I prodotti chimici del fracking di petrolio e gas danneggiano il cervello dei bambini

Uno studio Usa mostra i pericoli per chi vive vicino alle attività di fracking

[26 ottobre 2017]

Lo studio “Neurodevelopmental and neurological effects of chemicals associated with unconventional oil and natural gas operations and their potential effects on infants and children”, pubblicato su Reviews on Environmental Health da un team di ricercatori statunitensi mette in evidenza i pericoli per i bambini che vivono nei pressi di siti di estrazione di gas e petrolio e dice che molti inquinanti trovati nell’aria e nell’acqua nei pressi di queste aree «sono legati a problemi cerebrali nei bambini».

I ricercatori si sono concentrati su cinque tipi di inquinamento che si trovano comunemente nei pressi dei siti di estrazione degli idrocarburi: metalli pesanti, particolato, idrocarburi policiclici aromatici, xileni (BTEX) e composti interferenti endocrini e hanno esaminato gli studi clinici esistenti sugli impatti dei composti sul cervello dei bambini. Secondo lo studio: «E’ stato dimostrato che l’esposizione precoce a queste sostanze inquinanti dell’aria e dell’acqua è associata a deficit nell’apprendimento e neuropsicologici, a disturbi del neoro-sviluppo  e a  difetti neurologici alla nascita, con conseguenze potenzialmente permanenti sulla salute del cervello».

Al Center for environmental health (Ceh), che ha guidato il team di ricerca, dicono che «Lo studio dimostra che le sostanze ampiamente utilizzate in sviluppo e operazioni di estrazione di petrolio e gas naturale non convenzionale (Uog) sono legate alla compromissione delle funzioni cerebrali compromessa nei neonati, nei bambini e nei giovani adulti. Queste lesioni includono disabilità nell’apprendimento, ADHD, dislessia, disordini sensoriali, ritardo mentale e disturbi nello spettro dell’autismo». Lo studio conclude che «Sono necessarie tecniche di prevenzione della sanità pubblica e standard regolamentari statali e nazionali maggiormente validi in materia di sviluppo di Uog».

La principale autrice dello studio, Ellen Webb, health sciences e advocacy manager del Ceh, evidenzia che «La ricerca peer-reviewed riesce a dimostrare che l’esposizione alle sostanze chimiche associate al fracking possono essere pericolose per lo sviluppo del cervello. Per proteggere i neonati e i bambini da potenziali impatti che dureranno tutta la vita, le agenzie statali e federali devono attuare regolamenti sensibili sul posizionamento e la gestione del fracking e di altre attività non convenzionali di petrolio e  gas. Le famiglie meritano di essere protette e i bambini si meritano un futuro sano»,

Dopo un numero crescente di studi epidemiologici che indicano che le attività di estrazione di petrolio e gas sono associate ad effetti negativi sulla salute, come problemi alla nascita, alti livelli di ospedalizzazione e impatti respiratori, questa revisione completa della letteratura scientifica mostra una crescente consapevolezza scientifica sul fatto che «Il fracking presenta rischi inaccettabili per la salute alle comunità vicine».  Un’altra autrice dello studio, Heather Patisaul del North Carolina State University College of Sciences, aggiunge che «I composti distruttori endocrini rappresentano un rischio significativo per la salute umana, soprattutto quando l’esposizione si verifica durante lo sviluppo del feto e nell’infanzia, quando si formano organi sensibili agli ormoni.  Il fatto che ne sappiamo così poco sulla composizione chimica del fluido del tracking e sulle possibili proprietà di disgregazione endocrina di questi prodotti chimici è una  preoccupazione importante».

Seth Whitehead, portavoce di Energy in Depth, una campagna pro-fracking  lanciata dalla Petroleum Association of America, cerca di minimizzare l’importanza e la portata dello studio:  «E’ solo l’ultima strategia mediaticamente deliberata per mostrare dei legami tra il fracking e dei problemi di salute anche quando non esistono prove evidenti. Il report individua solo le sostanze chimiche associate allo sviluppo del petrolio e del gas e osserva che alcune di queste sostanze chimiche possono essere dannose per la salute umana e afferma che “è necessaria maggiore ricerca per comprendere la portata di queste preoccupazioni”, questo non è diverso dal dire che la candeggina – che si può trovare nei locali lavanderia di molte persone – può farti ammalare se la bevi e che è necessaria più ricerca per comprendere la misura in cui le persone si ammalano se bevono la candeggina nelle loro lavanderie».

Ma l’autore senior dello studio, Eric London, direttore dell’Autism Treatment Laboratory in Developmental Disabilities del New York State Institute for Basic Research, demolisce facilmente le semplificazioni di Whitehead: «Stanno emergendo rapidamente prove scientifiche sugli effetti sulla salute derivanti dal fracking. Questo articolo si concentra sui potenziali effetti negativi delle attività di fracking sulla salute neurologica dei neonati e dei bambini durante le loro fasi più fragili e vulnerabili dello sviluppo precoce. Un simile livello di preoccupazione a quello che avremmo per le malattie infettive dovrebbe essere applicato al ruolo che  queste tossici ambientali n hanno nello sviluppo del cervello»,

E gli effetti delle sostanze chimiche utilizzate nel fracking sembrano proprio devastanti: disfunzioni nella memoria e nell’apprendimento e nella soluzione dei test di intelligenza; riduzione dei punteggi di quoziente intellettivo, depressione, ansia e problemi di attenzione; disturbi degenerativi e i disturbi dello sviluppo cerebrale; neuro infiammazioni costanti, danni che suggeriscono lo stress ossidativo e danno neuronale diretto; diturbi dello sviluppo neurologico che il 10-15% di tutti i nati negli Usa; disabilità nell’apprendimento, ADHD, dislessia, disordini sensoriali, ritardo mentale e disturbi dello spettro dell’autismo; effetti comportamentali tra cui impulsività, aggressività, iperattività nei bambini e negli adolescenti; Funzione ormonale alterata e disturbi comportamentali determinati dalle oltre  750 sostanze chimiche utilizzate nel processo di fatturazione idraulica, q 100 delle quali riconosciute o sospettate di essere interferenti endocrini;  difetti del tubo neurale, comprese l’anrencefalia e la spina bifida a causa dell’esposizione materna durante la gravidanza a metalli pesanti, benzene e  IPA.

Madelon Finkel, che insegna politica clinica sanitaria e ricerca al Weill Cornell Medical College e che non ha partecipato allo studio, fa notare  che «Molti di noi stanno a vedere cosa succede e poi andranno a rivisitarlo per vedere cosa queste esposizioni stanno facendo alle persone. Purtroppo, stiamo solo aspettando di vedere cosa succede, è veramente triste».

Anche la Webb risponde indirettamente all’attacco della Petroleum Association of America allo studio: «La ricerca sulla salute dei bambini nei pressi di siti petroliferi e gasieri sta lentamente emergendo ma è ragionevole concludere che i bambini piccoli con frequenti esposizioni a tali inquinanti siano ad alto rischio di  malattie neurologiche>.

Dalla metà degli anni 2000 negli Usa c’è stato il  boom del fracking  e la FracTracker Alliance, un’organizzazione che difende le energie rinnovabili  e censisce i pozzi di petrolio e gas, stima che negli Usa ci siano almeno 1,7 milioni di pozzi attivi. Web  e i suoi colleghi  chiedono che le agenzie federali aumentino le distanze tra le attività di fracking e i luoghi nei quali vivono o giocano i bambini  e raccomandano che ci sia almeno un miglio tra  i pozzi di fracking  le abitazioni, le scuole, gli ospedali e altri spazi dove i neonati e i bambini potrebbero trascorrere una notevole quantità di tempo.

Il problema è che non si conoscono nemmeno tutti i prodotti chimici che vengono utilizzati nelle miscele per il fracking e secondo la Webb «Per proteggere veramente la salute delle famiglie le autorità statali e federali devono adottare il principio di precauzione». Ma i ricercatori hanno poca speranza che  l’amministrazione di Donad Trump prenda in considerazione le preoccupazioni per la salute dei bambini quando si tratta di sviluppo energetico: «tutte le loro ultime decisioni ignorano tutte le prove sanitarie note».