A Pechino è migliorata la qualità dell’aria, grazie alla promozione delle energie rinnovabili

«La Cina esempio di sviluppo sostenibile attraverso politiche industriali verdi»

[15 dicembre 2017]

Pechino non è certo una città “respirabile” ma ha perso da tempo il titolo di megalopoli più inquinata del mondo ormai saldamente in mano alla capitale indiana New Delhi, ora la municipalità della capitale cinese ha annunciato che la situazione è ulteriormente migliorata: «Alla fine del mese scorso, la densità media del particolato fine dannoso per la salute (PM2,5) a Pechino si è stabilizzata a 58 microgrammi per metro cubo, cioè in calo del 13,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso».

Liu Baoxian, direttore aggiunto del Centro di sorveglianza dell’ambiente della municipalità di Pechino, ha sottolineato che anche i dati più recenti sono positivi: «Domenica, il numero di giorni gravemente inquinati  aveva raggiunto i 21 quest’anno, contro i 58 nel 2013 e quest’inverno sono stati registrati solo 4 giorni gravemente inquinati».

Per ridurre l’inquinamento dell’aria, Pechino ha iniziato a eliminare le caldaie a carbone e a modernizzare le caldaie a gas, utilizzando tecnologie di combustione a basse emissioni di azoto.

La municipalità di Pechino evidenzia che «A novembre, la densità del biossido di zolfo è calata a 8 microgrammi per  metro cubo, contro i 28 microgrammi per metro cubo nel 2013. Quest’anno la città ha eliminato 4.453 caldaie a carbone».

La Commissione municipale degli affari rurali ha annunciato che «Il 15 novembre, Pechino ha avviato i suoi lavori per rimpiazzare con delle energie pulite (elettricità o gas) in 700 villaggi», tenendo conto che per i cinesi un villaggio ha spessso le dimensioni di una cittadina italiana.

Negli ultimi 5 anni a Pechino città sono state eliminate il 99,8% delle caldaie a carbone, il che ha permesso di ridurre il consumo di carbone di ben 9 milioni di tonnellate. Dal 2013, circa 900.000 famiglie in 2.036 villaggi sono passate dal carbone alle energie pulite, riducendo il consumo di carbone di 2,7 milioni di tonnellate all’anno.

Progressi che vengono riconosciuti anche dal recente rapportoGreen Industrial PolicyConceptPoliciesCountry Experiences” dell’United Nations environment programme, secondo il quale «La Cina da l’esempio di uno sviluppo sostenibile attraverso politiche industriali verdi».

Presentando il rapporto alla recente UN Enviroment Assembly di Nairobi, il direttore esecutivo dell’Unep, Erik Solheim, ha setto che «Piuttosto che il vecchio schema che consiste nel privilegiare prima di tutto lo sviluppo e, solamente in seguito preoccuparsi dell’ambiente, dobbiamo associare entrambi fin dall’inizio, e questa idee è messa in opera da alcune economie. Il programma della Cina per elettrificare i trasporti stradali da l’esempio al mondo in materia di strategia di sviluppo verde».

Secondo il rapporto Unep, «Nel 2014, la Cina aveva già prodotto l’85% delle bici elettriche del mondo e ne ha esportate circa 5 milioni ogni anno».

Una delle autrici del rapporto, Claudia Assmann, ha aggiunto che «Dopo anni di sforzi, la Cina è sulla buona strada per uno sviluppo green, soprattutto nei settore del trasporto elettrico, dell’energia solare e della sharing economy».