I pesticidi minacciano le colonie di uccelli marini in Antartide

Nel sangue e nei tessuti dei petrelli giganti dell’Antartico trovato anche il DDT

[24 agosto 2016]

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Gli uccelli marini svolgono un ruolo importante come consumatori all’apice della catena alimentare e possono essere utilizzati come bioindicatori dell’esposizione agli inquinanti. Gli studi sulla loro contaminazione con metodi di campionamento non distruttive rivestono quindi notevole importanza,  permettendo una migliore valutazione dei livelli delle sostanze inquinanti e dei loro effetti tossici.

Nello studio  “Persistent organic pollutants in blood samples of Southern Giant Petrels (Macronectes giganteus) from the South Shetland Islands, Antarctica”, pubblicato su Environmental Pollution da un team di ricercatori delle università brasiliane di São Paulo e di Vale do Rio dos Sinos e del National Institute of Standards and Technology statunitense, analizzano gli organoalogenati contaminanti in 113 campioni di sangue di ossifraga del sud o petrello gigante dell’Antartico  (Macronectes giganteus)  raccolti da adulti e pulcini durante l’estate del 2011/2012 e del 2012/2013 delle colonie delle isole Elephant e Livingston, nell’arcipelago delle South Shetland, al largo della Penisola Antartica.

Le ossifraghe del sud sono animali magnifici, che volano sull’Atlantico meridionale e l’Oceano Australe  grazie ad un’apertura alare di circa 2 metri. Sono uccelli che vivono fino a più di 50 anni e che passano gran parte della loro vita a procurarsi il cibo nei pericolosi e freddi mari del sud del pianeta. Tornano a terra solo per accoppiarsi e nidificare, nelle stesse colonie dove sono nati. Un vantaggio per i biologi che, una volta identificato e inanellato un individuo, possono studiarlo per diversi anni.

Gli scienziati dicono che «Policlorobifenili (PCB), esaclorobenzene (HCB), pentaclorobenzene (pECB), mirex, dichlorodiphenyltrichloroetane e derivati (DDT) e clordano sono stati rilevati in tutti gli uccelli, mentre Polibromodifenileteri (PBDE) non sono stati rilevati in tutti i campioni di sangue. Non sono state riscontrate differenze significative nei livelli di organoclorurati tra gli eventi di campionamento».

Gli adulti di ossifraga del sud mostravano livelli di contaminazione significativamente più elevati dei pulcini, livelli che invece erano statisticamente simili nei maschi e nelle femmine di Elephant Island, tranne che per pECB. PCB, HCB, mirex e DDT. Le femmine nidificanti sull’Isola Livingston mostravano valori di HCB più elevati rispetto ai maschi, ma nessuna differenza fra i sessi sono state trovate per quanto riguarda gli altri organoclorurati.

Secondo lo studio, «La somiglianza dei livelli organoclorurati tra i sessi negli uccelli con una segregazione sessuale molto marcata nelle abitudini alimentari durante la stagione riproduttiva può indicare che significative quantità di agenti inquinanti vengono acquisite durante la migrazione alle basse latitudini, quando le diete di maschi e femmine sono simili».

I petrelli giganti campionati sull’Isola Livingston hanno mostrato livelli significativamente più bassi di PCB, HCB, DDT, mirex e clordano  rispetto a quelli su Elephant Island, il che, secondo il team di ricerca, «Potrebbe essere il risultato di modelli di foraggiamento distinti tra le due colonie».

I livelli di organoclorurati sono rimasti simili negli uccelli catturati in due stagioni riproduttive consecutive e «I campioni di sangue dai petrelli giganti adulti e dai e pulcini hanno dimostrato di essere utili per  confrontare i livelli di contaminazione intraspecifici e sembrano essere sufficienti per la valutazione a lungo termine di contaminanti organoalogenati nei predatori antartici al top.  contaminanti organoclorurati nei  campioni di sangue delle ossifraghe del sud riflettono differenze intra-specifiche e suggeriscono modelli di foraggiamento distinti tra le colonie».

Precedenti studi sulle carcasse e i tessuti avevano già evidenziato segni di contaminazione che ora sono stati confermati, compresa la presenza del DDT, un pesticida vietato negli Usa già nel 1972, quando si constatò che il suo uso minacciava diverse specie di uccelli rapaci. Il Brasile è attualmente il maggior consumatore mondiale di pesticidi e ha vietato il  DDT solo nel 2009.

La leader del team di ricercatori, la biologa  Fernanda Imperatrice Colabuono, dell’Instituto oceanográfico dell’Universidade de São Paulo, conclude: «Tutti questi inquinanti organici sono persistenti nell’ambiente, hanno un’azone cancerogena, causano disfunzioni ormonali e problemi riproduttivi. In confronto ai livelli di contaminazione negli uccelli dell’emisfero nord, il livelli di contaminazione rilevati nelle colonie di petrelli della Penisola Antartica sono ancora bassi. Ora l’obiettivo e quello di monitorarli nel lungo periodo, per avere indicazioni sulla tendenza all’aumento o alla diminuzione di questi contaminanti nel corso degli anni nell’ambiente in cui vivono questi uccelli».