I pesticidi dentro di noi: glifosato e piretro nelle urine di una normale famiglia italiana (VIDEO)

Parte oggi la campagna per sconfiggere la chimica nel piatto, con un mini-reality web

[15 novembre 2017]

Cambia la terra – No ai pesticidi, sì al biologico” è un progetto di informazione e sensibilizzazione voluto da Federbio con Isde – Medici per l’ambiente, Legambiente, Lipu e Wwf con un comitato di garanti composto da alcune personalità del mondo dell’associazionismo e della ricerca, che oggi ha dato il via alla campagna #ipesticididentro di noi che per i prossimi 15 giorni sarà sul web e sui social, fino al 30 novembre, giorno in cui arriveranno i risultati delle urine raccolte sempre all’interno della stessa famiglia dopo due settimane di dieta bio.

Infatti tutto parte dalle “semplici” analisi delle urine di una normale famiglia italiana di quattro persone che sono bastate per scoprire che è pesantemente contaminata dai pesticidi: «Per tre dei membri alte concentrazioni di glifosato, l’erbicida per cui in queste settimane l’Europa deve decidere o meno la possibilità di utilizzo nei prossimi anni – spiegano a #ipesticididentro – Soprattutto uno dei genitori registra 0,26 microgrammi per litro, mentre il bambino più piccolo arriva 0,19 rispetto a una media generale di 0,12 microgrammi litro. Lo stesso bambino, solo 7 anni di età, registra oltre 5 microgrammi di clorpirifos per grammo di creatinina, un valore altissimo rispetto alla media della popolazione che è 1,5 microgrammi per grammo. Quest’insetticida provoca – tra i tanti altri danni – particolari effetti sulla capacità di apprendimento e di attenzione. Infine, due prodotti della contaminazione da piretroidi (Cl2CA e m-PBA) consistemente presenti nella famiglia. In particolare, l’m-MPA arriva nella mamma a concentrazioni di circa 3,4 microgrammi per grammo: un record che si trova solo nel 5% delle statistiche finora analizzate».

I video di  #ipesticididentrodinoi (che ripubblichiamo), mostrano il grado di contaminazione della famiglia romana D, con abitudini alimentari nella media, rispetto ad alcuni tra i pesticidi ed erbicidi più utilizzati in agricoltura: glifosato, clorpirifos e piretroidi. La Famiglia D. è composta da Marta, 46 anni logopedista; Giorgio, 47 anni programmatore informatico; Stella, 9 anni e Giacomo 7 anni. Le loro abitudini alimentari sono molto simili a quelle delle famiglie italiane tradizionali: amano cucinare tutti insieme e preferiscono preparazioni casalinghe a cibi precotti o surgelati.

Le indagini, effettuate su un campione individuale di urine, sono state eseguite dal laboratorio di analisi Medizinisches Labor di Brema certificato ISO, che ha già eseguito per le Coop Danimarca lo stesso tipo di analisi. La Famiglia D., già attenta alle proprie scelte alimentari, è comunque contaminata – in differenti percentuali a seconda del componente – da sostanze chimiche.

Dalle analisi del laboratorio tedesco risulta che il livello di glifosato – l’erbicida più diffuso e utilizzato al mondo, probabile cancerogeno per l’uomo secondo l’Istituto internazionale di ricerca sul cancro – nelle urine dei figli, Stella e Giacomo, è maggiore della media. Per Giorgio è particolarmente alto, più del doppio della media (116% in più).

Per quanto riguarda il clorpirifos –  insetticida con effetti su sistema nervoso centrale, sistema circolatorio e respiratorio – la situazione è particolarmente preoccupante per Marta e il figlio Giacomo che presentano concentrazioni superiori al 95% della popolazione di riferimento, ma anche Giorgio e la figlia Stella hanno valori sensibilmente più alti della media.

I piretroidi – pesticidi ad ampio spettro per cui sono dimostrati disturbi dell’apprendimento, danni al sistema nervoso, al fegato, al cuore, all’apparato digerente e sul sangue – sono stati distinti in due dei più frequenti metaboliti (molecole in cui si scinde un composto chimico): il Cl2CA e l’m-PBA. Tutti e quattro i componenti della famiglia D. sono risultati positivi ai piretroidi per la presenza, in particolare, dell’m-PBA. Nel caso di Marta c’è un valore molto elevato per questo metabolita, tanto alto da essere superiore a quello che si riscontra in una percentuale del 5% della popolazione di riferimento. Nei figli sono presenti quantità sensibilmente superiori alla media non solo per l’m-PBA, ma anche per Cl2CA.

Gli organizzatori dell’iniziativa spiegano che «Scopo dell’esperimento sociale è dimostrare quanto l’assunzione di pesticidi possa essere influenzata dalla dieta. Così una famiglia di 4 persone (i genitori, Marta e Giorgio assieme ai loro bambini, Stella di 9 anni e Giacomo di 7) ha accettato di fare il test sulla presenza o meno di pesticidi nelle urine e – dopo 15 giorni di dieta 100% bio, quindi totalmente priva di chimica di sintesi – ripetere le analisi per verificare la differenza tra prima e dopo».

Tutta la campagna #ipesticididentrodinoi è online e tutti possono seguire giorno dopo giorno, attraverso video e post della famiglia, l’evolversi della dieta. Il 30 novembre prossimo saranno presentato i risultati finali e si risponderà alla domanda: è possibile, con solo 15 giorni a zero pesticidi ridurre o eliminare la quantità di pesticidi che assorbiamo quotidianamente attraverso gli alimenti?

Videogallery

  • I pesticidi dentro di noi - puntata 1 - La famiglia D

  • I pesticidi dentro di noi - puntata 2 - I risultati delle analisi pre-dieta