Normative ambientali, nell’Ue non sbaglia solo l’Italia: al Belgio multa da 10 milioni di euro

[18 ottobre 2013]

Nel 2004 il Belgio è stato condannato dalla Corte di Giustizia europea per aver violato diverse disposizioni della direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane (91/271/), ma non essendosi ancora adeguato completamente alla sentenza adesso è condannato al pagamento di un’ammenda di 10 milioni di euro.

La direttiva del 1991 – che ha lo scopo di tutelare in generale “l’uomo, la fauna, la flora, il suolo, l’acqua, l’aria e il paesaggio” da influenze negative – impone agli Stati membri una serie di obblighi. Per esempio, gli Stati membri devono provvedere affinché tutti gli agglomerati siano provvisti di reti fognarie per le acque reflue urbane. Per le acque reflue urbane che si immettono in acque recipienti considerate “aree sensibili” gli Stati membri garantiscono che gli agglomerati con oltre 10000 abitanti equivalenti siano provvisti di reti fognarie. Inoltre gli Stati devono provvedere affinché le acque reflue urbane che confluiscono in reti fognarie siano sottoposte, prima dello scarico, a un trattamento secondario o ad un trattamento equivalente, secondo determinate modalità prescritte dal legislatore.

Nel 2004 la Corte ha dichiarato che il Belgio ha violato diverse disposizioni di tale direttiva sulle acque dato che 114 agglomerati della Regione fiamminga, 60 agglomerati della Regione vallona e l’agglomerato di Bruxelles non si sono conformati ai requisiti della direttiva.

Però, al momento dell’introduzione del ricorso i numeri sono calati: l’infrazione è stata registrata  per un agglomerato fiammingo, per 21 agglomerati valloni e per  l’agglomerato di Bruxelles. E la Commissione ha stabilito che le misure necessarie non sono state adottate riguardo a soli cinque agglomerati. La Corte ha confermato che il Belgio non ha adottato tutte le misure necessarie per conformarsi integralmente alla sentenza. Ha inoltre rilevato, per quanto riguarda la gravità dell’infrazione, che, classificando l’integralità del suo territorio quale area sensibile, il Belgio ha riconosciuto la necessità di una tutela ambientale rafforzata. E ha riconosciuto che il mancato trattamento delle acque reflue urbane arreca un pregiudizio all’ambiente.

Il Belgio ha però affrontato investimenti impegnativi per l’esecuzione della sentenza, compiendo progressi considerevoli. Ed ha pienamente cooperato con la Commissione nel corso del procedimento.

Per tutto questo la Corte ritiene di procedere a un’equa valutazione delle circostanze del caso fissando una somma forfettaria dell’importo di 10 milioni euro e una penalità dell’importo di 4.722 euro al giorno.