Perché i laburisti britannici fecero la rovinosa scelta di sostenere il diesel (VIDEO)

Greenpeace UK: i politici sapevano da decenni che il gasolio è tossico per la salute delle persone

[16 novembre 2017]

Mentre il cancelliere conservatore britannico Philip Hammond sta prendendo in considerazione una tassazione più severa delle auto diesel, la BBC pubblica dei documenti che rivelano perché invece i laburisti di TonY Blair e Gordon Brown  le abbiano incentivate,

Martin Rosenbaum, freedom of information specialist della BBC, scrive che «Il passaggio alla promozione di veicoli diesel sotto l’ultimo governo laburista può essere visto come un esempio da manuale di una legge con conseguenze non volute».

Nel 2001, l’allora cancelliere laburista Gordon Brown introdusse un nuovo sistema di tasse automobilistiche che aveva lo scopo dichiarato di proteggere l’ambiente ma che invece favorì la corsa all’acquisto di  massa di auto diesel altamente inquinanti che, secondo il rapporto “Air quality in Europe — 2016” dell’European environment agency, è legata a migliaia di morti premature in Gran Bretagna.

I documenti di cui è entrata in possesso la BBC  dopo due anni di battaglia per far rispettare la libertà di informazione farebbero luce su un gigantesco abbaglio politico e Rosenbaum  scrive che «Alcuni di questi documenti dimostrano che dei civil servants hanno contestato una politica più forte per scoraggiare l’utilizzo del diesel su basi prestazionali, perché non volevano che il governo fosse visto come un “penalizzatore” degli automobilisti diesel».

Brown introdusse una scala mobile per la car tax o  vehicle excise duty (VED) per renderla più economica per le auto con minori emissioni di CO2  e questo portò a una VED generalmente più bassa per le auto diesel, che tendono ad essere più efficienti nei consumi ma che emettono  quantità maggiori di altri inquinanti dannosi per la salute, come gli ossidi di azoto e i particolati.

La BBC dice che «I documenti  confermano che ministri e i civil servants del governo laburista erano ben consapevoli del fatto che l’inquinamento diesel danneggiasse la qualità dell’aria (anche se forse non ne apprezzavano appieno la portata). Ma i funzionari che stavano preparando il 2000 Budget  argomentarono contro una maggiore tassazione per le auto diesel “così non saremo visti come eccessivamente duri dagli  utenti del diesel”».

Nel parere della sezione Treasury’s tax policy presentato allora ai ministri laburisti si legge: «Relativamente alla benzina, il diesel ha minori emissioni di CO2 ma maggiori emissioni di particolato e inquinanti che danneggiano la qualità dell’aria locale. Un diesel supplement è necessario per non creare incentivi per le persone scelgono veicoli diesel rispetto a modelli benzina simili perché attratti da un basso tasso VED». Ma erano molto preoccupati di come sarebbe stato percepito un supplemento di tasse: «A livello di presentazione, questo dovrebbe essere visto come un trattamento equo per benzina e diesel, piuttosto che come una penalità per gli utenti diesel» e quindi respinsero l’imposizione di un incremento delle tasse sulle auto diesel che avrebbero avuto un maggiore effetto dissuasivo, concludendo: «preferiremmo il piccolo supplemento di  10 sterline, così non si vedrebbe che stiamo penalizzando i veicoli diesel». Poi aggiunsero che questa decisione pro-diesel si sarebbe potuta rivedere in seguito se  ci fossero state critiche ai laburisti per aver fatto troppo poco  per migliorare la qualità dell’aria.

Dai documenti pubblicati dalla BBC viene fuori  che questo fattore squisitamente politico è stato l’unico argomento che ha convinto i laburisti a non aumentare le tasse sui diesel e che è stato imposto da funzionari che non necessariamente rappresentavano le opinioni dei ministri. La politica dell’ultimo  governo laburista si è furbescamente barcamenata tra la consapevolezza di provocare un danno ambientale e la volontà di compiacere i possessori di auto diesel e il conseguente incentivo finanziario per le auto diesel ha contribuito a incrementare quello che la BBC chiama “dash for diesel”,  entrato in vigore nel 2001 ed esteso negli anni successivi, con un boom di auto aziendali a diesel che sono state una parte sostanziale degli acquisti di auto nuove.

Così, oggi sulle strade della Gran Bretagna ci sono 12 milioni di auto diesel, mentre nel 2000 erano solo tre milioni, e negli ultimi anni i diesel hanno rappresentato circa la metà del nuovo mercato automobilistico, mentre nel 2000 solo un’auto nuova su 7 era  diesel.

«Milioni di cittadini britannici sono passati a guidare veicoli molto inquinanti, mentre veniva detto loro che erano meno dannosi per l’ambiente – sottolinea Rosenbaum – Le emissioni di ossidi di azoto e particolati sono state collegate a difficoltà respiratorie, attacchi cardiaci e cancro ai polmoni. Da allora sono stati riconosciuti i problemi  per la salute che derivano dai  veicoli diesel e il governo si è impegnato ad affrontarli».

Secondo i rapporti preparatori del bilancio statale, Hammond sta valutando l’ ipotesi di una tassa supplementare sulla vendita di veicoli diesel e un aumento della tassa sul carburante diesel.

Per entrare in possesso dei documenti Rosenbaum ha dovuto faticare molto: li aveva chiesti al ministero del tesoro già nel nell’ottobre 2015, in base alla freedom of information law e ai regolamenti che disciplinano le informazioni sull’ambiente, ma a un certo punto il Tesoro sostenne  che sarebbe stato contrario all’interesse pubblico fornire quelle informazioni, poiché avrebbero danneggiato  il processo di sviluppo della politica e inibito la qualità della consulenza. Poi il Tesoro ha cambiato idea e ha detto che fornire quei documenti non sarebbe stato troppo penalizzante e  ha deciso di poter soddisfare una richiesta di documenti più “ristretta”.

Gordon Brown si è rifiutato di commentare l’inchiesta della BBC, ma nelle sue memorie pubblicate pochi giorni fa non c’è nessun riferimento specifico alla questione del diesel, anche se  vi si afferma che «la nostra politica sulla tassazione dei carburanti è stata fortemente influenzata dal nostro desiderio di promuovere carburanti e veicoli più puliti«.

Paul Morozzo, di Greenpeace UK ha detto che «E’ ormai chiaro che i politici sapevano da decenni che il gasolio è tossico per la salute delle persone. Questo governo non deve commettere gli errori dell’ultimo. La settimana prossima deve dare priorità alla salute pubblica e non alla lobby automobilistica con un bilancio più duro con il diesel».

Il  ministero del tesoro ha detto  alla BBC che non può commentare le decisioni prese nell’ambito di un precedente governo e si è rifiutato di commentare le ragioni dei ritardi nel rispondere e fornire la documentazione richiesta a Rosenbaum.

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