Ora c’è anche la Goletta 5 Stelle. Legambiente: diffidate delle imitazioni

E intanto la vera Goletta Verde presenta i dati sui prelievi in Molise e il dossier No Oil Molise

[30 luglio 2018]

Nel weekend appena trascorso, i deputati del Movimento 5 Stelle Antonio De Luca e Francesco Cappello hanno pensato bene di fare un sicuramente meritorio tour nel messinese per parlare di sanità, ambiente e trasporti marittimi e hanno toccato venerdi Capo d’Orlando, sabato Lipari e domenica Milazzo. Se l’impegno estivo di De Luca e Cappello è sicuramente meritorio, quel che è mancata è la fantasia, visto che l’iniziativa itinerante è stata chiamata “Goletta 5 Stelle”, facendo il verso e richiamando la ben più celebre e più che trentennale Goletta Verde di Legambiente.

E così il presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani, ironizza su Facebook: «Dopo le magliette gialle del PD di Renzi che puliscono le città, è arrivata la Goletta 5 Stelle in Sicilia. Capisco che la fantasia non sia caratteristica così comune tra le persone, ma insomma… Comunque a beneficio di partiti e movimenti politici senza creatività e inventiva, c’è l’imbarazzo della scelta: Treno Verde, Non ti scordar di me – Operazione scuole pulite, Mal’aria, Spiagge e fondali puliti, etc.»

Insomma, copiateci pure ma fatelo bene.

E qualcuno d nei commenti sotto la nota di Ciafani commenta ricordando altre imitazioni di iniziative di successo di Legambiente che spesso, in mano ad amministrazioni comunali e forze politiche si sono tradotte in clamorosi fiaschi, brutte figure e boomerang politico-mediatici.

Intanto Goletta Verde, quella vera, prosegue il suo viaggio e ha presentato i dati dei prelievi eseguiti il 24 luglio in Molise  dai tecnici di Legambiente. «Sui tre punti monitorati in Molise, in provincia di Campobasso, due sono stati giudicati fortemente inquinanti, a Termoli, in località Baia a sud di Termoli, nella spiaggia Fronte Rio Vivo, e sul Litorale Nord, alla foce canale presso rotatoria lungomare Cristoforo Colombo, dove peraltro i tecnici hanno constatato l’assenza del cartello col divieto di balneazione e di quello informativo sulla qualità delle acque, obbligatorio da anni per i comuni. Entro i limiti, invece, i risultati del campionamento effettuato sulla spiaggia lungomare Cristoforo Colombo a Termoli».

Manuela Cardarelli, presidente Legambiente Molise, ha sorttolineato che «Il monitoraggio di Goletta Verde non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, ma punta a scovare le criticità ancora presenti nei sistemi depurativi regionali per porre rimedio all’inquinamento dei nostri mari Il problema della cattiva depurazione purtroppo rappresenta un costo elevato per le tasche degli ignari cittadini, visto che il nostro Paese è stato condannato a pagare all’Ue una multa da 25 milioni di euro, più ulteriori 30 milioni ogni sei mesi finché non si metterà in regola. Soldi che si sarebbero potuti spendere diversamente, per esempio per aprire nuovi cantieri per la depurazione e realizzare sistemi efficienti e moderni, creando nuovi posti di lavoro. Ecco perché è necessario, oltre che indagare per capire le cause che compromettono lo stato di salute delle nostre acque, anche agire concretamente. A tal proposito, abbiamo deciso di avviare un’azione giuridica presentando gli esposti alle autorità competenti, secondo quanto previsto dalla legge sugli ecoreati».

La tappa in Molise  è stata anche l’occasione di parlare di energia, un altro tema che in passato ha visto Legambiente e M5S spesso sillo stessoi fronte NO-Oil,

Legambiente, che ha presentato il  dossier #NoOil Molise, ha sottolineato che «In particolare in Molise le fonti fossili coprono il 63,4% dei consumi totali regionali (Simeri GSE, 2015), contro il 36,6% da fonti rinnovabili. La produzione di petrolio, nel 2017, è stata pari a 170 mila tonnellate, il 4,1% della produzione nazionale, mentre quella di gas è stata di 72,6 milioni di Smc, pari a circa l’1,3% della produzione nazionale che, stando agli attuali consumi, coprirebbe lo 0,3% del fabbisogno del nostro Paese attraverso la produzione di olio e lo 0,1% con quella di gas. Numeri certamente poco incidenti ma che nei territori e nei mari interessati dai progetti di trivellazione portano a rischi ambientali importanti».

La portavoce di Goletta Verde,  Katiuscia Eroe,  rivolta anche al governo M5S-Lega, conclude: «Il cambio di rotta verso un futuro 100% rinnovabile rimarrà complesso e difficile se il nuovo Governo non si impegnerà con urgenza ad eliminare tutti i vantaggi di cui godono nel nostro Paese le compagnie petrolifere Basti pensare che dal 2010 al 2017 le concessioni produttive di greggio in Molise hanno estratto in totale circa 1,5 milioni di tonnellate di greggio, di cui circa 472 mila (31,5%) sono risultate esenti dal pagamento delle royalties. Regali che rendono i nostri territori e i nostri mari un vero e proprio Texas petrolifero, dove gli interessi nel proseguimento alle attività petrolifere non si sono mai fermate. Sono almeno 5 le compagnie che hanno fatto richiesta di ricerca e prospezione per nuove aree, per 2.918,7 kmq per la terra ferma e 14.429,7 kmq in mare. Si tratta di numeri, raccontati nel dossier di Legambiente “No Oil, Molise” che tracciano bene non solo il ruolo, oggi ancora determinante delle fonti fossili anche a causa di politiche mancanti di sviluppo di un nuovo sistema energetico innovativo e rinnovabile, ma anche come le produzioni siano in costante riduzione da anni. Scegliere di continuare a produrre gas e petrolio non solo mette a rischio il raggiungimento degli obiettivi climatici, ma anche quelli di sviluppo locale della Regione Molise, costretta a subire l’arroganza delle compagnie, ma anche la poca lungimiranza e la mancanza di coraggio dei Governi, che invece di investire su un nuovo modello energetico, continuano a supportare lo sviluppo di politiche energetiche dipendenti».