane, per quanto riguarda l’inquinamento elettromagnetico. L’antenna dovrebbe essere piazzata in uno dei punti più visibili dall’intera piana di Marina di Campo e in un’area di grande pregio non solo paesaggistico ma anche ambientale, caratterizzata da un vigneto (ai cui confini sorgerebbe l’Srb) e da macchia mediterranea.

E’ evidente, infatti, che l’antenna avrà un impatto paesaggistico senza precedenti sull’area perché si vedrà da ogni angolatura, dalla Pila, venendo da Lacona e uscendo da Marina di Campo, essendo posizionata in cima alla collina. Che l’area sia particolarmente delicata non lo abbiamo scoperto certo noi, ma la stessa  Commissione Paesaggio del  Comune di Campo nell’Elba, che nella seduta dell’13 ottobre 2011 «Ha espresso PARERE NEGATIVO causa il forte impatto ambientale. La zona agricola, infatti, la presenza di un vigneto e la posizione sopraelevata non sono compatibili con la tipologia del manufatto che presenta scarsa o inesistente qualità formale/architettonica atta a modifiche». Un parere condiviso anche dalla Soprintendenza per i Beni Arcitettonici e per il Paesaggio  per le Province di Pisa e Livorno che il 2 marzo 2012 esprimeva “Parere negativo definitivo”.

Ma di definitivo a Campo nell’Elba non sembra esserci nulla, tanto che l’Ufficio tecnico del  Comune il 28 febbraio 2013 cambiava idea   e concedeva l’autorizzazione paesaggistica, anche  sulla base della nota dell’11 febbraio 2013 con la quale la Soprintendenza trasformava incredibilmente il  suo “Parere negativo definitivo” in “Nulla Osta”.

Leggendo i documenti si scopre che quel che un funzionario ritiene assolutamente impossibile poco dopo, con un altro funzionario alla firma, diventa possibilissimo. Quella che era di così scarsa qualità architettonica da non essere atta a modifiche diventa improvvisamente  per la stessa Commissione una  «Tipologia di installazione che meglio si inserisce nel contesto esistente». A quanto ne sappiamo questo miracolo paesaggistico avverrebbe grazie al fatto che l’antenna verrebbe mascherata con un cipresso finto di plastica (Sic!).

Questo repentino cambiamento di opinione e di gusto paesaggistico avviene senza nessuna reale informazione ai cittadini interessati, che infatti si rendono conto di quel che sta succedendo solo dopo  aver visto e sentito gli operai nel cantiere intenti alla realizzazione dell’antenna che sarà collocata in prossimità defgli abitati.

Per quanto ne sappiamo è partita una raccolta di firme contro la realizzazione dell’antenna Vodafone che ha già avuto l’adesione di molti cittadini e turisti e ci sarebbe già stato un incontro col Sindaco Vanno Segnini.

La Vodafone non è nuova ad iniziative del genere: qualche anno fa voleva costruire un’antenna poco lontano,  in quel che rimane della Zona umida della Pila, accanto ad abitazioni e pericolosamente vicina al cono di atterraggio dell’aeroporto. Tra l’altro sarebbe bene che la compagnia telefonica togliesse di mezzo quelle fondamenta che fanno ancora brutta mostra di sé.

L’area dell’erigenda antenna-cipresso artificiale può essere certamente definita sensibile perchè, oltre ad essere di altissimo valore paesaggistico, è vicina a nuclei abitati, insiste su habitat prioritario dell’Unione europea e in un’area contigua alla Zona di protezione speciale (Zps, Direttiva Habita Ue) e Zona speciale di conservazione (Zsc, direttiva Habitat) Monte Capanne – Promontorio dell’Enfola, inoltre aree collinari come quella della Serra/Colle Cecilia sono elementi essenziali della Important bird area di Rete Natura 2000 che copre tutta l’Elba , anche perché nella zona è certa la presenza di avifauna e chirotteri che sono specie prioritarie protette dalle direttive Habitat e Uccelli e dalla Legge Regionale 56/2000. Tutto questo rendeva secondo noi necessaria una Valutazione di incidenza e comunque un’attenta verifica, della quale non c’è traccia, delle emergenze ambientali e faunistiche di un sito Natura 2000,.

Ancora una volta si fa sentire la mancanza di un Piano comprensoriale per la telefonia mobile, dopo che i Comuni si rifiutarono di farlo come proposto dal Parco Nazionale, questo espone a  procedure anomale e basate sulle esigenze delle compagnie telefoniche più che sulla difesa del paesaggio, dell’ambiente e della salute dei cittadini.

Legambiente chiede alla giunta di Campo nell’Elba di chiarire tutti gli aspetti di questa vicenda fino ad ora gestita dai tecnici ma che ha assunto aspetti politici  tutti da verificare, iniziando col sospendere una concessione lacunosa, il cui contraddittorio iter approvativo lascia molti dubbi.

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